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Insospettabili e di buona famiglia: il ritratto dei due narcotrafficanti alassini foto

[thumb:15961:l]Alassio. Due giovani praticamente “insospettabili”. Nessun precedente penale e con alle spalle famiglie molto ben inserite nel tessuto economico e sociale alassino. E’ questo il ritratto di Luis Armando Rossi (nella foto a dx) e Mariano Rodriguez Venturini, i due 32enni finiti in manette con l’accusa di importazione ai fini di spaccio di droga dalla Colombia ad Alassio.

I genitori di Luis, di origine dominicana, infatti sono i proprietari di una nota pizzeria nella centralissima Piazza Partigiani ad Alassio, mentre la mamma di Mariano, di origine Colombiana, è la proprietaria di una gioielleria in via Dante, nel budello della città del Muretto.

Insomma due figli di famiglie “bene”, di immigrati che hanno saputo ritagliarsi un ruolo importante nella vita alassina e che sono molto noti in città. Spesso Luis aiutava anche la famiglia in pizzeria servendo ai tavoli o preparando le pizze. I due trentaduenni, all’apparenza ragazzi “normali” e tranquilli, avevano invece escogitato un modo semplice ed allo stesso tempo ingegnoso per mettere in piedi un’attività di narcotraffico piuttosto importante.

Il metodo era semplice: la droga veniva ordinata via mail, uno dei due andava a ritirarla direttamente a Bogotà e poi, da lì, la spediva in un pacco tramite un corriere internazionale. A quel punto non restava altro che attendere la “consegna a domicilio”. La preziosa merce era sempre nascosta con qualche oggetto “insospettabile”. Negli ultimi pacchi era infatti stata messa insieme ai cioccolatini e ad un pupazzo di Babbo Natale.[image:15959:r]

Il meccanismo insomma sembrava, nella sua semplicità, funzionare alla perfezione. I costi per i due ragazzi erano anche relativamente contenuti: nessun intermediario, solo le spese delle spedizioni e dei viaggi a Bogotà. Il traffico sembrava quindi procedere al meglio, fino a che un controllo della polizia dell’aeroporto di Londra Gatwick non ha fatto partire le indagini dei carabinieri.

Le indagini dei militari stanno comunque proseguendo perchè ci sono ancora alcuni punti da chiarire: primo fra tutti il trattamento che veniva fatto alla droga. La cocaina sequestrata è infatti liquida (primo sequestro del genere fatto in Liguria) e saranno gli esami a spiegare se questa tipologia di stupefacente poteva essere consumata così o se necessitava di una trasformazione.

Se questa seconda ipotesi fosse accertata, è altamente probabile che i due avessero qualche altro complice visto che trattare la cocaina liquida richiede un certo tipo di strumentazione e competenze. I carabinieri vogliono poi capire quale fosse il “giro” dello stupefacente una volta arrivato ad Alassio. Il quantitativo sequestrato è abbastanza elevato, troppo per essere venduto solo sulla “piazza” alassina.

Qualche risposta potrebbe darla il pc sequestrato nell’abitazione di uno dei due arrestati, ma gli investigatori stanno eseguendo dei controlli anche su tutte le spedizioni effettuate da Luis Armando Rossi e Mariano Rodriguez Venturini.

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Commenti

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  1. Fran
    Scritto da Fran

    quando si dice che i clandestini sono delinquenti si sbaglia profondamente ed io l’ho sempre detto..clandestini o regolari ed integrati LA SOSTANZA NON CAMBIA!