Respinta l’interpellanza per ricordare Giuseppina Ghersi: il pensiero di Nicolick
Una riflessione a freddo sulla risposta dell’Assessore Molteni. Beh, era prevedibile, che un assessore di una giunta di sinistra, respingesse la richiesta di ricordare in una città, rossa sino al midollo, la povera Giuseppina Ghersi. Se avesse accettato l’interpellanza si sarebbe creato un precedente terribile, che avrebbe aperto scenari molto imbarazzanti per gli agiografi di professione che praticano il culto della santità della Resistenza.
Innanzi tutto un grande plauso al simpatico Consigliere Comunale Remigio, che indubbiamente ha dimostrato coraggio e anticonformismo nel presentare la sua interpellanza, volta a ricordare, in qualsiasi modo, Giuseppina Ghersi. Una adolescente rapita, stuprata e assassinata da tre “persone aggregate alle forze partigiane”, definizione dell’Assessore Molteni.
Molteni, bene ha fatto a dire che dobbiamo stare lontani da questo orrore, che occorre riconciliazione e riappacificazione, bene ha fatto a ricordare che dobbiamo prendere le distanze da questi gesti. Tuttavia ha elegantemente cassato la richiesta, secondo me legittima, del Consigliere Remigio, di ricordare in qualche modo la vita spezzata di questa bimba.
Si è spinto più avanti, affermando che ammesso e non concesso, che fosse addirittura una spia al soldo dei fascisti, non meritava queste sofferenze, ma…malissimo ha fatto quando, nell’ultima parte del suo intervento, ha ribaltato la responsabilità di questo orrendo delitto, dalle spalle degli assassini riconosciuti, sulla dittatura fascista, argomentando in modo sottile gesuitico, che se la bimba fu massacrata, la colpa non va cercata nei tre poliziotti comunisti ma all’opposto nel clima del tempo, nel regime Fascista Repubblicano, vero colpevole morale di questa e di altre morti innocenti.
Il ragionamento, che non condivido e che mi appare molto triste e malinconico, riguarda proprio l’aspetto del rispetto della persona umana e mi fa apparire l’Assessore Molteni molto lontano dal livello Cristiano di compassione e Pietas che invece in questa vicenda andavano evidenziati. Ritenevo l’operato dell’Assessore, più vicino alla cultura di Eros che ad thanatos.
Tutto questo non va comunque a ledere un movimento di opinione teso allo svelare tutti i crimini effettuati da personaggi che, a parole, credevano nella libertà, e che nell’agire si comportavano come feroci predoni. La storia ha già bocciato in modo clamoroso chi vuole coprire le atrocità di chiunque, perché esiste quel vecchio adagio: il diavolo fa le pentole ma non i coperchi.
Roberto Nicolick
6 commenti a “Respinta l’interpellanza per ricordare Giuseppina Ghersi: il pensiero di Nicolick”
Questo sopra è il comunicato che abbiamo trasmesso ieri a La Stampa di Savona
Ragazzi del Manfrei dall’asssessore non ci si poteva aspettare nulla di meglio e nulla di più.
Ma fate molta attenzione! Ci sono già movimenti per le prossime consultazioni elettorali comunali del prossimo anno.
Ci sono persone che non possono essere dimenticate ma che, per essere rispettate, non
dovrebbero più essere abbinate a turpi avvenimenti.
Ci sono persone che predicano bene ma razzolano male, silenti per anni e loquaci in
prossimità di IMPROBABILI riconferme per uno sgabello dal quale, oltre a percepire il
gettone immeritato, hanno fatto POCO & NIENTE per migliorare la vita in questa città.
Molto ci sarebbe ancora da scrivere ma al momento non…………
Segnaliamo che oggi è intervenuta anche l’associazione nazionale CasaPound Italia:
http://www.julienews.it/notizia/cronaca/casapound-italia-a-savona-una-strada-dedicata-a-giuseppina-ghersi/42324_cronaca_2.html
casa pound….abbiamo visto in piazza navona cosa han combinato……
ma questa giuseppina ghersi,di cosa era accusata?
voi ragazzi del manfrei non rispondete mai
Noi rispondiamo sempre, non dica stupidità: basta che faccia un breve giretto su internet per vedere che, ovunque compaia il nostro nome, noi rispondiamo sempre.
