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Monsignor Lupi saluta il 2009 e chiede: “No a interessi di parte su TP, Margonara e Maersk”

[thumb:4665:l]Savona. “Occorre che tutti, e i cristiani hanno un motivo in più, derivante dal vangelo, sappiano spogliarsi degli interessi e delle visioni di parte, per cercare unicamente il bene della collettività, sapendo mettere sempre la persona al centro”. A pronunciare queste parole, riferendosi al dibattito sulle questioni Tirreno Power, piattaforma Maersk e porticciolo della Margonara, è stato, durante la messa “Te Deum”, celebrata il 31 dicembre, il Vescovo di Savona Monsignor Lupi.

Monsignor Lupi ha voluto richiamare tutte le parti in causa, amministratori pubblici, industriali, privati, alle proprie responsabilità. Non è mancata nemmeno una menzione della crisi che ha colpito l’industria, delle difficoltà economiche in cui versano tante famiglie, del convegno ecclesiale di giugno e del piano pastorale che ne è seguito.

“Il termine di un anno ci porta a fare alcune considerazioni sul tempo che passa – ha esordito il vescovo nell’omelia in Duomo -. Perché questa riflessione non assuma esclusivamente un tono depressivo, nostalgico e non si rivesta di rimpianto, giova ricordare che non solo il tempo passa, ma anche che esso matura. Noi in particolare, ci troviamo a vivere nella pienezza del tempo, cioè in una fase matura della storia, la quale prende senso dall’evento della nascita di Gesù. La pienezza del tempo non è legata allora ad eventi umani, ma all’avvento del Figlio. Il tempo che passa allora non sarà più vissuto con rimpianto o con frustrazione, ma piuttosto come un’occasione per avvicinarci all’incontro con il Signore, come una situazione privilegiata all’interno della quale imparare a diventare figli”.

Invitando perciò a leggere con sguardo di fede i fatti principali di questo anno appena trascorso, “il primo dato internazionale che ci preoccupa è la realtà del terrorismo, tutt’altro che debellato, e delle tensioni tra stati che non solo non ci fanno bene sperare per la pace nel mondo, ma prospettano ipotesi di invasioni, bombardamenti e contrapposizione di blocchi di nazioni. Celebriamo la quarantatreesima giornata mondiale della pace in un clima di grande tensione tra diversi stati e con lotte all’interno di altri. Tra tutte non possiamo non citare quella che affligge la terra di Gesù, la terra in cui il Principe della pace è giunto a noi” ha aggiunto Lupi.

Il vescovo, riprendendo il tema della giornata mondiale di preghiera per la pace (“Se vuoi coltivare la pace custodisci il creato”), ha evidenziato che la sensibilità ecologica “deve diventare un criterio di valutazione dei fatti che vale anche per i nostri problemi locali”. E, citando le questioni scottanti intorno alla Tirreno Power, alla piattaforma Maersk e al porticciolo della Margonara, ha detto: “Sono progetti che hanno valenze di diverso tipo, ognuno porta con sé vantaggi e svantaggi, tutti possono essere visti da angolature diverse e possono rispondere a esigenze diverse. Difficile pronunciarsi e dire quale sia la verità, o il giusto atteggiamento, perché vi sono aspetti diversi e ragioni da tutte le parti”.

“Di fronte a queste realtà occorre che tutti, e i cristiani hanno un motivo in più, derivante dal vangelo, tutti, ripeto, sappiano spogliarsi degli interessi e delle visioni di parte, per cercare unicamente il bene della collettività, sapendo mettere sempre la persona al centro. Non è semplice, perché ognuno vede il bene della collettività un po’ dalla sua angolatura, ma per questo occorre che i credenti davanti a Dio, e i non credenti davanti alla loro coscienza, sappiano interrogarsi se il loro impegno e la loro lotta è fatta veramente per il bene comune, oppure se non nasconda visioni e interessi di parte” ha concluso Lupi.

