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Articolo n° 82976 del 05/02/2010 - 15:12

Provincia, inchiesta su Stefano Parodi: il Pd chiede un “passo indietro…”

Marco Russo - capogruppo PD provincia

Provincia. Il capogruppo del Pd in consiglio provinciale Marco Russo chiede una chiara presa di posizione del presidente del Consiglio provinciale Stefano Parodi, indagato nell’inchiesta aperta dalla Procura di Genova per una presunta tangente ricevuta da un imprenditore del settore edile.

“Crediamo nella tua innocenza e che potrai chiarire la Tua posizione e dimostrare la Tua estraneità ai fatti che ti vengono contestati – afferma Russo -, tuttavia ci pare necessario rimarcare ancora una volta, come abbiamo già fatto in passato, la distinzione tra la presunzione di innocenza che riguarda tutti i cittadini, soprattutto in situazioni come questa, e la responsabilità di chi ricopre cariche pubbliche. Chi ricopre cariche pubbliche ha un dovere di trasparenza maggiore che gli impone un particolare rigore anche nel corso delle indagini”.

Il Pd prende ad esempio le dimissioni del consigliere comunale di Celle Ligure Alberto Ferrando, coinvolto nella medesima inchiesta, e afferma: “Le sue dimissioni sono state motivate non certo per una ammissione di responsabilità ma per separare la vicenda che lo riguarda dalla funzione pubblica che ricopriva”.

“Quindi – prosegue la nota -, visto l’incarico di garanzia ricoperto da Parodi, che ha ricevuto anche i voti dell’opposizione, crediamo che il presidente del consiglio provinciale debba assumere iniziative volte a chiarire del tutto e in ogni sede la propria posizione oppure a separare la funzione pubblica che svolge dalla propria difesa nel procedimento che lo riguarda”.

“Siamo certi – conclude Russo – che vorrai accogliere questa nostra sollecitazione assumendo le iniziative più opportune evitando che questa vicenda possa, anche indirettamente, coinvolgere la carica che ricopri e, di riflesso, l’intero consiglio che presiedi”.

Comunicato

4 commenti a “Provincia, inchiesta su Stefano Parodi: il Pd chiede un “passo indietro…””
Diego Gambaretto ha detto..
il 5 febbraio 2010 alle 17:05

Conosco molto bene Stefano Parodi e lo considero uno dei politici più corretti ed onesti, credo nella sua innocenza. Girando per Albisola è praticamente impossibile trovare un cittadino che metta in dubbio la sua onestà e moralità. Sono una persona che non ha peli sulla lingua e se dovessi avere dei dubbi lo direi. E’ giusto che la magistratura faccia il suo corso e prosegua le indagini ma NON può influenzare assolutamente la politica.
Non capisco perchè le indagini che riguardano i politici vengano fuori in campagna elettorale con titoloni eppoi terminino con il nulla dopo anni, magari con un’assoluzione piena e con un trafiletto sul giornale. Questa è chiamata da qualcuno giustizia ad orologeria.

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spartacus ha detto..
il 5 febbraio 2010 alle 17:45

SINISTRI

ecco lo scatenarsi delle truppe
è la magistratura che deve fare il suo lavoro
non è con le dimissioni che si fa chiarezza
la presunzione di innocenza non è ancora
stata cancellata……..
solo il vostro amico robespierre potrebbe farlo

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marcus ha detto..
il 5 febbraio 2010 alle 23:51

Il sottoscritto Marco Caviglione, capogruppo dell’ IDV nel consiglio provinciale, si associa al comunicato del capogruppo PD Marco Russo. Pur ritenendo il Presidente del Consiglio provinciale Stefano Parodi persona degnissima di stima e che potrà sicuramente dimostrare la propria innocenza, tuttavia, sull’esempio del consigliere di maggioranza del Comune di Celle L., Alberto Ferrando, coinvolto nella medesima vicenda, ritiene altresì che lo stesso Stefano Parodi debba fare un passo indietro, rassegnando le proprie dimissioni dalla carica che sta occupando in Provincia, per potersi così dedicare completamente a chiarire la propria posizione, in tutta serietà e serenità, così come si dovrebbe sempre contraddistinguere chi ricopre cariche pubbliche, in un atteggiamento di grande responsabilità, verso le istituzioni e i cittadini. Il sottoscritto si dice certo che il Presidente Parodi accolga questa istanza.

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ami67 ha detto..
il 6 febbraio 2010 alle 00:05

la presunzione di innocenza non l’hanno certo inventata le camicie nere….
un amministratore che deve gestire la cosa pubblica non può farlo in piena trasparenza se coinvolto in indagini dove è accusato di reati amministrativi… è una regola base di correttezza e trasparenza…completamente sconosciuta in certi ambienti politici a quanto pare….

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