Santa Corona, Bertolotto replica a Miceli: “Unica azienda per Pietra e Albenga”
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Pietra Ligure. Marco Bertolotto, candidato con la lista civica a sostegno di Biasotti per le regionali, replica al consigliere ed esponente del Pd Nino Miceli che ieri aveva attaccato l’ex presidente della Provincia sull’ospedale Santa Corona e su un possibile ritorno ad azienda per il nosocomio pietrese in caso di vittoria del centro destra. “E’ vero, quando ero presidente della Provincia pensavo che la deaziendalizzazione fosse una cosa positiva, invece da professionista, da capo dipartimento, mi sono reso conto che il nuovo assetto non funziona e bisogna avere il coraggio di modificare quello che non va”.
“Governare significa valutare e capire gli eventuali errori – prosegue Bertolotto -, e quello della Asl unica provinciale è stato un grave errore. Il consigliere Miceli ed il centro sinistra ragionano per dogmi, quindi non hanno nel loro dna l’opzione di ammettere lo sbaglio nelle decisioni. E’ ideologia, e poi non possono sbandierare solo numeri economici quando il gap è tutto sul fronte dell’organizzazione delle risorse umane degli ospedali. Basta farsi un giro per rendersi conto che c’è grande malcontento tra tutti gli operatori sanitari”.
Infine la proposta del primario Bertolotto: “Gli ospedali di Albenga e Pietra in una unica azienda sanitaria, il San Paolo di Savona e il San Giuseppe dentro la Asl 2 Savonese, sviluppando i servizi territoriali di assistenza medico-sanitaria. L’ospedale di Albenga – conclude Bertolotto – è una grande risorsa per la sanità savonese; assieme al Santa Corona si può davvero creare un polo di eccellenza sotto un’unica direzione”.
Bertolotto, a poche ore dalla presentazione ufficiale della lista civica a sostegno di Biasotti, parla nuovamente anche del suo ritorno in politica: “Questo è un movimento che ricalca a pieno il progetto politico da me maturato dopo la fuoriuscita dal Pd. Il mio non è un cambio di schieramento politico, è solo la scelta di voler realizzare i programmi di sviluppo per un territorio, sulla base di progetti veri, cosa impossibile con il centro sinistra e i suoi veti incrociati su ogni questione”.
E su un possibile posto in una futura giunta regionale di centro destra: “Per ora il mio obiettivo dare il contributo necessario alla vittoria di Biasotti in Regione, quello che avverà dopo lo deciderà Biasotti stesso e, soprattutto, lo decieranno i consensi espressi dagli elettori”.
31 commenti a “Santa Corona, Bertolotto replica a Miceli: “Unica azienda per Pietra e Albenga””
Sono davvero perplesso.
Riconosco al Dott. Bertolotto notorie capacità di stupire, particolarmente per i suoi cambi di sponda da sinistra a destra, ma anche per una evidente ingenuità politica…con la dichiarazione di oggi.
Se deve essere un messaggio pre-elettorale, nell’ottica delle recenti dichiarazioni del PdL, teso a recuperare consensi nell’ambiente ospedaliero di S. Corona, evidentemente scontento dell’accorpamento subito, mi chiedo quale disastroso impatto avrà -in
termini elettorali- una tale dichiarazione nell’estremo ponente…!
Pare ovvio immaginare come l’ospedale ingauno, nel programma sanitario confezionato dal PdL, sarebbe, se non fagocitato, quantomeno ridotto ad ospedale “satellite” e di secondaria importanza da parte del piu’ importante nosocomio pietrese!
In altra ipotesi, non credo nemmeno ad una presunta chissà quale programmazione sanitaria che potrebbe evitare competizioni tra i due ospedali.
Programmazione che nemmeno fu operata al tempo in cui Biasotti già governava in Regione e l’ospedale era in progetto.
Per avere un idea del concetto di programmazione sanitaria che aleggia tra le loro fila, basta ricordare alla brutta faccenda del reparto Maternità che dal Pdl che fu pervicacemente voluto e realizzato nel nuovo ospedale, nonostante la struttura fosse già stata soppressa e trasferita al S. Corona, con il risultato di avere -ancor oggi- il blocco Part/Maternità VUOTO ed inutilizzato.
