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Omicidio Borghetto, oggi l’accusato sentito dal gip e l’autopsia

[thumb:16048:l]Savona. C’è un testimone che afferma di aver visto il tabaccaio davanti al portone della casa della vittima giovedì pomeriggio. E’ questa una delle novità nel delicato caso dell’omicidio della giovane mamma di Borghetto. L’accusato, Marco Francesco Virgilli, sarà sentito questa mattina dal gip Donatella Aschero nell’udienza di convalida del fermo. Da vedere quale sarà la linea difensiva concordata dall’uomo con il suo legale, Luca Siccardi.

L’accusato potrebbe cercare di chiarire la sua posizione rispondendo alle domande del giudice oppure potrebbe avvalersi della facoltà di non rispondere. Sempre questa mattina è inoltre prevista l’autopsia da parte del prof. Francesco Ventura dell’Istituto di Medicina Legale di Genova. L’esame potrà chiarire ulteriori particolari: come l’orario della morte o la dinamica dell’aggressione, che sembra sia avvenuta mentre Francesca Bova guardava in viso il suo assassino, nelle cantine del condominio “Gardenia”.

L’arma del delitto (un sasso o un altro pesante corpo contundente) non è stata trovata accanto al corpo. Così come é sparito il telefonino della vittima. Gli indizi in mano agli inquirenti sono costituiti quindi dalle tracce lasciate sui tabulati dalle telefonate intercorse tra i due e appunto, con molta probabilità, anche da qualche testimonianza. Elementi che per il momento non vengono svelati del tutto dall’accusa.

Il pm Pelosi ha comunque voluto fare i complimenti agli investigatori dell’Arma per la rapida soluzione del giallo. Ma l’assassinio di Francesca Bova ha anche un altro delicato aspetto: che ne sarà ora del bimbo di 8 mesi, il figlioletto di Francesca Bova non riconosciuto dall’ultimo compagno della giovane? I nonni, un muratore in pensione di origini siciliane ed una casalinga campana, non se la sentirebbero di continuare a tenere con sé il piccolo, che potrebbe essere affidato ai servizi sociali del Comune.

Francesca tre anni fa si era sposata in Comune con un marocchino regolarmente immigrato, dal quale aveva divorziato nel giro di pochi mesi, dopo avere partorito un bambino privo di vita. Successivamente aveva frequentato un quarantenne di origini sarde, abitante a Borghetto Santo Spirito come l’ex marito. Dalla relazione era nato il piccolo nel marzo del 2009. I servizi sociali del Comune le avevano cancellato il contributo per l’affitto quando avevano scoperto che Francesca spendeva i soli per giocare ai videopoker, salvo assegnarle successivamente i buoni latte per il bimbo.

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