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Digitale terrestre, 2010 tra passi avanti e possibili rinvii

[thumb:15946:l]Dopo la svolta del 2009, che ha visto il 30% della popolazione italiana passare a un ambiente “all digital”, il 2010 sarà un anno di consolidamento per la tv digitale terrestre, che diventerà realtà anche per Lombardia, Piemonte orientale, Emilia Romagna, Veneto, Friuli Venezia Giulia e Liguria.

Restano però alcuni nodi da sciogliere: il calendario delle prossime tappe, che sarà definito intorno al 20 gennaio, con possibili rinvii legati in particolare alle elezioni regionali; la gara per assegnare le cinque nuove reti che si libereranno con il passaggio definitivo al digitale; la “guerra del telecomando” scatenata dalle emittenti locali. Nel 2009 quattro regioni (Valle d’Aosta, Piemonte Orientale, Lazio e Campania) e due province autonome (Trento e Bolzano), per un totale di 15,3 milioni di abitanti, sono entrate nell’universo della nuova tv, operazione che ha coinvolto 6.155 impianti di tv nazionali e locali. I possessori di decoder per il digitale terrestre hanno superato quelli con decoder per la tv satellitare e il Dtt ha raggiunto a novembre il 25% di share (secondo l’ultima Newsletter dell’associazione DGTVi).

Per le aree destinate a diventare “all digital” nel 2010 le date di switch over (il “trasloco” di Raidue e Retequattro sul digitale) e switch off (lo stop definitivo all’analogico) saranno definite intorno al 20 gennaio dal Comitato nazionale Italia digitale (Cnid). Non si esclude che in Lombardia e Piemonte orientale il passaggio, che era stato previsto nel primo semestre dell’anno, slitti alla seconda metà, per evitare concomitanze con le Regionali di marzo: è possibile dunque che tutta l’area padana spenga contemporaneamente la tv analogica dopo le elezioni e i Mondiali del Sudafrica di giugno. A chiedere il rinvio sono state, in particolare, le emittenti locali, preoccupate per le eventuali difficoltà di visione ma anche per il carico eccessivo di spot informativi, tra Dtt e elezioni.

Il Governo, intanto, ha già stanziato 53,5 milioni per la campagna di comunicazione di quest’anno. Altra partita aperta è quella per la procedura competitiva che assegnerà le cinque nuove reti nazionali del dividendo digitale (due delle quali accessibili anche a Rai, Mediaset e Telecom Italia Media, le altre tre riservate ai nuovi soggetti che vogliono entrare nel mercato tv). Le regole definite dall’Autorità per le garanzie nelle Comunicazioni sono all’attenzione della Commissione europea: dopo l’ok di Bruxelles e il varo definitivo da parte dell’Agcom, sarà il ministero a emanare bando e disciplinare di gara. Intanto le tv locali sono scese sul piede di guerra per il posizionamento sul nuovo telecomando digitale: temono infatti che il sistema di ordinamento automatico Lcn (logical channel numbering) le confini lontano dalla testa della classifica.

Un’intesa è stata raggiunta in seno all’associazione DGTVi, ma non piace a tutti gli operatori, compresi alcuni big: Sky Italia, in particolare, ha presentato un ricorso all’Autorità Antitrust. Sulla questione anche l’Agcom ha aperto un’istruttoria per verificare che l’intesa rispetti pluralismo e concorrenza.

Commenti

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  1. lui la plume
    Scritto da lui la plume

    x Antonio

    Tronchetti ha acquistato dopo ….. e’ un altro che un giorno ha detto: quanto volete? e …. ha staccato l’assegno acquistando e spiazzando i precedenti proprietari.

    Per la collocazione politica ….. indipendentemente dal censo mi pare siano collocati a sx (almeno credo).

  2. sudor
    Scritto da sudor

    Forza Spartacus!

  3. Scritto da antonio gianetto

    Una domanda: anche Tronchetti Provera, che ha dato il colpo di grazia alla Telecom, era un sinistro?

  4. Bruno Pirastu
    Scritto da Bruno Pirastu

    Come in Goliardia , andando per Bolli, ho iniziato ad interessarmi alla trattazione dei dati negli anni ’60 grazie a quel Maestro che fu Silvio Ceccato.Poche cose, allora come oggi , vedi gli 800mln che non ci sono per la Bada Larga, il sapere in modo nuovo e condiviso non è mai stato un interesse prioritario per uno stato dove valgon più grembiulini e riverenze al Signor Direttore. A chi stà al piano superiore interessa solo il mercato ed il mercato è fatto di piccoli o radicali cambiamenti che permettono di svuotare i magazzini o di superare la concorrenza. Così anziche vedere il progresso nell’uso positivo e accorto per la crescita culturale delle nuove tecnologie oggi lo si consuma per poter seguire il Grande Fratello, le partite di Calcio e ricevere le suonerie. Chi finanzia il mercato oggi sono i consumatori che comprando i prodotti sponsor , convinti di vedere poi AGRATIS le trasmissioni, fanno felici chi gestisce anche il mercato delle tecnologie … e qui entra in scena la POLITICA che non cerca tanto l’innovazione quanto la tutela delle rendite dei signorotti. Ovviamente egli scudi si alzano quando si parla di comunicazione non commerciale ma di informazione, allora si che INTERNET è come il Rock uno strumento del Diavolo , dove il popolo non è pronto a gestirsi autonomamente il suo sapere ma ha bisogno di guide e supporti, magari con la De Filippi & C., o di Guru come Santoro.

  5. Scritto da antonio gianetto

    la storia della privatizzazione telecom: http://spazioinwind.libero.it/cobas/econosua/telecom.htm
    Peccato che il Berlusconi ha scelto la stessa persona per privatizzare l ‘ Alitalia.
    Mi sa che siamo nella merda fino agli occhi e di differenze tra Silvio e Massimo ne vedo poche.