Forse non ha ben chiari i costi che l’ASL2 ha sopportato per realizzare l’accorpamento che ora inizia a dare i risultati sperati e le difficoltà incontrate per concretizzare l’accorpamento, che, oggi, strutturalmente, pare irreversibile?
Forse non ha considerato che il bacino di utenza del territorio albenganese è ben maggiore di quello pietrese e che se occorre spartirsi le specialità tra albenga e Pietra, sulla basi numeriche, credo sarebbe soccombente la realtà sanitaria pietrese!!!!
Credo, invece, che gli ingauni, ora, alla luce di queste allarmanti dichiarazioni, abbiano un motivo in piu’ per riuscire ad immaginare la sorte del del loro ospedale, nella malaugurata ipotesi volessero accordare la loro preferenza alla DESTRA di BIASOTTI.
Ma gli scenari che si celano sotto questa dichiarazione potrebbero anche essere di altro tipo…e non credo sarebbero graditi all’Ospedale Pietrese…
…la faccia tosta di hitech sta diventando proverbiale… certo che l’idea di un punto nascite ad Albenga può essere stata condivisa anche da esponenti del centrodestra ma il reparto maternità ingauno è stato aperto e poi chiuso dall’amministrazione regionale di sinistra guidata da burlando….
La proposta di Bertolotto è, a mio avviso, più che sensata. L’importante è che i due Ospedali non si contendano le stesse specialità. Il S. Corona ha alcuni reparti di eccellenza (Trauma Center, Neurochirurgia, Gastroenterologia, Rianimazione, ecc…) che lo caratterizzano come Ospedale idoneo alle grandi urgenze-emergenze-ultraspecialità. L’Ospedale di Albenga ha caratteristiche più zonali e si potrebbe prevedere un ritorno di Ostetricia.
In questo modo l’offerta sanitaria nel ponente savonese sarenne completa e ben equilibrata.
Spero che si possa realizzare.
…un conto è la “faccia tosta” , spesso tesa a dire quello che si pensa senza remore e senza timori di irritare il padrone che non si ha…un altra cosa è l’ipocrisia di negare l’evidenza o la disdicevole pratica di utilizzo della lingua per pratiche diverse dalla dizione o degustative….!
L’ipotesi avanzata è ILLOGICA, DISPENDIOSA E INUTILE. La programmazione tanto auspicata da Bertolotto è concretamente attuabile senza bisogno della trasformazione da lui pavantata. Perchè vuol far spendere soldi inutilmente?
Non occorre realizzare questa operazione per far funzionare meglio l’offerta sanitaria.
I medici facciano i medici. Sno ad oggi i medici-politici, prestati alla programmazione dsanitaria sanità non hanno contribuito a nessun miglioramento. Anzi!
Forse lui ambisce ad un azienda simile, e non è difficile intuirlo, ma sino a quando certe decisioni saranno prese dai politici difficilmente vedremo miglioramenti.
Strano commento….
I medici non devono metter becco nella programmazione sanitaria…. I politici neppure…. e allora chi? Gli agricoltori? Gli avvocati? I commercianti? I pescatori?
L’ipotesi del centro-destra mi sembra molto razionale, economica e produttiva.
CROCIATO
mi sembra che tu stia veramente esagerando
sei solo tu il buono in tutto??????
ma datti una calmata
L’ipotesi del partito del cemento è senz’altro irrazionale, antieconomica e certamente produttiva….di cosa e a vantaggio di chi resta per ora riservato sapere.
Ogni volta che un medico-politicante ha messo il becco nella programmazione sanitaria ha creato disastri. Veda lei.
Basterebbero dei VERI manager pubblici. Senza politicanti di paese. Il vero traguardo da raggiungere è l’esatto contrario dela politica perseguita dal PdL: riportare a Roma il controllo della Sanità. A livello regionale i risultati si sono visti. Troppo potere troppo vicino ai potentati locali. Ognuno con il proprio caporaletto da lanciare. Una unica legge sanitaria per il Paese. Fuori dai coglioni i buca-sederi con ambizioni politiche.
Io esprimo delle opinioni. A volte senza risparmio di franchezza ma MAI pretendendo di essere depositario di verità. Se tu “leggi” un tale messaggio, ti invito a controdedurre le tue opinioni….ma NON arrogarti funzioni da censore o moderatore che non ti competono.
