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Articolo n° 81421 del 08/01/2010 - 15:23

La posizione del Pd in merito alla realizzazione della centrale a biomasse

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Nella serata di giovedì 7 dicembre ho riunito il Coordinamento del Circolo del Partito Democratico di Cairo affinché assumesse una chiara posizione sul tema della realizzazione della centrale a biomasse verdi sul sito di Ferrania Technologies. Il Partito Democratico di Cairo Montenotte esprime parere favorevole alla sola realizzazione di una centrale a biomasse verdi di piccola taglia (4 MW), in armonia con il piano energetico ambientale regionale e ritenendo che non vi siano validi motivi per derogare ad esso.

Anche nel caso di realizzazione di una centrale a biomasse verdi di piccola taglia, rispettosa del Piano energetico regionale, il Partito ritiene debbano essere fornite garanzie valide sul fatto che non verranno mai in essa bruciati rifiuti trattati o materiale diverso dalle biomasse.

In merito, assume una posizione di assoluto accordo con l’impostazione assunta dalla Regione Liguria e manifestata nell’emananda delibera di giunta tesa a revocare la V.I.A. relativa alla realizzazione di una centrale di maggiore taglia, ed esprime pieno soddisfacimento in relazione a tale decisione assunta dalla maggioranza regionale e sottoscritta dal Presidente Burlando, della quale auspica la definitiva approvazione.

Mi preme più di ogni altra cosa sottolineare il profondo rammarico del Partito Democratico per il fatto che l’esigenza di garantire occupazione ai lavoratori di Ferrania non sia stata mai soddisfatta, e che verrà soddisfatta in modo del tutto parziale ed inadeguato dalla costruzione di una centrale a biomasse. Preciso inoltre che tutti gli amministratori del Partito Democratico di Cairo si sono sempre fatti portatori di una chiara richiesta all’Amministrazione di Ferrania Technologies di garanzie che ogni impianto realizzando non si trasformi in un inceneritore di rifiuti non trattati, ed in tal senso in pieno accordo con gli altri partiti che sostengono la maggioranza.

I miei migliori saluti.
Il Coordinatore
Elena Castagneto

Redazione

4 commenti a “La posizione del Pd in merito alla realizzazione della centrale a biomasse”
nik nik ha detto..
il 9 gennaio 2010 alle 10:51

Il tema delle scarse garanzie ai lavoratori è il più importante di tutti.
Quanti lavoreranno in una centrale a biomasse ? Dire che è una risposta inadeguata è fin troppo poco …

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Aurelio Bianchi ha detto..
il 11 gennaio 2010 alle 10:53

La ottima Elena Castagneto,
persona degna e molto stimata, non può cavarsela dicendo che gli amministratori PD hanno fatto “una chiara richiesta” all’azienda.
Dovrebbe incontrare il suo sindaco, per ora ancora in forze al pd (almeno fino alle regionali), e chiedergli quele sono le sue intenzioni in merito e cosa ha fatto per la Ferrania, e magari anche cosa ha fatto per Cairo.

Sarebbe bello che non diventasse una Discarica Filippa 2 , anche questa a spese dei contribuenti.

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Bruno Pirastu ha detto..
il 11 gennaio 2010 alle 12:19

Sarò stato poco attento ma … mi sembra di ricordare che per Biomasse si intenda anche la parte Biodegradabile dei Rifiuti Solidi Urbani. Leggi o norme di qualche anno fa, ministro Scajola ? Ovviamente prima di dire si sarà stata controllata attentamente, anche tra le righe e le estensioni , la normativa vigente e tagliati tuitti i Peri da cui un domani poter cadere !!

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Aurelio Bianchi ha detto..
il 11 gennaio 2010 alle 13:04

La centrale a biomasse da 10 MW aveva una giustificazione economica, modesta , ma accettabile.
Ovviamente sarebbe stata una caldaia nella quale si poteva bruciare anche cdr (combustibile da rifiuti).
Con i costi attuali di smaltimento in discarica, il cdr diventava una ipotesi sempre più realistica.
Il vero problema è Ferrania e lo sviluppo economico della zona.
In questo triste quadro, gli attori non assumono alcuna responsabilità limitandosi a partecipare a tavoli e produrre ipotesi.
Tutti attendono che lo stato ( o la regione) tiri fuori dei quattrini.
Tutti credono che a loro spetti solo l’onere di spendere denaro (pubblico) in iniziative ‘creative e innovative’.

L’ultima uscita è la realizzazione in una chiesa sconsacrata di un Museo dell’Industria Fotografica.
Una ipotesi tanto bislacca quanto strampalata, ma sorretta da oltre un milione di euro di finanziamento pubblico.
Il museo poteva essere realizzato in uno degli edifici dismessi dello stabilimento Ferrania, con spazi e risultati migliori.
Ma a Cairo il buonsenso latita da molto tempo.

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