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Sicurezza alla Ciet, la denuncia della Fiom: “Lavoratore punito”

Vado Ligure. La Fiom Cgil di Savona denuncia un atto intimidatorio subito da un lavoratore alla Ciet di Vado Ligure, azienda del settore delle installazioni telefoniche. Il dipendente della ditta sarebbe stato messo in “cassa integrazione” per aver denunciato a suo valto al responsabile della sicurezza il mancato rispetto delle norme in materia di tutela del lavoro.

Secondo quanto riportato nella nota stampa della Fiom savonese, due lavoratori erano costretti a movimentare dei pali di pino alti circa 8 metri e pesanti oltre 100 kg ciascuno. Alla richiesta del lavoratori di inserire un altro collega nelle operazioni di trasporto all’interno delle aree boschive, il dipendente sarebbe stato allontanato dal responsabile del cantiere. Pochi giorni dopo la lettera di mobilità.

“Tutto questo è inaccettabile – afferma la Fiom -. I lavoratori stanno già subendo un regresso sul piano occupazione e retributio, pesa la cassa integrazione ed in più arrivano questi atti intimidatori, gravi, proprio su un tema di cui tutti si riempieno la bocca come la sicurezza nei luoghi di lavoro. La nostra risposta sarà una battaglia anche a livello legale per il pieno reintegro del lavoratore ingiustamente messo in mobilità. Inoltre, abbiamo subito richiesto un tavolo con le istituzioni locali entro gennaio, oltre ad un sollecito incontro con l’azienda e la Telecom (appaltatrice della Ciet) per affrontare il tema della sicurezza” conclude la nota.

Commenti

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  1. Scritto da giacomo

    qualcuno competente, ci dara’ risposte? io non credo.

  2. Scritto da Paolo Manuzio

    …per non parlare del trattamento riservato ai disabili…anche loro in cigs, a rotazione (ma quando). Azienda incapace di creare un ufficio “dignitoso” a norma per persona con handicap, incapace di creare un bagno per disabile…Vergogna. Ritardi assurdi nel corrispondere gli stipendi,tredicesime e quant’altro.

  3. Scritto da Gianca

    Sono anni che va avanti in questo modo! Non è normale, ma ormai è diventata una consuetudine. Minacce e rappresaglie da parte della direzione finalizzate in tal senso sono all’ordine del giorno; poi ci sono anche quelli che, non costretti, alla faccia della sicurezza lavorano di sabato e magari anche a cottimo.
    Questa è la loro ricetta per uscire dalla crisi!

  4. Scritto da giacomo

    mah….., a me risulta che qualche operaio lavori al sabato a cottimo…….come e’ possibile che ci sia la cassa integrazione? e’ normale’ o forse i sindacati si dovrebbero svegliare! si mette la gente in cassa integrazione e si fanno lavorare gli altri di piu’……e’ questa la crisi?