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Articolo n° 82805 del 02/02/2010 - 18:17

Sentenza omicidio Siri: tensione e lacrime tra i familiari dei condannati

Savona - Tribunale

Savona. Si è respirato un clima di tensione nell’aula Magna del secondo piano di Palazzo di Giustizia dove poco fa è stata pronunciata la sentenza di primo grado nel processo per l’omicidio di Roberto Siri, l’artigiano edile di Cengio pestato a morte la notte del 2 febbraio 2008 davanti all’ospedale di Cairo Montenotte.

Aula gremita, presenti parenti e amici degli imputati, parte della comunità albanese residente in Val Bormida. C’era grande attesa per la pronuncia della Corte di Assise di primo grado. L’atmosfera si è surriscaldata alla lettura della sentenza con le condanne inflitte nei confronti dei quattro imputati: Samuel Costa, Arjan Quku, Orges Goxhaj ed Ervin Zela.

Provata ma estremamente composta e dignitosa la reazione della madre di Samuel Costa, che ha così commentato ad IVG.it: “Non sono d’accordo con la sentenza, non ci sono prove certe sulla dinamica e la modalità del pestaggio, la ricostruzione dei fatti è stata nebulosa…”. La madre ha poi potuto salutare brevemente il figlio che le ha detto: “Non ti preoccupare”. Rabbia, lacrime e dolore invece tra familiari e amici dei condannati albanesi: “Per noi non c’è giustizia in Italia…”.

Federico De Rossi

10 commenti a “Sentenza omicidio Siri: tensione e lacrime tra i familiari dei condannati”
Giudice ha detto..
il 2 febbraio 2010 alle 20:57

…. e allora tornate in Albania!!!!

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Belan ha detto..
il 2 febbraio 2010 alle 21:25

Concordo….tornate in Albania…….
Ma che giustizia vogliono? Santerellini?

Diamo giustizia a chi è morto invece!

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hi-tech ha detto..
il 2 febbraio 2010 alle 22:38

Bene. Dopo aver definito anticipatamente, prima della sentenza, con il giusto aggettivo questi tre rifiuti umani albanesi o che altro ,cioè assassini, manca solo un tassello: andare a prendere quella carogna puzzolente di quell’altro albanese. Anzi, fossi nei famigliari di Costa metterei una taglia in Albania. Quelli per quattro soldi lo vanno a prendere e lo consegnano impacchettato a casa…

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spartacus ha detto..
il 2 febbraio 2010 alle 22:59

BUONISTI

ora ci costeranno anche per una vita
fra sei anni saranno affidati ai servizi sociali

cosa ne dice il grande giusti……cosa diceva
poco tempo fa

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f. ha detto..
il 3 febbraio 2010 alle 10:14

Volevo solo precisare che (almeno questo è quel che capisco dall’articolo) Samuel Costa è italianissimo.

L’illegalità, la stupidità, l’ignoranza e l’intolleranza non hanno confini nazionali e parlano lingue diversissime.

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freeholly9 ha detto..
il 3 febbraio 2010 alle 12:01

speriamo che se li facciano tutti gli anni di galera…
e speriamo che i genitori abbiano la DIGNITA’ di starsene zitti al processo visti i criminali che hanno come figli.
noi poveri albanesi maltrattati!
ma se hanno seminato il panico per anni in tutta la valbormida questi scarti della società ed ora i genitori li difendono ancora?
speriamo di non dover sentire piu’ di storie simili…anche se ormai una notizia su due riguarda stranieri….ma….stranieri ed italiani non sono in egual numero…come mai le notizie sono ripartite così equamente?vuol dire che quel “milione” di extracomunitari delinque come i restanti “69 milioni” di italiani? ci sarà pure qualcosa che non và bene…..ancora l’altro ieri un loro connazionale faceva prostituire la moglie di un amico per spacciar droga etc etc etc….ma che valori volete che insegnino queste persone ai loro figli?
galera galera e galera a chi non riga dritto.
stesso discorso ovviamente per gli italiani….ma almeno noi rispondiamo della nostra giustizia in casa nostra,non come ospiti SGRADITI.

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lui la plume ha detto..
il 3 febbraio 2010 alle 12:04

Ma nel fare accordi internazionali non si potrebbe passare l’onere della custodia in carcere alla nazione di origine evitando i costi derivati da una educazione ed un rispetto delle leggi che in qualche modo ricade su quella nazione.

Ho l’impressione che se si seguisse questa strada molte persone eviterebbero di delinquere.

E lo scopo di una convivenza accettabile verrebbe raggiunto prima.

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hi-tech ha detto..
il 3 febbraio 2010 alle 13:21

Daccordissimo! Un assassino è un assassino e basta. Ma Costa ha origini dell’EST perchè adottivo. Anche se il cognome è italiano. Questo è cio’ che ho saputo.

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sampei29 ha detto..
il 3 febbraio 2010 alle 13:35

Hai saputo male hi-tech…

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freeholly9 ha detto..
il 3 febbraio 2010 alle 14:27

dell’est o non dell’est queste persone hanno avuto l’occasione di integrarsi,l’hanno rifiutata più volte ed infine l’hanno perfino presa a calci e pugni fuori da un pronto soccorso.ora è giusto che sia la società a prendere a calci in culo loro.
spero che i familiari abbiano pianto anche quando è stato detto loro che i loro figlioletti avevano ucciso un uomo,non quando gli han detto che per una ventina d’anni sarebbero stati in galera.
altrimenti non sono nemmeno equiparabili ad animali.

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