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La bonifica delle aree ex-Acna passo dopo passo

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Cengio. Ecco le varie fasi dell’operazione di bonifica che oggi restituisce alle aree ex Acna la possibilità di essere riutilizzate a fini economici e ambientali.

Un iter che prende avvio con l’ordinanza n. 2986 del 31 maggio 1999 con la quale il Presidente del Consiglio dei Ministri disponeva il commissariamento per la gestione delle problematiche inerenti la contaminazione dell’area.

Le indagini preliminari, eseguite in tutto il sito, evidenziavano infatti la presenza, nel suolo, nel sottosuolo,nelle acque superficiali e nelle acque sotterranee, di una contaminazione derivante dagli scarti di lavorazione dell’industria chimica presente fin dai primi anni del secolo. A fronte dell’analisi eseguita, il Commissario Delegato incaricato predisponeva l’avvio delle procedure per l’esecuzione dell’attività di messa in sicurezza d’emergenza delle aree a maggior rischio ambientale e per l’attività di indagine di tutte le matrici ambientali interessate dalla contaminazione, al fine della successiva bonifica dell’intera area.

Il sito di Cengio Saliceto veniva, pertanto, suddiviso in n. 5 Aree denominate: A1, A2, A3, A4 e “aree pubbliche” destinate ad interventi di bonifica differenti sia dal punto di vista tecnico-progettuale, sia per quanto attiene le tempistiche e gli oneri economici.

A seguito della caratterizzazione dell’area ex ACNA , eseguita da parte della società Syndial, il Commissario Delegato (con provvedimento n. 221/03 del 18 marzo 2003) approvava il progetto preliminare di bonifica del sito e veniva stipulata una convenzione tra Provincia di Savona e il Commissario stesso nella quale l’ufficio commissariale si avvaleva della collaborazione di personale provinciale.

Dal 2005, anno dell’affidamento dell’incarico di Commissario al Prefetto Romano, le attività hanno conosciuto
una forte accelerazione. Nel luglio 2006 la Giunta Provinciale approvava il protocollo d’intesa per la reindustrializzazione del sito, stipulato tra Regione Liguria, Provincia di Savona, Comune di Cengio, Cengio Sviluppo S.C.p.A., Syndial S.p.A. ed il Commissario Delegato, con il quale la Provincia di Savona si impegnava a certificare per lotti la conformità degli interventi di bonifica ai progetti approvati.

L’Area A2 veniva, pertanto, suddivisa in ulteriori 4 lotti operativi sui quali effettuare le operazioni di bonifica su campioni di fondo scavo, pareti e rinterri delle celle interessate secondo i protocolli stabiliti.

La relazione di ARPAL del 29 marzo 2007, definiva gli esiti delle determinazioni analitiche di parte pubblica non evidenziando il superamento dei valori limite imposti dalla normativa di riferimento per le sostanze

interessate.A seguire, anche la relazione del personale tecnico della Provincia del 06/2007, impiegato costantemente nel monitoraggio dei lavori effettuati, confermava la sostanziale conformità al progetto. Le misure di sicurezza realizzate, tra cui la cinturazione lato valle, il sistema di emungimento e trattamento della falda, la cinturazione lato monte e lato Ponte Donegani, sarebbero – invece – state oggetto di successiva e separata certificazione da rilasciarsi a seguito dell’ultimazione dei lavori nell’intero sito.

Il rilascio di tale certificazione finale costituirà titolo per lo svincolo delle garanzie finanziarie prestate da parte di Syndial ed eventualmente per modificare le prescrizioni previste.

Nel mese di gennaio è stata rilasciata da parte della Provincia di Savona la certificazione dell’area A2 (certificazione di conformità dei lavori eseguiti ai progetti di bonifica approvati- provvedimento dirigenziale  del 15 gennaio 2010).

Questa certificazione consente di mettere a disposizione degli enti competenti una vasta area (205.000 m2) e di strategico interesse industriale per il riutilizzo a fini commerciali – industriali. Spetta ora agli enti competenti attivarsi per definire la cessione di quest’area da parte di Syndial, progettarne la reindustrializzazione, in ottemperanza dei vincoli d’uso posti dalla certificazione rilasciata.

A compimento del processo di bonifica delle aree ex-Acna permane l’obbligo in capo a Syndial di mantenere in esercizio continuo l’impianto di emungimento e trattamento depurativo della falda per almeno ulteriori 30 anni di garantire nel tempo l’efficienza delle misure di sicurezza di eseguire eventuali interventi di manutenzione sulle stesse, a Syndial S.p.A., di completare la realizzazione del Sistema di monitoraggio post-operam del sito Syndial di Cengio.

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