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Lettere al direttore

Sindacato pensionati: “Più attenzione alla nostra vecchia Liguria”

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“Che la Liguria sia la regione più vecchia d’Italia è arcinoto. Tutti, o quasi, percepiscono il peso di questo primato; non tutti, però, si rendono conto sino in fondo delle conseguenze, oggi e nel futuro, di questo dato, e soprattutto della necessità di agire, in modo coordinato e forte, per impedire che questo si trasformi in una “condanna”, in un elemento che condiziona in modo negativo tutti gli ambiti della vita della società ligure”.

“E’ corretto allora porre al Governo, come ha fatto l’altro ieri il Presidente della nostra Regione, il tema del peso della popolazione nella valutazione dei costi della sanità come problema scientifico e sociale di prima grandezza, da affrontare in modo non estemporaneo e come argomento di trattativa nei negoziati difficili e concitati sulla distribuzione delle risorse nazionali. La quantità di risorse è fondamentale; il Governo non può scaricare sulle singole regioni e comunità locali le contraddizioni di una spesa sociale che è stata tagliata e mal distribuita”.

“Organizzare quel che c’è in modo opportuno, concentrare e non disperdere energie e idee, è altrettanto importante e, in una certa misura, è “nelle nostre mani”, a disposizione della comunità regionale e del confronto tra istituzioni, a partire dalla Regione, e forze sociali. Per questo insistiamo sulla necessità e possibilità di usare ancora questo scorcio di legislatura, per concordare alcune interventi e una serie di misure capaci di fare avanzare una cultura dell’assistenza alla popolazione anziana moderna, consapevole delle difficoltà, ma lungimirante”.

“Rafforzare davvero i servizi domiciliari e territoriali, agendo sui modelli organizzativi; favorire le dimissioni protette dagli ospedali, usare il fondo per la non autosufficienza non solo per trasferire denaro alle famiglie, ma anche per collegare quelle famiglie ad una rete di assistenza, di protezione, di “attenzione” anche, che non le lasci sole.
Per questo  occorre, tra l’altro, riconoscere che la crescita delle malattie degenerative che sconvolgono la mente e i comportamenti di tanti anziani è una emergenza assoluta: il numero dei malati, secondo il “Rapporto mondiale Alzheimer 2009” è destinato a crescere con una progressione vertiginosa (fino a raddoppiare, a livello mondiale nel giro di soli venti anni), e si tratta di eventi che segnano più di altri la condizione sociale, economica, esistenziale, di un numero crescente di nuclei familiari (la stima in Liguria è di 30/40 mila ultrasessantacinquenni colpiti da queste patologie)”.

“Il confronto avviato a fine dicembre dall’Assessore Regionale alla Salute con i Sindacati sulle conseguenza dei tagli di risorse per il servizio sanitario della Liguria per il 2010, determinato dalle  scelte nazionali è il terreno per definire alcuni interventi a breve ed impegni sostanziali per l’avvenire. Il tempo non è molto: va usato bene”.

Anna Giacobbe
Segr. Gen.le
Spi Cgil Liguria

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