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Finale, terzo incendio nell’abitazione di Anita Gianelli: rischio amianto foto

Finale Ligure. Le fiamme, a distanza di una settimana, sono tornate nella casa di Anita Gianelli, pensionata di origine bresciana, che risiede in una piccola abitazione in via Brunenghi a Finale Ligure. Immediato l’intervento dei vigili del fuoco allarmati dai vicini di casa che vedevano le fiamme uscire dall’unica stanza che si era salvata dal rogo della settimana scorsa.

L’anziana, sebbene l’abitazione fosse stata dichiarata inagibile, era tornata a vivere in quel tugurio in mezzo a cumuli di sporcizia ed escrementi.

La donna vive in stato di indigenza e con la pensione sociale ma, a detta dei vicini, il suo sarebbe un isolamento voluto visto che il padre era uno dei più famosi avvocati di Brescia e che i figli sono noti professionisti dell’hinterland milanese.

Sul posto sono intervenuti anche i carabinieri della vicina stazione e la polizia municipale finalese. La pensionata è stata trasportata in codice rosso al Santa Corona di Pietra Ligure in stato di intossicazione da fumo. I vicini, che hanno cercato di allontanare le fiamme gettando acqua dal terrazzo con delle pentole sono molto preoccupati: “La signora trova sempre il modo di rientrare nella sua abitazione, molto spesso causando dei danni alla nostra. Questa volta eravamo molto spaventati perchè le fiamme uscivano dalla stanza che confina con la nostra casa e temevamo che potessero espandersi anche a causa delle piante del suo giardino”.

La famiglia che risiede nella villa confinante con l’anziana signora conclude parlando del rischio amianto, presente nella casa, e che quinidi potrebbe essere un pericolo per i residenti della zona: “C’è un altro problema che va assolutamente risolto: il tetto dell’abitazione, parzialmente bruciato, è di eternit e adesso chi ci dice che non ci sia un pericolo di inquinamento? Speriamo che Anita si riprenda, ma le istituzioni devono fare qualcosa per risolvere la situazione”.

Commenti

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  1. Scritto da Tigre

    Mi spiace per la situazione dell’anziana, se le sue condizioni di vita sono quelle illustrate nell’articolo qui sopra allora c’è da vergognarsi del fatto che i servizi sociali e le istituzioni non siano ancora intervenute per aiutare la persona. Però devo anche dire che mi fa male vedere le foto dell’abitazione publicate su un sito, in fondo le condizioni dell’abitazione evidenziano uno stato di grave indigenza che dev’essere denunciato agli assistenti sociali e non esposto agli occhi ed “alle malelingue” della gente.