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Il giorno del “sì” diventa ecologico: aumentano i matrimoni “etici”

[thumb:15941:l]Il giorno del “sì” più importante della vita diventa ecologico e all’insegna del consumo responsabile e della sostenibilità ambientale. Non è solo l’idea di qualche ambientalista convinto ma sembra essere un’abitudine che tende a diffondersi sempre di più. Ecco così che il giorno più bello della vita di molte persone può evitare gli sprechi, rispettare l’ambiente e pensare ai popoli meno fortunati.

E per realizzare nozze da sogno sembra quindi che non si debba badare a spese. Ma è realmente così? La risposta è sì: un matrimonio a “cinque stelle” è possibile anche risparmiando. Si tratta del matrimonio ecologico dedicato a chi vuole avere un minor impatto sulla natura anche durante l’organizzazione delle nozze o a chi vuole lasciare un’impronta positiva sul nostro pianeta. Ma come? Stampando le partecipazioni rigorosamente su carta riciclata. Creando un giorno di festa tra banchetti biologici e passeggiate nel verde. Scegliendo il luogo del ricevimento in modo da permettere agli ospiti di raggiungerlo senza utilizzare l’auto.

Un matrimonio, dunque, all’insegna del consumo responsabile e della sostenibilità ambientale: una cerimonia etica ed ecologicamente corretta, dagli abiti al banchetto di nozze. Vestito di biopolimeri di mais biodegradabile per la sposa e completo di lino bianco per lo sposo, fiori organici per gli addobbi in chiesa e spezie e prodotti locali serviti in cesti del Mozambico per la cena, viaggio di nozze responsabile. Sono questi alcuni ingredienti del matrimonio “etico”.

Ma qual è il profilo degli sposi ecofriendly? Mediamente si tratta di giovani con una scolarizzazione alta, spesso laureati, appartenenti ad una classe sociale medio – bassa, che praticano il volontariato e frequentano le “botteghe del mondo”, i negozi che vendono prodotti d’artigianato dei paesi in via di sviluppo e garantiscono trattamenti economici equi ai produttori. U

Il primo matrimonio ecologicamente corretto al mondo si è svolto nella città di San Paolo, in Brasile. Sposi un ingegnere spagnolo e la presidentessa di una Ong di assistenza sociale brasiliana. Sposi e invitati sono arrivati a piedi, in metropolitana o in bicicletta nel parco che costeggia la centralissima Avenida Paulista. Il vestito e la tiara della sposa sono stati creati con bottiglie di plastica riciclate e confezionati da un’associazione di anziani di una favela. Ai piedi degli sposi, sandali fatti con pneumatici riciclati fabbricati da detenuti di un carcere paulista. Le fedi, invece, in oro e fibra di cocco fabbricati da una comunità indigena in Amazzonia. Il cibo servito nel ricevimento rigorosamente organico e piatti e bicchieri, naturalmente riciclabili.

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