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Savona, nuovo Puc: i commenti di Ruggeri e Di Tullio

Savona. “Abbiamo trovato un punto di equilibrio nello sviluppo della città. Da un progetto preliminare da cui eravamo partiti quando ancora io ero sindaco siamo arrivati alla fase conclusiva. Comune e Regione hanno lavorato bene ed in sinergia su tutti i progetti in questione”. E’ il commento dell’assessore all’urbanistica Carlo Ruggeri sull’approvazione da parte dell’ente regionale del nuovo Puc di Savona, che apre ora la strada ad una progettazione definitiva degli interventi e uno start-up dei lavori che l’amministrazione comunale spera di concretizzare già a partire dal 2010.

Soddisfatto l’assessore comunale all’urbanistica Livio Di Tullio: “Le modifiche richieste dal Comune che la Regione ha recepito sono finalmente arrivate a conclusione con la delibera di oggi, che ha promosso il Puc. I tecnici del Comune ci hanno aiutato a coagulare le richieste arrivate dal Consiglio comunale e dagli stessi cittadini. Penso ad esempio al tema delicato dell’edilizia in collina. Non avere solo la possibilità di edificare all’interno dei borghi, e lasciando intatta la metratura possibile abbiamo messo in atto una distribuzione diversa che consente a tutti di poter di costruire. Non è stato semplice, ma credo che il risultato sia stato davvero ottimo per la città ed il suo futuro sviluppo”.

Commenti

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  1. Scritto da Aurelio Bianchi

    Visto che anche i sassi hanno capito che il partito del cemento savonese ha un capo, Carlo Ruggeri, dei luogotenenti, Massimo Zunino, Chicco Berruti, Di Tullo, e una nutrita schiera di colonnelli costituita da noti ingegneri e architetti.
    Sono sempre gli stessi tecnici i cui nomi compaiono sui cartelli dei cantieri, o posseggono lo studio proprio nei palazzi ‘giusti’.
    Detto questo, non è possibile votare Ruggeri.
    Ma che vada a casa, altro che partito o non partito.
    Bisogna interrompere questo stato di fatto, altrimenti si fa la fine di Gela.

  2. Bruno Pirastu
    Scritto da Bruno Pirastu

    Gianetto Non solo a Savona ma era abbastanza comune comprare a Progetto e poi rivendere. Certi compravano le quote di 4 appartamenti e poi ne vendevano 3 , il quarto , per loro , era Gratis. Altra forma di pagamento era quella in “natura” , non sessuale , ma in cambio della prestazione di artigianato ( elettricista,idraulico,piastrellista), sempre a Progetto. Il rischio allora era minimo perchè le case si vendevano.

  3. cobra
    Scritto da cobra

    Altro che aggiungere commenti, per questi personaggi parlano i fatti!!!

  4. Scritto da antonio gianetto

    anche il secolo XIX web entra in argomento, si parla di una riduduzione dell’ elevazione di ben 50 centimetri, rispetto a quella prevista di

  5. Scritto da antonio gianetto

    Possibile che non si rendano conto di come hanno già ridotto la città?
    Come iniziò la costruzione del grattacielo Bofil circolavano delle voci: di 4 alloggi ( altri di un intero piano) prenotati nel complesso. Poi giunse una voce: ha venduto! Mi ricordai che alla fine degli anni 60 inizio 70 quella di investire ad inizio e rivendere sulla carta, prima della fine dei lavori, era una forma di investimento, anche se con un certo margine di rischio, molto praticata, inoltre oltre al guadagno, consentiva l’ anonimato e non si pagavano imposte. Chissà se quelle voci erano vere?