Tu esprimi ermetìicamente dei messaggi a volte criptati a volte deliranti. MAI mi sono permesso di invitarti a contenerti…Non so chi tra i due dovrebbe subire una moderazione.
CARO CROCIATO
non credo di adoperare parole taglienti
contro categorie o ceti sociali…..come tu fai
sono spesso delirante come tu dici
in problemi dove mi pare che i politici
sbagliano …hanno sbagliato…..o potrebbero sbagliare
vedi come esempi i miei interventi odierni negli altri forum d ivg
Era meglio quando andava peggio. Prima con i comitati di gestione negli Ospedali si diceva che la sanità era troppo politicizzata. Allora hanno cambiato e messo un manager a capo di un’ASL che comprende più Ospedali, territorio e tutto quanto di sanitario si possa immaginare. Così facendo hanno politicizzato ancora di più perchè il manager è emanazione dell’assessore regionale alla sanità il quale è un politico che sceglie tra i suoi amici di tessera (questo naturalmente vale per tutti).
Da questo stato di cose ora non se ne esce, certamente non in tempo per le regionali. E’ inutile fare discorsi di questo tipo.
Meglio ragionare sul concreto e la proposta di Bertolotto mi sembra la più appropriata. Sappiamo bene cosa si va incontro con il centro-sinistra. Per dirne una: cancellazione degli interventi di artroscopia ad Albenga (4 sedute operatorie al mese) perchè non verranno più messi in pagamento i gettoni per le prestazioni aggiuntive. E speriamo che non taglino altre sedute.
l’errore del centrodestra è stato quello di fare l’ospedale di albenga, voluto da barbero e da biasotti e costato centinaia di milioni di euro.
ora è da riempire e lo scopo è chiaro: prendere specialità dal santa corona, che lì funzionano ed hanno senso perché a pietra ligure c’è il dipartimento di emergenza.
ostetricia ad albenga non va bene, è meglio che resti dove c’è la possibilità di affrontare l’emergenza.
poi, se si vogliono sdoppiare tutti i reparti, raddoppiando i costi, per giustificare un ospedale che non aveva senso, allora occorrerebbe maggiore chiarezza e dire: “tutti i reparti di emergenza del santa corona devono anche essere ad albenga perché albenga ha più cittadini di pietra ligure”.
oppure dire: “albenga conta di più di pietra ligure per cui i reparti di emergenza devono essere spostati da pietra ligure ad albenga”.
in poche parole, c’è un casino non risolvibile:
- o albenga non era da fare perché c’era già santa corona che come bacino arriva tranquillamente fino ad albenga. fra l’altro, a breve verrà fatto il centro di emergenza del ponente ad arma di taggia;
- o pietra ligure è da ridimensionare perché occorre dare più importanza all’ospedale di albenga;
- o si raddoppiano i costi e si mantengono due ospedali vicini con le stesse funzioni.
quindi, caro cepollina e compagni, dite voi qual è la soluzione delle tre proposte. io non ne vedo altre.
e comunque tutto nasce dal fatto che il CENTRODESTRA ha voluto l’ospedale nuvo ad albenga. il resto è fumo per nascondere gli ERRORI.
@ prettydog53,
La realizzazione di un nuovo ospedale ad Albenga è certamente un vanto per chi ha promosso l’iniziativa e per l’amministrazione regionale che l’ha finanziata. Un bacino d’utenza come quello ingauno era servito da un ospedale con locali non idonei ed in alcuni casi fatiscenti. Oggi esiste una struttura moderna ed all’avanguardia. Il problema dell’integrazione con il Santa Corona è risolvibile magari proprio nell’ottica della creazione di un’azienda ospedaliera del Ponente Savonese…
Certo se la soluzione tue e dei compagni era quella di chiudere l’ospedale di Albenga o di lasciarlo in uno stabile vetusto con il Pronto Soccorso praticamente in uno scantinato, non chiederti perchè perderete le elezioni per i prossimi trent’anni….
mi sa che in questa discussione abbiamo perso un pò tutti la realtà delle cose che devono interessare noi cittadini e non i medici:
rispetto al 2005 (termine della precedente amministrazione Biasotti/Barbero) c’è un solo servizio sanitario tra Albenga e Pietra (visto che stiamo parlando di ponente) che è stato soppresso? NO!
