IVG.it -  Notizie in tempo reale, news a Savona, IVG: cronaca, politica, economia, sport, cultura, spettacolo, eventi ...

Danni mareggiata, Borgo (SIB): “Basta tamponare, serve progetto strutturale”

[thumb:15916:l]Savona. Non è solo un problema savonese quello della mareggiata che ieri si è abbattuta sulla nostra regione, da ponente a levante, nessuna zona esclusa. Un’emergenza che lascia dietro di sè danni e polemiche. Come quelle di chi chiede progetti veri che sappiano scongiurare il peggio, e non solo temporanee soluzioni tampone.

“E’ stata una mareggiata incredibile ed imprevista – commenta il presidente del Sindacato Italiano Balenari (SIB), Riccardo Borgo – con conseguenze drammatiche sia per il litorale che per gli stabilimenti balneari. Le barriere di sabbia costruite a Savona, ad esempio, non sono servite a nulla e sono state spazzate via, così come i ripascimenti dell’ultimo periodo che sono stati completamente divorati dal mare in burrasca. In molti tratti di costa non c’è nemmeno più traccia della sabbia. Analizzeremo la situazione in un paio di giorni e poi faremo pressioni perchè si decida di attuare un piano per la protezione dell’arenile.”

“E’ giusta la decisione della Regione di chiedere immediatamente lo stato di calamità naturale, ma si deve prendere coscienza del problema e smettere di agire con provvedimenti tampone, bensì pensare ad un progetto strutturale per salvaguardare le coste da cui, non dimentichiamolo, dipende il presente e futuro economico di buona parte della Liguria” conclude Borgo.

Commenti

L'email è richiesta ma non verrà mostrata ai visitatori. Il contenuto di questo commento esprime il pensiero dell'autore e non rappresenta la linea editoriale di IVG.it, che rimane autonoma e indipendente. I messaggi inclusi nei commenti non sono testi giornalistici, ma post inviati dai singoli lettori che possono essere automaticamente pubblicati senza filtro preventivo. I commenti che includano uno o più link a siti esterni verranno rimossi in automatico dal sistema.

  1. Scritto da antonio gianetto

    Questo bisognerebbe chiederlo a quelli dell’ Emilia Romagna, loro sono molto ben informati! Oppure a quelli di Dubai che usano questa tecnica per costruire in mare, prelevando miliardi di m3 di sabbia: http://it.wikipedia.org/wiki/Palm_Islands
    Vorrei far presente che quando si ampliano le strutture portuali per poter aumentare i volumi di traffico, i soldi finiscono in gran parte nelle casse dello stato, quando poi accertiamo che queste opere arrecano danni alle nostre spiagge, sembrerebbe che, per rimediare, dovremmo essere noi a tirare fuori i soldi , questo, a prescindere da chi è al governo. Anche per Pegli incastato tra 2 porti, si tenta di risolvere col la diga soffolta, ma non tutti sono d’ accordo. Oggi sul secolo XIX web: http://ilsecoloxix.ilsole24ore.com/p/genova/2010/01/04/AMisoFGD-difendere_abbiamo_soldi.shtml
    Sotto l’ articolo ci sono altri interessanti links

  2. Bandito
    Scritto da Bandito

    Dragare 2 milioni di metri cubi di sabbia non produce effetti sull’ambiente sottomarino?

