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Noli, viaggio tra le “ferite” dei palazzi sgomberati in via Belvedere foto

Noli. Un grosso “buco” sovrastato da una serie di palazzine e casette. Così appare, a prima vista, via Belevedere a Noli. Una zona residenziale che, fino al 14 dicembre scorso, non aveva nulla di diverso rispetto a tante altre: palazzi e un cantiere aperto per la realizzazione di box interrati. Insomma niente che potesse far pensare ad una situazione “anomala”.

Invece qualcosa nel terreno della collina di via Belvedere stava succedendo. I vigili del fuoco l’hanno definito “grave dissesto statico” e per il sindaco di Noli ha significato firmare un’ordinanza di sgombero per due palazzi, il civico 18 e il 20, ed una villetta. Un atto dovuto perché quelle abitazioni sono a rischio di crolli. Dal 14 dicembre scorso è iniziata così l’odissea delle famiglie costrette a lasciare le loro case e a “rifugiarsi” a casa di amici e parenti.

La Procura di Savona ha aperto anche un’inchiesta per stabilire le eventuali responsabilità di questo “dissesto statico” e per chiarire se ci possa essere un modo per mettere in sicurezza le palazzine. E nel frattempo in via Belvedere cosa succede? Le telecamere di IVG.IT sono andate a documentare come appare oggi questa strada di Noli e hanno ripreso le “ferite” delle case.

Già perché le crepe sono evidenti un pò dappertutto: sui balconi, vicino alle finestre e sparse sui muri e sulle facciate dei palazzi. Quello che si intravede dal portone del civico 18, sigillato dai nastri dei vigili del fuoco, impressiona: la scala interna del palazzo è divisa in due da un taglio di parecchi centimetri e il gradino da un lato è più alto che dall’altra.

Poi c’è l’appartamento del primo piano che sembra “scoppiare” sotto il peso degli altri: si vedono crepe intorno alla finestra e su tutto il muro. Poco più sotto, un pò nascosta da alcune piante, un’altra “ferita” sul muro di molti centimetri. Poi, sotto i palazzi, c’è il cantiere che visto dall’alto assomiglia ad un cratere. Il buco è attraversato da degli enormi tubi che, come Atlante con la terra, sembrano reggere sulle loro spalle la collina.

Adesso l’ultima parola spetta ai periti. Saranno loro infatti che dovranno dare delle risposte precise sul perché delle case rischiano di crollare, ma soprattutto dovranno chiarire se sia possibile mettere in sicurezza quelle abitazioni e restituirle alle famiglie che adesso sono senza una casa.

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