Monsignor Lupi ha inoltre dedicato attenzione alla crisi dell’industria locale, “fatto che, già grave di per sé, è ulteriormente accentuato dalla crisi economica internazionale che ha toccato e tocca la vita di tante famiglie del nostro territorio”, citando i casi della Ferrania, dei Cantieri Baglietto, della Piaggio e della Bombardier.

Sul fronte ecclesiale il presule ha messo in risalto l’impegno della comunità per la crisi economica, concretizzata nell’operazione “Fondo emergenza famiglie”, che ha avuto una buona risposta ed ha permesso di andare incontro a 220 famiglie con pagamento di utenze varie: affitti, bollette del gas, luce e acqua, medicine e altro per circa 100.000 euro e con prestito senza interesse per circa 40.000 euro. Oltre 8.000 euro prestati sono già stati restituiti. Rilanciando anche per il 2010 il Fondo, il vescovo ha osservato che “sono aumentate di molto le richieste di aiuto alla Caritas da parte delle famiglie di residenti”.

Dopo aver citato, come fatti significativi, la nomina del Santuario di nostra Signora della Misericordia a santuario nazionale delle confraternite, l’anniversario della prigionia di Pio VII a Savona e l’inserimento di un rappresentante della diocesi nel nuovo Consiglio delle Opere sociali, monsignor Lupi ha definito come evento di maggior rilievo a livello ecclesiale il Convegno pastorale diocesano: “E’ stato un momento di grazia per la partecipazione entusiasta di tutte le componenti della diocesi: sacerdoti, religiosi, laici, parrocchie, movimenti, istituti, confraternite. Dal Convegno diocesano è nata una nuova rimodulazione delle vicarie per un lavoro più funzionale. E’ nato soprattutto il Programma pastorale diocesano che ci aiuta a lavorare insieme. Ed è nato il Consiglio pastorale diocesano che molto presto comincerà a svolgere le sue mansioni”.

Il vescovo ha concluso elogiando il clero locale per la disponibilità dimostrata in occasione delle sue richieste di cambiamento di sede: “Con commozione e gioia grande ho costatato che tutti gli undici sacerdoti interpellati hanno risposto prontamente e generosamente con un sì, anche se per alcuni in particolare, so che quel si è costato molto. Non posso non testimoniare questa disponibilità del clero savonese che, ancora una volta ha dimostrato un grande spirito di fede e una sensibilità al servizio della chiesa ovunque la chiesa lo chiami”.

Commenti

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  1. Scritto da Leofinalese

    non so cosa voglia dire”repubblicones”quindi sul tema non saprei cosa rispondere.
    Circa la definizione di “conservatore” vorrei premettere che io non lo considero un insulto.
    Su questo tema basta leggere qualche cosa di Hans Kung(notissimo teologo cattolico amico di Papa Benedetto)per capire cosa vuol dire Papa conservatore.
    Il mio commento alle parole del Vescovo Lupi sono soltanto un sommesso invito a non essere troppo generici quando si deve prendere posizione su argomenti che riguardano la vita delle persone.

  2. LEONIDA
    Scritto da spartacus

    BENEDETTO

    le solite etichette alla repubblicones
    “”””conservatore””””””
    ma quando mai!!!!!!!!
    aver accolto preti e vescovi sposati anglicani
    e altri tradizionalisti dissidenti…..
    è segno di una grande apertura
    per una chiesa abituata a muoversi
    a passetti ……questi sono passi da gigante
    non poteva che ispirarsi a SAN BENEDETTO
    grandissimo innovatore

    anche negli ultimi anni a parte il fascino comunicativo
    in GIOVANNI di grossi passi non ne ho visto

  3. Scritto da Leofinalese

    Con tutto il rispetto mi sembra troppo generica l’affermazione “saper spogliarsi degli interessi e delle visioni di parte”…gli interessi di chi vuole centrali e mega torri sono essenzialmente di ordine economico molto privato.
    Il cittadino che respira polveri mortali ha l’interesse privato…si di sopravvivere.
    Mi è sembrato più coraggioso(anche se per sua natura è molto conservatore)Papa Benedetto, quando ha visto nella nuova economia di rapina il meccanismo che fa soffrire metà del mondo…e su questi temi non si può essere generici.