  3. Scritto da antonio gianetto

    @ GBC Noi Italiani, ogni volta che cerchiamo di risolvere un problema, con la nostra impreparazione, finiamo di peggiorare le cose! Ormai sembra certo che il modo, più in uso, sia quello di evitare di intervenire con scogliere e sbarramenti, ma cercare di riportare le coste come erano prima dell’ erosione. Allo stato attuale, sembra che, il modo più utilizzato sia quello del ripascimento con sabbie provenienti da cave marine. Chi ha iniziato con questa tecnica, continua a portarla avanti.
    A questo indirizzo può vedere tre foto, di una spiaggia della Florida, prima, dopo e come viene pompata la sabbia sulla spiaggia. Come vede non vengono neppure creati problemi al traffico cittadino: http://en.wikipedia.org/wiki/Beach_nourishmenthttp://www.csc.noaa.gov/beachnourishment/
    Come può ben vedere altrove affrontano il problema in modo molto serio. Come ho segnalato è dal 2002 l’ Emilia Romagna va avanti con questa tecnica, sicuramente, ora, sono molto ben preparati in materia. Ci fu un importante convegno a Genova nell’ ottobre 2007 che perlava dell’ argomento e ci consigliava che cosa dovevamo fare: “”””Sabbia dal fondo del mare per le spiagge savonesi
    La costa della riviera di Ponente potrebbe cambiare faccia già nell’estate del 2009
    grazie al ripascimento delle spiagge con sabbia proveniente da giacimenti sottomarini: la notizia è emersa nel convegno internazionale sulla difesa dei litorali in corso al Galata-Museo del mare e che raccoglie gli esperti del progetto europeo BEACHMED-e.
    «Abbiamo trovato un giacimento molto cospicuo di sabbia a cinquanta metri di profondità al largo della costa tra Loano e Albenga – ha spiegato la responsabile di BEACHMED-e per la Regione Liguria, Corinna Artom, stamani a margine del convegno – si tratta di due milioni di metri cubi di sabbia che potrebbero servire per vari interventi di ripascimento nel savonese, ad esempio nel tratto di costa tra
    Albenga e Ceriale, a valle della linea ferroviaria, ormai roccioso a causa delle erosioni».
    Artom spiega che «trovare i giacimenti ha un costo già di per sé, perché le indagini sono costose, vanno fatte delle campagne geosismiche, tomografie e quindi il carotaggio per il prelevamento dei campioni. Per cui i costi per trovare il giacimento del ponente ligure ad esempio si sono aggirati sui 120 mila euro, ma abbiamo trovato una sabbia davvero fine».
    In compenso, una volta trovato il tesoro, «è conveniente dragare una quantità alta di materiale, per cui alla fine i costi potrebbero scendere sotto i 10 euro a metro cubo, quando in altri siti se ne sono spesi anche 30 a metro cubo».
    La Liguria non sarebbe la prima regione a sperimentare le draghe che risucchiano la sabbia anche a 100 metri di profondità: lavori simili sono già stati fatti in Emilia-Romagna, Lazio e Veneto. Dopo la costa di Ponente («sarebbe un successo iniziare i lavori la prossima estate per completare le spiagge per il 2009», ha detto Artom), si passerà alla riviera di Levante.
    Ambiente: convegno al Galata-Museo del mare a Genova
    Oggi e domani al Galata-Museo del mare a Genova si tiene un convegno sugli obiettivi del progetto
    europeo Beachmed-e 2005-2008: mappatura dell’erosione della costa a causa dei cambiamenti climatici, tutela del litorale e studio di nuovi strumenti normativi.
    Al progetto Beachmed-e, che ha un budget di 7,5 milioni di euro da utilizzare tra il 2005 e il 2008,
    partecipano in questa seconda fase le regioni Liguria, Lazio, Emilia-Romagna e Toscana e regioni di
    Francia, Spagna e Grecia, oltre a centri di ricerca e università e ancora la regione Veneto, le Marche e il
    parco del Delta del Po tra i partner osservatori.
    Il progetto si pone al primo posto in Europa in quanto a finanziamenti concessi dall’Unione europea per
    studi sistematici relativi alle coste. La conferenza di oggi e domani al Galata-Museo del mare è un
    momento di verifica della rete che ha cominciato a costituirsi già nel 2002.
    «È una rete regionale e internazionale che ha attirato man mano le regioni più all’avanguardia e quelle
    che hanno intenzione di agire con forza presso i loro governi – ha detto il capofila del progetto Paolo
    Lupino della Regione Lazio – Gli obiettivi sono prima di tutto trovare strumenti tecnici per le
    amministrazioni pubbliche (mappe, dati e studi) al fine di fronteggiare i fenomeni legati ai cambiamenti climatici (erosione o innalzamento delle acque); secondo, proteggere la costa dalle costruzioni abusive e infine aggiornare gli strumenti normativi e legislativi».
    L’esperto spiega che «per esempio non esiste ancora in Italia una normativa per il dragaggio delle sabbie sottomarine». Uno dei primi campi di studio sarà quindi la difesa della costa e il monitoraggio
    dell’intensificarsi degli eventi marini (mareggiate o innalzamento delle acque) sui quali non esiste ancora un database italiano, anche se fortunatamente, hanno precisato gli esperti, il Mediterraneo sembra non subire fenomeni di innalzamento delle acque preoccupanti. Quindi continueranno i ripascimenti delle spiagge in diverse regioni italiane col dragaggio delle sabbie sottomarine come già sperimentato in Lazio, Emilia-Romagna e Veneto. “””””

  4. leva1974
    Scritto da leva1974

    X Cepollina:
    anch’io sono di Loano: la mareggiata quest’anno ha semplicemente colpito più a levante; la diga può aiutare, forse, tant’è che l’anno scorso a Loano almeno una decina di stabilimenti avevano subito ingenti danni (chiedi ai miramare). Inoltre, a Loano, più che la diga è stata criticata la sabbia che è stata aggiunta che è brutta (grigio/nera!!!), tagliente e scottante… semplicemente non è sabbia, ma pietrisco frantumato!
    Poi la passeggiata a mare merita un discorso a parte, perchè qui entro nel soggettivo: a me personalmente piacerebbe di più una passeggiata meno impattante (senza cemento armato per intenderci) semplicemente con una pista ciclabile ed una passeggiata pedonale, assolutamente senza auto, ma ripeto, a me, e solo a me, piacciono i lungomare stile Alassio o Laigueglia, non pretendo che tutti la pensino come me :-)
    Ti invito però ad immagginare il nostro fronte mare con le palme, la spiaggia a livello della passeggiata ed una pista ciclabile….

  5. hi-tech
    Scritto da hi-tech

    ancora: Solfonitrica: le strutture non-temporanee e non-rimovibili che gli intraprendenti gestori degli arenili PUBBLICI hanno realizzato sul SUOLO DI TUTTI forse…nella loro distorta visione della cosa PUBBLICA dovevano servire proprio a rafforzare la loro delirante e arrogante logica con la quale credevano di poter detenere in maniera “estorsiva” le concessioni, avute con sistemi tutto fuorchè trasparenti, per sempre.
    Hanno ottenuto una semplice clientelare proroga ma le cose non andranno sempre come immaginano loro. Anche se non sono abituati, dovranno concorrere con altri a gare con evidenza pubblica per riprendersi le loro spiaggette. Se non accadrà nel governo che regge loro la coda….si verifichrerà cretamente con il prossimo…piu’ democratico!!!! Tanti Auguri.