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Mareggiate, Burlando: “Finanziamenti dal Governo per riparare i danni”

[thumb:1746:l]Regione. “Dopo la richiesta da parte della Regione Liguria dello stato di emergenza per le mareggiate che si sono abbattute negli ultimi giorni sulla nostra regione chiediamo al Governo lo stanziamento di finanziamenti necessari per evitare che molte attività commerciali possano chiudere e per aiutare le famiglie rimaste senza casa”.

A ribadire questo concetto è stato questa mattina il governatore della Liguria, Claudio Burlando, a margine della visita del Cardinale Arcivescovo di Genova, Angelo Bagnasco al presepe di cartapesta della Regione. “Come Regione – ha sottolineato Burlando – anticiperemo, con la Giunta di venerdì prossimo, nostre risorse alle attività commerciali che sono in difficoltà e alle numerose famiglie colpite nella zona di Ameglia per costruire un’operazione consistente di ripristino danni”.

“Ci rendiamo conto infatti che sulle tragedie dell’Abruzzo e di Messina si sono concentrate le attenzioni del Governo, ma a questo punto, dopo che già nell’ottobre del 2008 abbiamo fronteggiato da soli le emergenze dovute alle mareggiate, chiediamo all’esecutivo una mano, indispensabile soprattutto per costruire i nuovi alloggi per quelle famiglie che li hanno persi” conclude Burlando.

Commenti

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  1. Scritto da antonio gianetto

    Le assicurazioni costano!!!! e, a quanto pare, i bagni marini terminano sempre la stagione con scarso reddito.
    Possono essere autorizzate costruzioni fisse in muratura sull’ arenile?
    Questo un tempo non era permesso! Chi da queste autorizzazioni è consapevole dei problemi di erosione che hanno alcune nostre spiagge?
    Da anni, presumo dopo la costruzione della diga di Vado Ligure, stiamo andando avanti, proteggendo queste strutture con enormi mucchi di sabbia ( ripascimenti in salsa savonese ).
    Nell’ anno appena trascorso fu fatto un ” ripascimento con pietre “, che avrebbe dovuto risolvere definitivamente il problema, dopo aver sistemato dei cicciolli pieni di sabbia( geotubi ) sul fondale antistante la costa: http://www.truciolisavonesi.it/articoli/numero216/spiagge.pdf
    Sicuramente si sono resi conto del totale fallimento di quella operazione, se pochi giorni prima delle ultime mareggiate, mi ritrovai davanti, una spiaggia nuovamente devastata dai mucchi di sabbia.
    Adesso speriamo che lo Stato, nella situazione in cui si ritrova, ci possa risarcire i danni?
    Auguriamoci che non reclami i soldi che abbiamo buttato a mare con questo geniale intervento. E cominci, un poco, ad indagare su come vengono gestite lo nostre spiagge.

  2. lui la plume
    Scritto da lui la plume

    Oggi tramite google earth si possono osservare le zone dove la natura si e’ accanita, e troppo spesso dopo aver guardato la zona fotografata dall’alto “prima” dell’evento si finisce con il pensare:
    “ma come si e’ potuto permettere questa costruzione” …….

    certo e’ cosi’ da sempre ma ora chiunque puo’ rendersi conto ….. vedere e giudicare con la sua testa.

    E ….. la convinzione che qualcosa si debba fare per evitare alcune “fesserie” si fa’ strada al posto della “solidarieta” …… che nessuno vuole cancellare ma …… ora basta con gli incompetenti con il timbro facile.

    E’ di pochi minuti fa’ la notizia della “casa dello studente” crollata perche’ ……..

    ecco e’ ora di finirla con questa gente che non paga mai …. speriamo di vederli presto rispondere di (come ho sentito dire) omicidio.

  3. lui la plume
    Scritto da lui la plume

    Ricordo che quando acquistai un terreno con annessa costruzione agricola sulla stessa era fissata una targa delle “credo” assucurazioni generali che proteggeva la costruzione ed il terreno da danni eventualmente causati da fenomeni naturali come la grandine o ……

    Sinceramente non vedo per quale motivo non si possa estendere questo tipo di assicurazione (che ha fatto arricchire la compagnia assicuratrice portata ad intervenire solo a seguito di eventi … rari) anche a situazioni come questa lamentata.

    Oggi tutta la comunita’ e’ portata ad intervenire per risarcire dei danni causati da ……. fenomeni naturali …. troppo spesso favoriti da costruzioni realizzate in posti a rischio (sono cose che si leggono spesso).

    Ecco se acquisto una casetta in una posizione sicura …. pago poco, chi invece ha costruito in una zona ad alto rischio ….. paga parecchio …. al punto che forse non conviene acquistare e conseguentemente costruire in queste zone.

    E cosa costa una operazione di questo tipo alla comunita’ che ora e’ chiamata ad intervenire? nulla …. o meglio una leggina che imponga questa forma assicurativa ….. ed il pagamento potrebbe essere collegato all’ICI almeno cosi’ nel pagare questo assurdo balzello si ottiene qualcosa in cambio ed il comune verrebbe pesantemente condizionato e penalizzato dalle compagnie assicuratrici che renderanno nullo l’incasso di costruzioni concesse in posizioni pericolose.

    Insomma se io costruttore indegno di questo nome pago 100 di ICI per un appartamento costruito sul greto del fiume …. l’assicurazione ne chiede 150 al comune che non puo’ chiedere piu’ di 100 a chi abita in quella situazione di pericolo e quindi a fronte di permessi di edificare in posizioni a rischio …. l’amministratore locale …. superficiale …… perde un sacco di soldi e …. bisognerebbe trovare il sistema per costringerlo a rispondere del danno fatto alla comunita’ non solo in funzione elettorale ma anche “pagando” con il proprio capitale personale ……(non e’ una cosa assurda, anche i medici quando sbagliano pagano ….. e si assicurano per far fronte a questi errori)……. se invece la costruzione e’ in zona sicura l’assicurazione si acconteneta di 5 ed al comune restano ancora 95 per altre spese.

    Bisogna smetterla di mettersi nei pericoli per poi gridare “aiuto aiuto” sinceramente la solidarieta’ nel 2009 ha raggiunto il culmine ora siamo stufi di essere solidali verso chi per sua diretta colpa o per inettitudine di chi avrebbe dovuto dire “NO” si trova nei guai.

    Bisogna cominciare a “demolire” le costruzioni a rischio …….. consapevole che cio’ non e’ “purtroppo ed al momento” possibile ….. bisogna aggirare l’ostacolo e rendere obbligatoria una assicurazione “””PRIVATA””” …. a carico delle amministrazioni incompetenti ….. e’ il solo sistema per bloccare queste costruzioni …… pericolose per chi le abita e ….. per chi e’ costretto ad intervenire per salvare (morendo talvolta nel tentativo di soccorrere) quanti si trovano in queste situazioni “evitabili”.