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Articolo n° 82607 del 29/01/2010 - 17:28

Don Lu, incidente probatorio: per la difesa 12enne “inattendibile”

Don Luciano Massaferro

Savona. “Dall’incidente probatorio sono emerse palesi, stridenti, numerose ed insanabili contraddizioni nei racconti della presunta persona offesa, contraddizioni tali da minarne definitivamente ed irrimediabilmente la credibilità ed attendibilità”.

E’ il commento a caldo di Alessandro Chirivì e Mauro Ronco, legali di Don Luciano Massaferro, sull’incidente probatorio che si è svolto oggi pomeriggio presso il Tribunale di Savona davanti al perito nominato dal gip Emilio Fois. All’audizione, nella quale è stata analizzata l’attendibilità della versione fornita dalla ragazzina ingauna, ha preso parte anche il consulente della difesa, il Professor Mario Ancona di Torino.

L’incidente probatorio disposto dal Tribunale savonese per far luce sul quadro accusatorio a carico di Don Luciano proseguirà nei prossimi due mesi con una perizia psichiatrica alla quale dovrà essere sottoposta la ragazzina che accusa il prete alassino, ancora rinchiuso in carcere a Sanremo.

Sui contenuti dell’incidente probatorio no comment da parte della Procura. “Stigmatizzo che il diritto di difesa venga svolto sui mezzi di informazione anzichè attraverso gli strumenti forniti dal procedimento giudiziario e dal processo” ha commentato ad IVG.it il procuratore capo Francantonio Granero.

Quello di oggi è stato comunque solo il primo round, anche perchè sul fronte delle indagini della Procura savonese potrebbero a breve emergere ulteriori novità: dai risultati peritali sul quarto pc e dai riscontri avuti dai recenti interrogatori.

Redazione

12 commenti a “Don Lu, incidente probatorio: per la difesa 12enne “inattendibile””
Giry ha detto..
il 29 gennaio 2010 alle 18:41

Granero è meglio che stia zitto…sono usciti nelle ultime settimane più articoli di “sospiri e voci dalla Procura” a screditare il sacerdotie sui giornali (l’ultimo oggi) che autovetture sulla A10. ^_^

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non importante ha detto..
il 29 gennaio 2010 alle 19:05

Granero è un ottimo procuratore che cerca di fare il suo lavoro.Eviterei commenti simpatici sull’attendibilità della giustizia e sulla presunta innocenza del prete.
Mi piacerebbe che invece di fare commenti di parte, per persone che non conoscono i fatti, e sfido chiunque a contraddirmi su questo, si lasciasse lavorare la magistratura e si aspettasse l’esito finale delle indagini. Posso solo dire questo: se in carcere c’è ancora vuol dire che un motivo serio ci deve essere, a prescindere da tutti i commenti e le voci di corridoio pro e contro.
Ed eviterei anche commenti del tipo: “io lo conosco bene” perchè questa è una cosa impossibile. Fatti di cronaca mostrano oscenità del tipo “figlio uccide famiglia”. Vuoi che una madre non consca il proprio figlio? Eppure è successo.
Eviterei infine commenti sulla spiritualità et similia perchè qui si parla di fatti concreti (o presunti tali) in cui la chiesa o la fede entrano poco quindi tenetevela per voi.
Aspettando la conclusione di questa vicenda mi auguro solo che Don Luciano sia effettivamente innocente (altrimenti lo chiuderei nella cella più stretta e butterei via la chiave) e soprattutto spero sinceramente che la povera bambina non abbia subito alcun tipo di violenza e che possa riprendere con serenità e sicurezza la sua vita di sempre.

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Giry ha detto..
il 29 gennaio 2010 alle 19:37

Ecco, appunto, che faccia bene il suo lavoro ed eviti di dtigmatizzare da una parte sola, perchè gli articoli dei giornali li abbiamo letti tutti.
E nessuno si erga depositario della verità, e della conoscenza.
Ah…evitiamo i soliti commenti da bar “se è in carcere un motivo c’è”, questo è si, non conoscere la legge.
Informarsi…please!!

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Giry ha detto..
il 29 gennaio 2010 alle 19:38

P.S. Io invece spero lo trovino colpevole, perchè se fosse innocente sarebbe un uomo rovinato!! Per colpa di chi?