C’è un maggiore indebitamento pubblico conseguente dei maggiori servizi sanitari offerti? NO!
Poi diciamolo chiaramente: il discorso azienda pietra lig, azienda pietra/albenga, asl unica, azienda savona/cairo è solo ed esclusivamente una questione di poltrone e quindi, in tal senso, meno ce ne sono meglio è (un’unica ASL in provincia mi sembra che comporti meno cariche che 2 o 3 aziende per gli stessi ospedali e questo mi fa anche capire il passaggio del Dott. Bertolotto).
provo a rispiegare a cepollina, sperando che non abbia capito per colpa mia (viceversa, se non vuole capire non posso farci niente).
l’idea di un’unica azienda del ponente non risolve i problemi, purtroppo.
ci sono reparti che o sono a pietra, o sono ad albenga, o sono in tutti e due gli ospedali.
albenga ne fa una questione di territorio, e pretende questi reparti (fra tutti, ostetricia che è il vero problema, diciamo le cose come stanno).
destra e sinistra ingauna fanno quadrato.
nel nostro territorio destra e sinistra non fanno quadrato, e questo è un elemento disgregante.
ostetricia ad albenga e non a pietra sarebbe un danno per le partorienti e i nascituri, albenga non è attrezzata per l’emergenza (a meno che non si sposti anche l’emergenza ad albenga, magari cepollina è favorevole…).
ostetricia a pietra e non ad albenga sarebbe una ferita per albenga, che per questo fa e farà battaglie infinite.
ostetricia ed emergenza sia a pietra sia ad albenga è un costo troppo alto che non potrà reggere, le analisi si basano sui numeri e sulle nascite e dicono che sia pietra sia albenga non possono reggere. già ora il reparto è leggermente sottodimensionato, figurarsi dividendolo in due.
la realtà è che per i moderni criteri di efficacia/efficienza sanitaria quattro ospedali per un piccola provincia come la nostra sono troppi, la coperta è corta e la guerra si fa fra vicini.
vince chi ha più potere politico, noi non contiamo niente.
non mi stupirei che fra dieci anni a santa corona non ci sia più niente: l’emergenza a savona e ostetricia ad albenga. a pietra cureremo i reumatismi.
per questo dico che non esiste soluzione, a meno che non si combatta il criterio così di moda oggi: la salute va tutelata sul territorio e si accetta un cospicuo aumento dei costi per la sanità.
purché il bilancio non lo gestisca biasotti, che ha già dimostrato quali danni sa fare.
prettydog53
Io non volevo più aggiungere altri commenti perchè mi pare di aver chiarito adeguatamente come la penso.
Ma certi ragionamenti fanno proprio cader le braccia. Non val la pena di commentare un post con così tante corbellerie (ad esempio il costo che sarebbe stato di centinaia di milioni di euro…..). Mi limito a dire che se non si hanno idee al riguardo o se, ancora peggio, sono poche ma confuse, meglio astenersi dal palesarle. Se non si conosce l’argomento, meglio tacere. Meglio spegnere il PC e andare a passeggiare. Si eviterebbero figuracce tremende.
Scusate il tono, ma quando ci vuole, ci vuole.
Evidentemente le idee non sono così chiare; quando si fanno domande precise e non arrivano risposte è perché l’interlocutore non sa cosa dire!
@Cepollina, l’idea di un punto nascite ad Albenga era già stata applicata, dalla passata gestione Biasotti/Barbero, nel vecchio ospedale di Albenga, con la spesa di decine di migliaia di € dei contribuenti e neppure un parto…questi sono i risultati delle gestioni propagandistiche!!
@huatulco, la cancellazione degli interventi di artroscopia ad Albenga (4 sedute operatorie al mese) è stato un giusto provvedimento di razionalizzazione delle spesa, che avrebbe fatto qualsiasi azienda attenta al bilancio; infatti si trattava di una attività che aveva più costi che benefici.
Se si criticano questi provvedimenti, o si è in malafede o si è disinformati!!
Quando si sostiene la divisione di una azienda in altre aziende più piccole, si sostiene un’assurdità.
Infatti è normale eseguire esattamente il contrario: riunire piccole aziende per costruire gruppi più grandi; questo principio si trova a pagina uno del manuale di economia.
