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Regione, Burlando: “Acquisti centralizzati? Misura per contenere costi”

Regione. “Le gare centralizzate consentono una maggiore trasparenza e correttezza, una più ampia partecipazione e una riduzione dei costi”. A dichiararlo è stato questa mattina il presidente della Regione Liguria, Claudio Burlando intervenendo al convegno sulla “Centralizzazione degli acquisti nelle pubbliche amministrazioni” promosso dalla direzione risorse finanziarie e strumentali della Regione Liguria presso il Teatro della Gioventù di Genova, a cui hanno partecipato, tra gli altri, gli assessori al Bilancio di Regione e Provincia di Genova, Giovanni Battista Pittaluga e Monica Puttini.

“In un periodo di crisi economica e finanziaria – ha detto Burlando – la centralizzazione degli acquisti è una misura per contenere i costi, senza creare disagio sociale. Questa forma di risparmio è stata sperimentata dalla Regione Liguria in tre casi: dalla sanità per le gare in questo settore poste a carico della centrale regionale della sanità, nelle gare informatiche gestite da Datasiel e nelle gare di beni e servizi a carico dell’amministrazione generale della Regione Liguria”.

Il presidente della Regione Burlando ha sottolineato la particolare valenza positiva delle gare gestite da Datasiel che “hanno consentito il contenimento dei costi e l’omogeneità dei prodotti e dei servizi, particolarmente rilevante nel campo sanitario dove le tecnologie devono dialogare tra loro e la ripetizione di esami, molto diffusa, costituisce motivo di aumento dei costi. Importante dunque il lavoro avviato da Datasiel di digitalizzazione della diagnostica sanitaria che consentirà ai vari centri ospedalieri di dialogare tra loro con risparmio di tempo e un impatto positivo sulle cure”.

“Facendo gare centralizzate – ha ribadito l’assessore regionale al Bilancio, Giovanni Battista Pittaluga – si ottiene un risparmio del 10% a cui si deve aggiungere la possibilità per i Comuni liguri di poter partecipare a tali gare attraverso una convenzione che stiamo studiando tra Enti Locali, Regione Liguria e Consip, centrale di committenza nazionale, in grado di prevedere forme di collaborazione e svolgimento di azioni comuni”. A questo proposito nei prossimi mesi la Regione Liguria effettuerà gare centralizzate per la biglietteria aerea, il servizio di vigilanza e l’acquisto degli arredi, oltre a quello di carta e fotocopiatrici.

“Le prime tre – ha spiegato l’assessore Pittaluga – saranno gare europee che potranno consentire risparmi del 10%. L’obiettivo è quello di consentire anche agli Enti locali liguri di poter accedere, sia alle gare regionali che a quelle nazionali, attraverso due convenzioni che verranno siglate prossimamente. Un fatto che consentirà alle pubbliche amministrazioni presenti sul territorio regionale non solo di ottenere un risparmio sul prezzo di acquisto, ma anche di essere sollevate dall’attività di approvvigionamento attraverso procedure di evidenza pubblica” ha proseguito l’assessore.

“Secondo questa ipotesi il programma triennale della spesa comune raggiungerebbe un ammontare di 60 milioni di euro, dato dall’aggregazione della domanda della Regione Liguria, del settore regionale allargato e degli Enti strumentali della Regione , ottenendo un risparmio per il sistema delle pubbliche amministrazioni liguri sul costo degli acquisti ipotizzabile in circa 6 milioni di euro” ha concluso Pittaluga.

Commenti

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  1. Scritto da teofilo rugantino

    OK. Parliamo di computer. In quanti all’ Ente X possono vendere un computer? Basta andare su Pagine Gialle per rendersi conto che ci sono qualche centinaio di ditte.
    Se io ordino 20000 computer quale azienda può partecipare alla gara? Solo una molto importante, mentre tutte le piccole aziende non possono. In tale modo, il prezzo potrebbe essere facilmente sottoposto ad una sorta di monopolio. Ovvero ammesso che CHE CI SIANO 2 O 3 AZIENDE è MOLTO FACILE FARE CARTELLO. Fare cartello significa 2 cose “alzare il prezzo” e “rifilare gli scarti di magazzino”. Perchè vedi tu hai ragione a pensare che non bisogna accettare regali superiori a 25 euro, ma io ti assicuro che non li accetti se sai che poi il giorno dopo qualcuno che ti sta nell’ufficio accanto ti dice che hai comprato una cosa che non funziona.
    Mentre se tu sei a Genova e compri computer per tutta la Liguria, chi se frega, intanto nessuno verrà da te a lamentarsi.
    In sintesi la concorrenza fa il prezzo e la qualità e non la quantità di oggetti che compri.

