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Legambiente promuove Savona: l’aria in città è tra le più pulite d’Italia

Savona. L’aria di Savona è pulita. La città della Torretta, nonostante le numerose polemiche che la accompagnano da anni sulla presenza della centrale a carbone, è stata infatti promossa da Legambiente che, con lo studio “Mal’aria di città 2010”, ha analizzato la situazione dell’inquinamento atmosferico e acustico nelle città italiane. La ricerca, svolta in collaborazione con www.lamiaaria.it, piazza Savona all’83esimo posto della “lista nera” dei capoluoghi di provincia con il maggior inquinamento da polveri sottili.

Meglio di Savona fanno solo Potenza, Viterbo, Siena, Reggio Calabria e Matera. Per le polveri sottili la normativa prevede un limite giornaliero per la protezione della salute umana di 50 μg/m3 da non superare più di 35 volte in un anno, obiettivo che non è stato raggiunto nel 2009 da 57 su 88 capoluoghi di provincia, il 65% delle città monitorate, e in molti casi con risultati decisamente preoccupanti.

Per stilare la classifica delle città più inquinate dalle polveri sottili è stato preso come dato di riferimento quello della centralina peggiore per l’anno 2009. La città più colpita dalle polveri sottili risulta essere Napoli, con ben 156 superamenti (Ente Ferrovie), seguita da Torino (151 superamenti), Ancona (129), Mantova (126), Ravenna (126 superamenti), Frosinone (122), Milano (108), Alessandria (102), Pavia (100), Brescia (99).

Un po’ più in basso nella classifica troviamo i 67 superamenti di Roma (Corso Francia), i 60 di Venezia, i 56 di Bari, i 50 di Bologna, i 48 di Palermo e i 45 di Genova. Guardando la classifica dal basso invece, a Matera è stato registrato un solo superamento, seguono poi Reggio Calabria con 4, poi Siena, Potenza e Viterbo con soli 5 superamenti e appunto Savona con 8 superamenti (Corso Ricci).

Tra le peggiori dieci città ce ne sono quattro lombarde e sei complessivamente della Pianura Padana. Tutti i 12 capoluoghi lombardi monitorati hanno almeno una centralina che ha superato il valore limite ben oltre quanto consentito, sebbene in misura diversa. Stesso discorso per i 9 capoluoghi dell’Emilia-Romagna. Per quanto riguarda le altre regioni della pianura padana, area notoriamente critica per l’inquinamento atmosferico, 6 città del Veneto su 7 hanno sforato e anche di molto la soglia dei 35 superamenti l’anno, 6 su 8 in Piemonte

Anche sul fronte dell’inquinamento prodotto dall’ozono troposferico Savona si conferma “virtuosa” classificandosi al 45esimo posto con soli 4 superamenti del limite fissato dalla legge. L’ozono è un inquinante secondario che si produce per effetto della radiazione solare in presenza di inquinanti primari (tra cui gli ossidi di azoto che rappresentano uno dei principali precursori dell’ozono). È quindi un componente importante dello smog fotochimico e si forma principalmente d’estate.

L’ozono nei mesi estivi ha fatto registrare livelli record: (dal 1 gennaio 2010 è entrato in vigore il limite per la protezione della salute umana di 120 microgrammi/metro cubo da non superare per più di 25 giorni in un anno). Oltre la metà delle città monitorate nel 2009 non rispettavano questo limite (32 città su 50 monitorate). La Pianura Padana si conferma come area critica anche in questo caso con 8 città tra le prime dieci per superamenti del valore di legge. Al primo posto troviamo Novara con 83 superamenti, seguita da Alessandria (73), Lecco (70) e Mantova (68). Anche le grandi città non sono riuscite comunque a rientrare nei limiti stabiliti come dimostrano i dati relativi a Milano (51), Genova (46), Bologna (42), Torino (40) e Roma (34). A livello regionale la maglia nera se l’aggiudica di nuovo la Lombardia, dove su 10 città che misurano l’ozono, nove hanno superato ben oltre le 25 volte il limite di legge.

Infine anche dal punto di vista del biossido di azoto Savona conferma di avere l’aria “pulita” e si piazza quarta nella classifica dei capoluoghi più virtuosi. Le emissioni di ossidi di azoto derivano dai processi di combustione e, specialmente nei centri urbani, dal traffico automobilistico e dal riscaldamento domestico. Nel 2008 la situazione dell’inquinamento da NO2 pur rimanendo critica, sembra presentare alcuni segnali di miglioramento: aumentano le città che rispettano i limiti e 54 città sono in linea con l’obiettivo di qualità di 40 μg/mc. Le cinque città peggiori sono Milano, torino e Brescia rispettivamente al quinto, quarto e terzultimo posto, Napoli al secondo e Messina al primo con 70 microgrammi/metro cubo, quasi il doppio della soglia stabilita dalla legge.

“Il traguardo di un livello accettabile della qualità dell’aria in città è purtroppo ancora lontano dall’essere raggiunto e molte sono ancora le azioni da intraprendere da parte delle amministrazioni locali e dal governo centrale per garantire ai cittadini italiani che l’aria che respirano non provochi loro danni alla salute” dicono da Legambiente.

“Cosa fare, dunque, da subito? Ci sono almeno due interventi che si possono fare anche senza il bisogno di impegnare ingenti risorse economiche. Il primo: assicurare al trasporto pubblico di superficie la possibilità di una maggiore fluidità estendendo il più possibile la rete di corsie preferenziali” spiegano gli esperti.

“Un’azione di questo tipo potrebbe assicurare due risultati immediati, quasi a costo zero: la sottrazione di spazio alle automobili e una reale concorrenzialità del bus rispetto alle vetture private. Mentre l’adozione di un pedaggio urbano per le aree più congestionate potrebbe, se applicato su aree significative, ridimensionare gli ingorghi, regolare il regime del traffico, migliorare l’efficienza del trasporto pubblico, ridurre le emissioni inquinanti. Si tratta di superare le obiezioni politiche (elettoralistiche in realtà) e di trovare un prezzo di mercato equo per un bene assai scarso (lo spazio urbano) che fino a oggi è stato ‘offerto’ gratuitamente agli automobilisti” concludono da Legambiente.

Commenti

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  1. Bruno Pirastu
    Scritto da Bruno Pirastu

    Ritornerò sull’argomento perchè dopo averlo letto tre volte non ho ancora capito se Lega Ambiente è favorevole all’EcoPass come a Milano ? “Offerto gratuitamente” ??? cosa ? quando mai !? Non so se L.A: paga le Tasse ma molti automobilisti, quasi tutti, si. Trasporto Pubblico .. oramai è la panacea di tutti i mali ma ,,, i Bus sono quello che sono , non arrivano dappertutto e non sono sempre disponibili, a prescindere poi dal problema dei Disabili, degli anziani, delle borse della spesa & C., Corsie preferenziali , per logica i BUS dovrebbero viaggiare meglio e con maggior produttività ergo minor costo del biglietto, invece avviene sempre l’opposto e,sembra, a Savona le vogliono togliere ( Via Paolo Boselli ). Resta comunque il problema di base e cioè dove e come sono presi i campioni perchè un conto è quando ci salva Santa Tramontana e la centralina di Corso Ricci dirà di essere in un alpeggio svizzero un conto è quando c’è cappa e in Via dei Mille sembra di essere in quel della Padania.

  2. unbe
    Scritto da unbe

    Fa piacere, ma che questa non sia una sporca scusa per il raddoppio della centrale tirreno power perchè tutta la cittadinanza si opporrà sempre con tutte le sue forze a un tale crimine ambientale e sanitario.