Le aziende più grandi richiedono meno dirigenti, riescono a spuntare contratti migliori dai fornitori ed erogano servizi più articolati e completi.
Certamente la nascita di una nuova azienda darebbe a Biasotti la possibilità di sistemare qualche futuro trombato alle prossime elezioni regionali, cosa che succederà nel Ponente Savonese a chi presenta più candidati dei posti disponibili (Balestra, Barbero, Bellasio, Bertolotto, Melgrati)
Gli interventi di artroscopia aggiuntivi ad Albenga sono stati attivati da questi dirigenti ASL che ora fanno precipitosamente marcia indietro non avendo più fondi a disposizione. E speriamo che gli ulteriori tagli programmati alle sedute non vengano realizzati perchè le liste di attesa si allungherebbero ulteriormente. E poi l’accorpamento di più piccole aziende in una sola più grande evidentemente non ha portato quei grandi risparmi dal momento che la sanità in Liguria piange miseria. Ad esempio risulta che la percentuale di personale amministrativo sul totale dei dipendenti è del 13% nella nostra ASL contro una media nazionale del 6%. Abbiamo bisogno di infermieri e medici, non di scribacchini.
huatulco, quando non si sa cosa rispondere perché si è stati colti con le mani nella marmellata, si passa alla finta indignazione e agli insulti.
il costo dell’ospedale di albenga non interessa è nessuno, c’è chi dice 60, chi 70, chi 150, chi 200 milioni.
tu che sei esperto se vuoi illuminaci.
il problema è ostetricia, probabilmente ne sei interessato.
rispondi su questo, ostetricia deve andare ad albenga senza che si abbia la gestione delle emergenze.
oppure si spostano ostetricia ed emergenze ad albenga.
oppure si lasciano da entrambe le parti.
è questo l’argomento più spinoso, e nessuno è intenzionato a dire pubblicamente cosa si farà.
nemmeno tu, che fai tante parole ma ti guardi bene dal prendere una posizione.
salvo magari prenderla dopo le elezioni.
…non mi sembra Huatulco possa rispondere alle domande. La sua ostinazione pervicace su certi temi è la stessa che ha contraddistinto i “capetti” del PdL locali e Biasotti e che ci ha permesso di arrivare a questo punto: blocco parto vuoto senza nessuna possibilità di attivarlo. Doppiamente colpevoli in quanto -come ho ampiamente già detto- hanno sostenuto strenuamente quel reparto per puntiglio quando già era stato soppresso. Sostenuto e voluto al punto da volerlo “infilare” ugualmente nel progetto del nuovo ospedale. (PS Non è costato 200 ma 40 di cui poco meno di 20 in beni dati in permuta…).
Quindo cio’ dimostra quanto certi personaggi siano ingrado di realizzare programmazione sanitaria. Ora, la sola cosa da fare è riconvertire le sale parto ad altre specialità, inserire al 4° piano (per 3/4 vuoto) altre specialità e mandare a regime l’ospedale, prima che gli addentellati confezionino una bella sorpresina agli ingauni! Pienamente daccordo con Vespa, Leva e prettyDog: una nuova azienda del ponente servirebbe solo alla politica delle seggiole e non alla programmazione sanitaria che si potrebbe fare davvero ….Forse nel PdL hanno ancora qualcuno da sistemare….?
La situazione potrà cambiare solo se cambieranno i politici di riferimento, sia per la destra sia per la sinistra, ed arriveranno persone che sappiano mettere al centro del discorso i bisogni sanitari della popolazione residente nel ponente Savonese.
Fino a quando continueremo a mantenerci questi politici che, negli anni, non sono stati capaci di trovare una soluzione razionale al problema sanitario e che, per il futuro, sono soltanto capaci di proporci un ritorno al passato, la situazione sanitaria continuerà ad essere ad uso e consumo dei potenti, che naturalmente continueranno a collezionare nomine ed incarichi, strapagati, mantenendo doppioni e strutture praticamente inutili.
