Carceri, Rosso (Pdl): “Impiegare detenuti in progetti ambientali”
Articoli correlati
- Martinelli (Sappe): “1.814 detenuti nei carceri liguri ad agosto, record storico mai registrato nemmeno dopo l’indulto”
- Appello del Sappe a Burlando: “Istituire un tavolo per l’impiego dei detenuti in lavori di pubblica utilità”
- Savona, Sappe chiede impegno del Comune per nuovo carcere: i detenuti per la pulizia del territorio
- Sappe: “Carceri liguri sovraffollati? L’assessore Montaldo non sembra interessato”
- Emergenza carceri, Sappe: “Positive le misure del governo”
- Regione, carceri: la Fusco e Montaldo incontrano il Sappe, “è emergenza”
Regione. Impiegare anche nelle quattro province della Liguria i detenuti in progetti per il recupero del patrimonio ambientale, la pulizia dei greti dei molti torrenti e delle spiagge del territorio ligure. A chiederlo, con un ordine del giorno presentato in Consiglio regionale, è Matteo Rosso (Pdl), anche a seguito della stretta collaborazione con il Sindacato Autonomo Polizia Penitenziaria.
“La recente dichiarazione dello stato di emergenza del sistema penitenziario contenuta nel Piano carceri approvato il 13 gennaio scorso dal Consiglio dei Ministri – spiega Rosso – lascia intravedere, per il prossimo futuro, concrete prospettive di un progressivo ampliamento del lavoro di pubblica utilità con l’impiego di soggetti condannati a pene detentive brevi. Lo stesso Piano carceri introduce la possibilità della detenzione domiciliare per chi deve scontare solo un anno di pena residua e la messa alla prova delle persone imputabili per reati fino a tre anni, che potranno così svolgere lavori di pubblica utilità”.
“L’impegno assunto dal Governo – avanza ancora l’esponente del Pdl – presuppone il contributo concreto di tutti gli enti locali per una ricognizione puntuale ed analitica, nel distretto territoriale di competenza, delle opportunità lavorative in cui utilmente impiegare i detenuti in lavori di pubblica utilità”. Con l’ordine del giorno, dichiara Matteo Rosso “chiedo l’impegno della Regione Liguria – anche attraverso il coinvolgimento delle Province e dei Comuni liguri e d’intesa con il Dipartimento dell’Amministrazione penitenziaria, le direzioni delle sette case circondariali regionali ed il qualificato e fondamentale contributo del personale di polizia penitenziaria – a promuovere concretamente l’impiego dei detenuti in progetti per il recupero del patrimonio ambientale ligure”.
Interviene anche Roberto Martinelli, segretario generale aggiunto Sappe, che aggiunge: “L’attivazione sul territorio nazionale di iniziative inerenti la promozione del lavoro è diventato obiettivo primario che l’Amministrazione penitenziaria persegue al fine del coinvolgimento consapevole e responsabile dei soggetti in espiazione di pena in attività lavorative volte all’integrazione e al reinserimento nella comunità sociale. Tutto questo – prosegue – nella convinzione che il lavoro è uno degli elementi determinanti su cui fondare percorsi di inclusione sociale non aleatori. Impiegare in detenuti in progetti di recupero del patrimonio ambientale e in lavori di pubblica utilità è una delle richieste ‘storiche’ del Sindacato Autonomo Polizia Penitenziaria, motivata dalla necessità concreta di dare davvero un senso alla pena detentiva”.
“I detenuti hanno prodotto danni alla società? Bene – sottolinea Martinelli -, li ripaghino mettendosi a disposizione della collettività ed imparando un mestiere che potrebbe essere loro utile una volta tornati in libertà. Sono pochissimi i carcerati che lavorano nei penitenziari: la percentuale nazionale indica il 21% dei circa 65 mila detenuti, mentre quella ligure scende addirittura al 14%. Lavorano infatti circa 240 dei 1.664 detenuti presenti: la maggior parte, dunque, ozia tutto il santo giorno. E allora, se è vero che il lavoro è potenzialmente determinante per il trattamento rieducativo dei detenuti (perché li terrebbe impiegati per l’intero arco della giornata durante la detenzione e perché permetterebbe loro di acquisire un’esperienza lavorativa utile fuori dalla galera, una volta scontata la pena), l’iniziativa di Matteo Rosso è assolutamente meritoria e condivisibile”.



Mi pare che si cominci a ragionare. Chi ha procurato un danno alla comunità si guadagni almeno quello che mangia invece di vivere totalmente a carico della comunità che ha offeso.
Inoltre sono convinto che chi è in carcere preferisce avere qualcosa da fare piuttosto che stare tutto il giorno in ozio e morire d’inedia.
E’ nell’interesse di tutti. quindi avanti su questa strada.