  2. lui la plume
    Scritto da lui la plume

    In una qualsiasi azienda si ordina il materiale che serve con un certo anticipo rispetto alla fine delle scorte, si manda la richiesta questa perviene all’ufficio acquisti centralizzato che riceve le richieste da tutte le filiali …. sulla base di queste richieste “e’ in grado” di curare l’acquisto ottenendo le condizioni migliori ….. e’ opportuno che qualcuno controlli l’operato di questo ufficio acquisti che potrebbe essere oggetto di “attenzioni” da parte di fornitori.

    Se qualche volta ci si dimentica di fare le richieste per tempo … una telefonata …. due scuse … la promessa di una maggiore attenzione e tutto fila liscio … cio’ che serve arriva subito.

    Se la liberta’ di spendere in una organizzazione si disperde …. viene a mancare ogni possibilita’ di controllo e non ci si puo’ meravigliare se vengono fatti acquisti a prezzi alti ……
    una cosa e’ acquistare un computer diverso e’ acquistarne 1000 ….. e non mi meraviglio se qualcuno e’ interessato a fare gli acquisti in modo autonomo …… quel qualcuno dovrebbe tener presente che deve rifiutare eventuali omaggi natalizi di valore superiore ai 25 euro (le cinquantamila lire di una volta), .

    e se gli acquisti sono piu’ impegnativi ….mettiamo una rotonda siamo certi che in un qualsiasi paesino esistano le competenze necessarie per controllare che i lavoro sia ben fatto? Non vi e’ il rischio che il venditore sia piu’ abile del compratore?

  3. Scritto da antonio gianetto

    Succedeva molti anni fa con il vino americano, che contrariamente ad oggi, era un’ schifezza! Lo mandavano da noi, per migliorarlo, dopo, ce lo rispedivamo nei fiaschi, targato ” Chianti “.

  4. Bruno Pirastu
    Scritto da Bruno Pirastu

    Le borse della spesa in plastica sono o meglio saranno fuori legge dall’ano prossimo ( hanno fattop una deroga ), si potranno usare solo quelle biodegardabili o in carta/stoffa ( le vendono già ). Circa la frutta penso che sia come il Made in Italy, si importa il prodotto grezzo si mette l’etichetta ( assemblaggio) e di fatto diventa confezionato/prodtto in Italia. Altro escamotage è quello di importare e poi riesportare, non facendo via diretta. A Massa ,anni fa arrivava una nave dagli USA carica di marmo americano, non veniva nemmeno sbarcato, si facevano le pratiche doganali e poi ripartiva con marmo proveniente dall’Italia.

  5. Scritto da antonio gianetto

    Lui, Fare attenzione con i sacchetti della rumenta, mi sembra di aver letto che diventeranno obbligatori quelli trasparenti.
    Una volta eravamo abituati a comprare le primizie che provenivano dalla piana di Albenga e dal sud Italia.
    Avete notato che adesso le primizie ci arrivano un po’ prima? Solo che provengomo dall’ emisfero sud dove erano maturate 6 mesi prima. Sono state comprate per quattro soldi, nel pieno della raccolta, si sono fatte un bel viaggetto, mantenute al fresco, via mare, poi sono state in villeggiatura, per qualche mese, nei frigoriferi degli importatori. Un mesetto prima che maturino nel nostro emisfero, vengono messe in commercio. Il prezzo avete modo di vederlo, io non mi faccio infinocchiare, ma vedo che in molti abboccano, forse non si ricordano più quello che ci avevano insegnato a scuola; altre volte capita di vedere che quelle provenienti da sud America, vegono dichiarate come di provenienza spagnola, evidentemente i controlli non li fa nessuno, forse qualcuno non conosce bene la geografia o ignora che in sud America, in alcuni paesi, parlano e scrivono in castilliano. Poi arrivano quelle provenienti dalla Spagna. Quando finalmente arrivano le nostre primizie, sono diventate tardizie.
    Approffitto dell’ occasione per ringraziare il presidente Burlando, che ieri, tramite posta mi ha segnalato che è intervenuto nuovamente ( lo aveva già fatto a luglio col ministro Sacconi ), presso il governo ( ora col sottosegratario Gianni Letta ) in merito al riconoscimento dei benefici amianto per i marittimi, che, nonostante il precedente governo Berlusconi, nel 2004 ne avesse riconosciuto il diritto, dal giugno del 2005 continuano ad essere presi per il c..o.