Non capisco per quale motivo in ogni post riguardante la sanità bisogna ribadire sempre le stesse cose, tra l’altro andando fuori tema. A 7 giorni 7 dall’insediamento quale responsabile della sanità savonese, Amodeo fece chiudere l’ostetricia e la pediatria di Albenga spostando il personale a Savona e Pietra. E’ da allora che una parte politica chiede con perseveranza il ripristino dei due reparti. L’Ospedale nuovo è stato costruito prevedendo un’ostetricia ed una pediatria e non mi risulta che nel frattempo questo programma sia mutato. E non mi pare neppure il caso di ricordarlo ogni volta. E’ un fatto assodato. Si potrà non essere d’accordo e discutere sulla convenienza, sui costi, sull’opportunità, sulle possibilità, sulla fattibilità, ecc. E va bene. Ma non mi pare che esistano dubbi sulla posizione di una certa parte politica riguardo questo argomento.
L’Ospedale di Albenga non è costato centinaia di milioni, nè solo 40. E’ costato circa 80 milioni. Soldi ben spesi perchè Albenga meritava ben più di quella specie di obrobrio che aveva prima. Dopo 40 e passa anni di discussioni e progetti, c’è voluto il centro-destra perchè venisse realizzato questo sogno, e qualcuno si permette ora di denigrarlo. Per fortuna ci si può consolare con l’apprezzamento e la gratitudine di chi ha dovuto usufruirne.
finalmente huatulco si è espresso, facendo anche comprendere le polemiche criptiche dei suoi interventi precedenti.
finalmente dice alla luce del sole quello che pensa, e che pensa – credo – anche il centrodestra.
albenga deve tornare ad avere il punto nascite che aveva prima (semplifichiamo, occorrerebbe parlare di ostetricia, o maternità), e il reparto a pietra è visto come uno scippo per il territorio ingauno.
posizione secondo me corretta.
non sono in grado di dire se dal punto di vista sanitario sia accettabile trasferire solo alcuni posti letto e non anche la gestione dell’emergenza. huatulco se vuole potrà chiarire. mi pare di capire che sarebbe meglio entrambi. anni fa una donna è morta di parto a finale (quando c’era), è l’ambulanza non era riuscita ad arrivare in tempo a pietra.
dal punto di vista dei costi non ho idea se sia sostenibile sdoppiare il punto nascite. mi pare di capire che mediamente le nascite a pietra e ad albenga sono ben sotto la media calcolata per avere il reparto. anche su questo huatulco se vorrà potrà fornire indicazioni.
se ci si mette d’accordo e si prende atto che il nostro territorio necessita di maggiori risorse, anche per reparti doppi ma considerati essenziali, è un discorso.
se invece è il primo passo per spostare da pietra ad albenga, da pietra a savona, magari da pietra a san remo in un prossimo futuro, il discorso è diverso, e mi ricorda un progetto di forza italia di vendere i padiglioni di santa corona per fare cassa (sì, forza italia, sapete quel partito di biasotti che all’epoca era presidente della regione).
“Dopo 40 e passa anni di discussioni e progetti, c’è voluto il centro-destra perchè venisse realizzato questo sogno, e qualcuno si permette ora di denigrarlo.”
@huatulco – troppo comodo prendersi i meriti (???) senza accollarsi anche gli oneri….questo sogno è stato progettato, voluto ed avviato a costruzione dal centro-destra, prevedendo un’ostetricia ed una pediatria e non mi risulta che nel frattempo questo programma sia mutato infatti il centrosinistra ha continuato nello stesso spirito, quindi i politici che se ne sono occupati (dx o sx non cambia) hanno agito senza fare una corretta programmazione e spendendo soldi pubblici. E non mi pare neppure il caso di ricordarlo ogni volta!!!
Ora che la frittata è fatta dicano chiaramente e prima del voto se:
1)Maternità e pediatria devono andare ad Albenga ( come vogliono Barbero e la Guarneri)
2)Restare a Santa Corona (come vuole Vaccarezza)
3)Sdoppiare la Struttura creando un doppione inutile e costosissimo, visto che per le 800 nascite del Ponente Ligure una maternità è più che sufficiente.
L’ errore che hanno fatto i politici di centro-sinstra è stato quello di seguire il centro-destra nel loro piano populistico, ma che ora siano proprio gli ideatori dello spreco a criticarlo è veramente una bella prova di “faccia tosta”.
Siano questi mirabolanti ideatori a dire quale è la soluzione che prevede il programma politico del centro-destra.
