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Turismo, Galtieri: “Forte calo degli stranieri negli alberghi”

Provincia. Punto e a capo. Il turismo ligure ha bisogno di una pausa di riflessione per rilanciare un discorso strategico nel settore dell’industria dell’ospitalità.

Angelo Galtieri, presidente dell’Unione Provinciale degli Albergatori, dopo la presentazione da parte dell’assessorato regionale al Turismo – peraltro limitatamente ai primi 9 mesi del 2009 per la provincia di Savona – delle statistiche di arrivi e presenze di italiani e stranieri, si trova ciò nondimeno vieppiù confortato nella sua analisi e nella sua proposta.

“Se non saremo in grado di dare soluzione al problema dell’infrastrutturazione del nostro territorio, dalle autostrade alla ferrovia, all’allungamento della pista dell’aeroporto di Villanova d’Albenga, ai parcheggi dei centri di vacanza, all’Aurelia bis, corriamo il rischio di scivolare lungo una china che comporterà una grave perdita fors’anche definitiva dei flussi turistici stranieri. E se potrebbe essere tutt’oggi vero che rimane l’appeal delle Riviere, anche su scala europea, resta il fatto che il calo degli ospiti d’oltrefrontiera è costante e preoccupante. Confrontiamo i dati statistici degli ultimi dieci anni e constateremo il forte calo degli stranieri sulla nostra costa”.

Gli ultimi dati resi noti dalla Regione, relativi al movimento complessivo, sono purtroppo incompleti; per le province di Genova e di Imperia le statistiche sono riferite ai primi 11 mesi del 2009, e come si diceva dinanzi per la provincia di Savona i dati arrivano a settembre; non parliamo di La Spezia con dati che si fermano ad agosto.

“Comunque il responso numerico non lascia spazio a dubbi – spiega Galtieri -. Mentre gli arrivi, cioè il numero di turisti che vengono in provincia di Savona sono in aumento (quasi stazionari gli stranieri), a causa di una permanenza media scesa da 5,7 giorni del 2008 a 5,5 giornate di quest’anno le presenze denunciano un saldo negativo dell’1,74 per cento”.

Così Galtieri propone: “E’ evidente che sarebbe utile, per fronteggiare questa tendenza, un vero e proprio campanello d’allarme (che comunque va valutato tenendo conto del periodo di crisi che stiamo attraversando), fare un ‘punto e a capo’. Soprattutto un ripensamento radicale s’impone, quando si tiene presente che ci siamo salvati grazie ad un turismo di prossimità, che è rifluito su di noi a causa della scarsa propensione, in questo momento, ad affrontare viaggi più impegnativi. Per essere più chiaro, posso dire che l’occasione della conferma o del rinnovo dell’amministrazione regionale in primavera potrebbe essere colta come occasione favorevole per fare un approfondito esame di coscienza ed impostare un piano strategico incentrato sulle infrastrutture che aiutano il movimento turistico, ad iniziare dalle infrastrutture di trasporto. Peraltro, le condizioni di base per costruire pacchetti d’offerta, laddove le comunicazioni stradali e ferroviarie fossero efficienti (per non sottacere dei depuratori) ci sono. In conclusione: occorre rivedere progetti ed impostazioni strategiche per affrontare le nuove sfide del turismo del secondo decennio di questo secolo”.

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