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non importante ha detto..
il 29 gennaio 2010 alle 20:31

sì è vero li ho letti anche io gli articoli ma a quanto la mia memoria ricorda non ci sono mai state dichiarazioni di Granero ma sempre stupidissimi : “si dice che” e cose simili che trovo molto vergognose. Non è una chiacchiera da bar; ammetto la mia ignoranza in fatto di legislazione ma ho avuto modo di parlare con due amici che sono avvocati di professione. In entrambi i casi la loro conclusione è stata quella da me citata sopra: “per trattenere un cittadino in carcere sono necessarie prove non dico schiaccianti ma almeno gravi che possano permettere agli inquirenti di dubitare fortemente sulla sua estraneità ai fatti”. Tutto qui

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Skeptical ha detto..
il 29 gennaio 2010 alle 20:35

Non si è potuto non notare quanto i giornali abbiano sempre screditato la difesa di don luciano, mettendo bene in evidenza (a volte anche distorcendo il senso dei fatti oggettivi) tutti i particolari che potessero incolpare don luciano… è ovvio che il prete pedofilo venda di più che l’innocente in carcere, ma il modo spregiudicato in cui è stato fatto è abbastanza disdicevole… non faccio battute sull’innocenza del prete nè sull’operato di granero… non conosco personalmente nessuno dei due protagonisti… conosco invece tante persone che si sono fatte abbindolare da ciò che hanno letto in articoli tendenziosi su giornali di parte…!

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mrb ha detto..
il 30 gennaio 2010 alle 10:06

Ma cosa avrebbero dovuto dire i due avvocati della difesa che il don era colpevole?
Ma per favore……

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pippo ha detto..
il 30 gennaio 2010 alle 12:53

Se l’accusato fosse un albanese e la procura, in attesa di verifiche approfondite, lo lasciasse a casa, gli stessi che ora dicono “vergogna” per la detenzione strillerebbero contro la procura e il troppo garantismo.
Moltissimi di coloro che scrivono qui mi danno più l’idea di essere tifosi che non amanti della giustizia.
Lasciate lavorare gli inquirenti, nell’interesse della giustizia e quindi della nostra democrazia.

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hi-tech ha detto..
il 30 gennaio 2010 alle 16:03

..NON mi piace commentare su questo caso. Non per pregiudiziali o preconcetti, bensi in quanto non c’è molto da commentare…
Non trovo nemmeno un motivo nè per inficiare l’operato della Magistratura e difendere una persona, prima che un Prete, la cui storia personale mi è ignota, cosi’ come gli elementi di cui dispongono i giudici per detenerlo in regime di restrizione della libertà personale.
Non trovo nemmeno un motivo per ritenere giusta la detenzione in quanto non conosco i fatti se non per averli letti dai giornali.
Quindo, ritengo che sia inutile e deleterio per il buon andamento delle indagini che si inneschino fàide mediatiche in difesa dell’attore o del convenuto.
Non credo che un Giudice con la testa sul collo possa essere cosi’ giustizialista da tenere in gattabuia un Prete senzaz avere almeno uno dei elementi a supporto sui quali l’istituto della detenzione preventiva si fonda.
Non credo neppure che se la ragazzina menta si possa essere cosi’ ingenui da farsi abbindolare.
Una cosa è certa: qui non siamo in un caso di disputa condominiale nè in una infrazione al codice della strada. Occorre che in prima battuta siano fatte salvi tutti i diritti dell’accusa oltre che della difesa, non potendosi considerare paritetico il danno da una delle due parti in caso di errore del magistrato. MI spiego meglio: il danno morale subito dal Prete in caso di errata condanna sarebbe ben minore del danno della parte lesa nel caso analogo.
Accetto contestazioni.

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Bruno Pirastu ha detto..
il 30 gennaio 2010 alle 16:17

Posso ? A prescindere dalla campagna denigratoria nei confronti della Magistratura, in essere da mesi e alimentata, ovviamente, da chi ha dei conti in sospeso, vorrei solo ricordare che non basta leggere un libro , guardare un film o conoscere il Codice Civile&Penale ma bisogna, onde evitare populismi e chiacchere da bar, anche capirlo e interpretarlo. Posso non essere d’accordo con l’idraulico o il carrozziere ma prima di criticare il comportamento di un Giudice ci penso molto e spesso non mi pronuncio , specie poi se non si ha la documentazione, quella vera e certa, impossibile da avere , che Lui ha.

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Skeptical ha detto..
il 30 gennaio 2010 alle 17:27

e se mio nonno avesse le ruote sarebbe un carretto! Qui, nella realtà (e non nel regime ipotetico del “Se…”) l’accusato non è un albanese e non è stato lasciato a casa, quindi diciamo che come esempio non è proprio calzante!

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pippo ha detto..
il 3 febbraio 2010 alle 22:23

Allora lo ridico con altre parole.
Se l’accusato fosse un albanese, molti di quelli che ora difendono “a prescindere” il sacerdote direbbero: “Maledetti albanesi, per questi reati dovrebbero condannarli a morte”.
Da qui la mia osservazione (che comunque era semplice capire lo stesso): non sarebbe meglio lasciar lavorare i magistrati, che personalmente reputerò sempre capaci e responsabili, fino a prova contraria?

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