Io non mi stanco di fare questa domanda, visto che fino ad ora nessuno mi ha risposto!
..VESPA> non illudiamoci: nessuno degli “scienziati” di programmazione sanitaria del PdL che hanno provocato il pasticcio è in condizione di rispondere alla Tua domanda…! Ora se ne stanno zitti zitti sperando che ci si dimentichi della frittata che hanno confezionato. Imboniscono di retoriche, ipocrite e IRREALIZZABILI speranze l’elettorato promettendo cose che non saranno piu’ realizzabili come la ri-conversione in azienda del S. Corona…con annesso Ospedale di ALbenga, sapendo benissimo che:
- non sarà una razionalizzazione ma uno sdoppiamento di seggiole che a loro servono;
- nessuno approverà mai da Roma una tale idiozia;
- non è proprdeutico a nessuna riuorganizzazione di specialità in quanto -se si vuole- lo si puo’ fare anche allo stato attuale: basta volerlo;
- quand’anche si facesse , costituirebbe uno spreco di denaro mostruoso che ,invece, potrebbe essere meglio impiegato ed investito in SANITA’ VERA!
…Visto cosa sono capaci di fare urge un ammonimento: FERMIAMO QUESTI SCRITERIATI!
@ hi-tech. Sono pienamente d’accordo con il tuo commento. La prova dell’incapacità dei nostri politici si vede chiaramente nel loro rifiuto di rispondere alle precise domande sull’osp. di Albenga .
Trovo particolarmente disonesto il comportamento di quelli di centro-dx che dopo aver creato il problema ora sono i primi a lamentarsene; mi viene in mente un vecchio proverbio…….la prima gallina che canta è quella che ha fatto l’uovo.
Ma che avete sempre da lamentarvi, voi due? Tonarelli ha detto: “Albenga è per le sue caratteristiche un ospedale territoriale e può con questo recuperare, a pieno titolo, anche pediatria, Ostetricia e Ginecologia”………………
(http://www.ivg.it/2010/02/15/albenga-tonarelli-troppe-bugie-elettorali-sulla-sanita/)
Almeno Tonarelli ha detto qualcosa di comprensibile, magari non condivisibile ma…comprensibile!
Gironzolando in rete ho trovato un interessante articolo su “micromega”, rivista antiberlusconiana per eccellenza, che illustra i miracolistici risultati della sanità ligure sotto l’amministrazione burlando… eccone alcuni stralci:
a burlando che si vanta di aver risolto il presunto “buco” di bilancio in materia sanitaria si replica ” nonostante la perentorietà con cui siffatta similverità viene proclamata … in materia di risanamento finanziario entrano in gioco acrobazie e cosmesi contabili di decifrazione difficilissima.
Ad esempio l’alienazione per 120milioni del patrimonio immobiliare pubblico, operazione evidentemente non ripetibile; ancora, l’accensione di un mutuo che riceve a copertura le tasse automobilistiche per i prossimi quindici anni, sottraendo risorse alle future amministrazioni; in aggiunta, addizionali IRPEF e IRAP pari a 500 milioni nel quinquennio del ciclo amministrativo burlandiano (che ora si vanta alla Berlusconi di aver ridotto il peso impositivo a fronte dell’esatto contrario).”
Poi sui risultati di 5 anni di governo regionale in materia sanitaria si ricordano questi risultati: ” ..la realtà – ad esempio le liste d’attesa – si traduce in cifre da paura: 512 giorni presso l’ospedale genovese Galliera per un esame della MOC (osteoporosi) e 528 per una visita diabetologica, mentre occorrono (solo?) sei mesi nel Policlinico San Martino; un anno e mezzo per una mammografia al Centro di Senologia di Pammatone (e nel frattempo si può morire); dieci mesi per una visita allergologica al San Paolo di Savona. E così via. Insomma i dati dello sfascio; occultati – appunto, illusionisticamente – ripetendo incessantemente il contrario.”
si conclude con un argomento che sta tanto a cuore ai tanti pseudoambientalisti di sinistra, verdi e rossi, così fedeli a burlando: il cemento.
“Ma ecco fare capolino l’affarismo speculativo nelle forme del cemento sulla salute. Ossia l’utilizzo degli spazi (irrinunciabili) dedicati alla sanità pubblica, dirottati a tutt’altro uso. Privatistico, nell’accezione di “affari”.
