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Istat, meno di un italiano su tre frequenta i musei

Meno di un italiano su tre frequenta mostre e musei. Nonostante l’Italia sia uno dei paesi con un patrimonio culturale e artistico senza pari sembra proprio che agli italiani l’arte non faccia battere troppo forte il cuore. Questo almeno è quello che rileva l’Istat nell’indagine Noi Italia. Nel nostro paese, ricordano i ricercatori, “sono presenti 40 siti culturali definiti patrimonio dell’umanità dall’Unesco e, nel 2008, i primi cinque siti italiani hanno registrato da soli oltre 10 milioni e 500 mila visitatori”.

“Nonostante ciò, il livello di fruizione del patrimonio culturale da parte dei cittadini italiani appare ancora modesto rispetto alle potenzialità e alle opportunità, se si pensa che oltre sette persone su dieci non visitano nemmeno un museo o una mostra nel corso di un anno”. Il confronto con gli altri paesi europei non è confortante: rispetto alla frequentazione di siti culturali, scrive l’Istat, l’Italia si colloca al diciannovesimo posto nella graduatoria dei 27 paesi dell’Unione europea rispetto alla frequentazione di siti culturali, alla pari con Malta.

Ai vertici della graduatoria si sono Danimarca, Paesi Bassi e Svezia, “con valori che indicano un livello di frequentazione e di partecipazione culturale da parte della popolazione quasi doppio rispetto a quello italiano”. A livello nazionale, le persone di almeno 6 anni intervistate nel 2009 che, nel corso dei dodici mesi precedenti, hanno visitato almeno un museo o una struttura espositiva sono il 28,8 per cento del totale. Ma la percentuale scende di parecchio nel Mezzogiorno, dove a frequentare i musei è il 18,8 per cento della popolazione.

La maglia nera è di Calabria e Puglia, che scendono anche sotto quella soglia, con un valore, sottolineano i ricercatori, “che corrisponde alla metà di quello medio registrato nelle regioni del Nord (34,8 per cento)”. Le regioni più virtuose sono invece Trentino-Alto Adige, Friuli-Venezia Giulia e Piemonte, con tassi di fruizione di musei e mostre superiori al 35 per cento. I più interessati? Secondo una tendenza invariata da anni, concludono i ricercatori, sono soprattutto persone in età scolare e la partecipazione culturale della popolazione tende a diminuire con l’età. Poco rilevanti, invece, le differenze di genere.

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