Giuseppina NON era accusata di nulla: dissero ai genitori che la volevano interrogare così come il padre, detenuto al Sant’Agostino, fu detenuto SENZA ACCUSA.
Posteriormente, tanto per infangarne la memoria, è stato detto che era una “spia nazifascista”.
Per il resto noi non ci pronunciamo con tanta facilità sui fatti di Piazza Navona ma possiamo dire di aver visto sia i video di Casapound che quelli dei no global.. sa com’è.. Siam abituati a sentire sempre entrambe le campane e a formular giudizi con la dovuta calma.
Concludendo noi saremmo ben felici di sapere ricordata Giuseppina anche da parte dell’Anpi (cui, pubblicamente tramite IVG, abbiamo chiesto collaborazione ma senza neppure ricevere una risposta in privato) o Rifondazione o tutti quelli neppure citati ma… chissà perché… ciò non avviene.





Gent. redazione,
abbiamo seguito di persona la risposta, poi riportata in prima pagina sul vostro giornale,
dell’Assessore Molteni al Consigliere Remigio sulla nostra proposta di intitolare uno
spazio pubblico o istituire una Giornata del Ricordo in memoria di Giuseppina Ghersi bimba di 13 anni rapita, stuprata e uccisa dai partigiani comunisti a Legino nell’Aprile del 1945.
Secondo Molteni l’omicidio va sempre condannato ma bisogna anche contestualizzare
il periodo storico e comprenderne le ragioni.
A nostro avviso questa impostazione non è esaustiva.
Facciamo qualche passo indietro: pochi giorni fa, in occasione del 10 Febbraio, si sono levate diverse voci, a livello nazionale, che vedevano nelle foibe una corretta risposta alle precedenti aggressioni
italiane in quelle zone. Simili ragionamenti rappresentano il preludio di un’intolleranza ideologica basata sul negazionismo e la prevaricazione che non può lasciarci indifferenti. Sia ricordato che anche i peggiori squadristi fascisti giustificarono le loro azioni ponendole come risposta ai disordini del Biennio Rosso.
Noi dobbiamo dunque chiederci se sia corretto agire in base alle leggi del taglione oppure ascoltare le ragioni del cuore. Giuseppina Ghersi, dopo l’omicidio, ha subito un esilio della memoria per 65 lunghi anni. Affermare che intitolarle spazi pubblici o Giornate del Ricordo provochino divisioni è sbagliato, casomai è vero proprio il contrario. Cotruire una effettiva riappacificazione nazionale significa riconoscere e dare
memoria a tutti i morti. Consegnare alle future generazioni un quadro storico scevro da propaganda politica è un dovere morale cui non dobbiamo sottrarci.
Nel discorso di Molteni abbiamo scorto due livelli diversi: quello dell’uomo, intellettualmente onesto e di indubbia sensibilità, e quello del politico.
Da parte nostra non possiamo che ringraziare l’Assessore alla Cultura per la sua ferma condanna nei riguardi di quel tragico omicidio: Molteni è stato infatti il primo a condannare “da sinistra” quel fatto senza agitare la fumisteria demagogica che avrebbe voluto vedere in quella bambina una spia al soldo dei
nazifascisti. Ma ora occorre fare un passo in più. Continueremo a portare avanti questa
testimonianza finché la nostra Città sceglierà di non voltarsi dall’altra parte e di tributare
a Giuseppina il giusto riconoscimento che le spetta. Invitiamo l’intera cittadinanza a sostenere
questa nostra iniziativa e rendiamo noto che su facebook è ora possibile iscriversi al Comitato
“pro Giuseppina Ghersi”. Cogliamo infine l’occasione per ringraziare pubblicamente Alfio Krancic,
vignettista de Il Giornale, che ha voluto contribuire alla nostra causa con un lavoro semplice
e, al tempo stesso, molto comunicativo.
Lasciamo fuori destra e sinistra da questa faccenda e ricordiamoci che siamo tutti, egualmente,
esseri umani.
Ragazzi del Manfrei