Nel regno di Burlandia si comincia con l’ospedale Galliera, controllato dalla Curia (dunque beneficiario di onerosissime erogazioni, nonostante sia fuori dal sistema sanitario nazionale), dove si sta perseguendo la trasformazione in residenze private di alcuni edifici del complesso. Per inciso, è la prima volta che una istituzione pubblica sottoscrive proposte di privati che prevedono la variazione d’uso di proprietà destinate a servizi; col preciso e dichiarato intento di fare business. La stessa operazione di cui si vocifera insistentemente per il mega policlinico San Martino. Si prosegue sul tema “mattone e sanità” dirigendosi verso il ponente del capoluogo ligure, dove – come denuncia Legambiente – è in progetto la costruzione del nuovo ospedale nelle aree ex siderurgiche di Cornigliano; accanto ai forni delle acciaierie, la strada a mare, la ferrovia, il depuratore, il centro logistico e la prevista centrale elettrica.
Immaginarsi con quale gradimento, da parte di malati bisognosi di silenzio, per il fragore dei clacson, fischi dei treni e i tonfi delle bobine d’acciaio scaricate a terra. In più è prevista – per pareggiare i conti – la chiusura dell’ospedale di Sampierdarena, a meno di un km di distanza; tra l’altro un vero gioiello, dopo i numerosi investimenti erogati dalla Regione. Per farne cosa? Ma è chiaro: i soliti appartamenti a uso abitativo, in una città affetta da decrescita demografica e quindi già con una quantità notevole di interi palazzi sfitti.”
Non manca un accenno sul nostro ospedale “Così si arriva al Santa Corona di Pietra Ligure, ormai deaziendalizzato nonostante si attesti il contrario. Il ché comporta anche la centrifugazione di team medici che avevano raggiunto livelli nazionali d’eccellenza in settori particolarmente critici, come i parti a rischio.”
GBC Ti preciso alcune cose in merito a ciò che hai scritto, perchè ti ricordo che anche se hai fatto un semplice copia-incolla, essendo tu un esponente attivo all’interno del partitto, hai automaticamente fatte tue le affermazioni contenute in questo articolo.
Il debito ereditato dai 5 anni di amministrazione Biasotti era di 800 MLN di € (e spiccioli) con un disavanzo di bilancio annuale di 300 MLN di € (e spiccioli); quindi, se si è deciso di alienare 150 MLN di € di beni immobili NON UTILIZZATI (quello che normalmente viene descritto come spreco pubblico) e di alzare per 4 anni l’addizionale regionale lo si è fatto per non incorrere in una procedura di infrazione da parte del ministero della salute;
le liste di attesa sono lunghe (troppo) quanto 5 anni fa per gli esami programmabili, per le urgenze ovviamente c’è l’immediatezza;
i pettegolezzi di smobilitazione degli ospedali non li commento in quanto tali;
Apoteosi della falsità le ultime 6 righe: trovami un politico (da rifondazione a la destra) che affermi che Santa Corona non è stato deaziendalizzato! E spiegami da quando una delle specializzazioni del Santa Corona sarebbero i “parti a rischio” (??!!)
Ripeto la domanda già posta da altri:
cosa prevede Biasotti dal punto di vista sanitario per il ns ponente? (essendo un normale cittadino e non un medico non mi interessano aziende 1,2 o asl di 1,2,3 ospedali, mi interessano i servizi!)
Che reparti intende aprire o chiudere a Pietra e Albenga?






L’ospedale di Albenga – conclude Bertolotto – è una grande risorsa per la sanità savonese; assieme al Santa Corona si può davvero creare un polo di eccellenza sotto un’unica direzione”.
Bertolotto dica chiaramente se nel suo progetto la Maternità sarà ad Albenga dove la vogliono Barbero e la Guarneri o a Santa Corona dove la vogliono Vaccarezza & C. oppure se sarà in tutti e due gli stabilimenti creando l’ennesimo doppione inutile e costoso.
Sarebbe giusto che dicesse cosa vuole mettere al 4° piano del S.M. di Misericordia: Riabilitazione chiudendo la S.Michele, camere a pagamento, altro o…lo lascerà vuoto.
Se ha le idee chiare lo dica ora, prima del voto!