Danni mareggiata, Borgo (SIB): “Basta tamponare, serve progetto strutturale”
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Savona. Non è solo un problema savonese quello della mareggiata che ieri si è abbattuta sulla nostra regione, da ponente a levante, nessuna zona esclusa. Un’emergenza che lascia dietro di sè danni e polemiche. Come quelle di chi chiede progetti veri che sappiano scongiurare il peggio, e non solo temporanee soluzioni tampone.
“E’ stata una mareggiata incredibile ed imprevista – commenta il presidente del Sindacato Italiano Balenari (SIB), Riccardo Borgo – con conseguenze drammatiche sia per il litorale che per gli stabilimenti balneari. Le barriere di sabbia costruite a Savona, ad esempio, non sono servite a nulla e sono state spazzate via, così come i ripascimenti dell’ultimo periodo che sono stati completamente divorati dal mare in burrasca. In molti tratti di costa non c’è nemmeno più traccia della sabbia. Analizzeremo la situazione in un paio di giorni e poi faremo pressioni perchè si decida di attuare un piano per la protezione dell’arenile.”
“E’ giusta la decisione della Regione di chiedere immediatamente lo stato di calamità naturale, ma si deve prendere coscienza del problema e smettere di agire con provvedimenti tampone, bensì pensare ad un progetto strutturale per salvaguardare le coste da cui, non dimentichiamolo, dipende il presente e futuro economico di buona parte della Liguria” conclude Borgo.
16 commenti a “Danni mareggiata, Borgo (SIB): “Basta tamponare, serve progetto strutturale””
qui ho segnalato alcuni links sugli interventi fatti in Emilia Romagna: http://www.ivg.it/2010/01/02/forte-mareggiata-nel-savonese-allagamenti-e-danni-maggiori-a-finale-e-pietra/ . E’ dal novembre del 2006, quando comparvero questi articoli sul Secolo XIX: http://edicola.ilsecoloxix.ilsole24ore.com/secolo_NotiziaArchivio.asp?idnotizia=513949&idcategoria=592&giorno=25&mese=11&anno=2006
Che segnalai al Nostro Sindaco, dopo aver letto queste Sue parole: «Non sono un tecnico, non ho motivo né gli strumenti per giudicare questo progetto che è stato commissionato da tempo e sviscerato a dovere. Se l’Autorità portuale lo ha presentato, con l’accordo dei bagni marini, significa che porterà benefici e quindi come Amministrazione abbiamo tutto l’interesse a spingerlo e velocizzarlo». Vorrei ricordare che quegli studi effettuati dall’ Università di Padova furono contestati dall’ Università di Genova, ( Il progetto dei “pennelli” per l’Università è dannoso dal secolo xix web del 21.11.2006 ) e bocciati dalla Regione Liguria, le misure che dal 2002 avevano adottato in Emilia Romagna. Pure il CNR, pochi mesi prima che Savona aveva presentato il progetto dei moletti, era intervenuto, su questo tipo di opere: “”"” Il quadro delle nostre coste è allarmante in quanto la gran parte dei tratti che non risultano in erosione deve la propria stabilità a massicce opere di difesa, che modificano l’ambiente e il paesaggio costiero, rendono più difficile l’uso balneare della spiaggia e inducono spesso l’erosione nei tratti di costa adiacenti. Ne è un esempio la breve costa molisana: dei suoi 36 km, ben 25 sono difesi da scogliere; nonostante ciò su 22 km di spiagge 20 km sono in erosione (91%)”"”"” : http://www.cnr.it/cnr/news/CnrNews?IDn=1491
Non state a preoccuparvi ….. puntuali prima della stagione turistica arriveranno i meravigliosi sassetti sulla spiaggia.
(almeno fintanto che non si sostituiranno “alcuni” responsabili con altri ….. tanto peggio di cosi non si puo’ trovare sul mercato ….)
Riporto un commento segnalato qui: http://ilsecoloxix.ilsole24ore.com/p/savona/2010/01/02/AM66HxFD-riviere_aurelia_acqua.shtml
02/01/2010 14:28 +mauser+
Vivo nella zona a ponente di Savona e questi disastri derivano dall’uso impropio degli arenili, in questi ultimi anni ho assistito ad una cementificazione scriteriata, vedi impianti balneari, dove ho il ricordo in questi siti di poderose mareggiate che ogni tanto si abbattevano, però secondo voi la colpa e della natura……………………..?
da il secolo web di oggi: “”" Al danno si aggiunge la beffa dei risarcimenti, previsti se venisse dichiarato lo stato di calamità naturale come proposto dall’assessore alle infrastrutture della Regione Liguria Carlo Ruggeri. «Stiamo ancora aspettando quelli della mareggiata del 2008» dicono i gestori degli Iris..
«Questa è sempre stata la zona più colpita – spiegano ai bagni Aurora – negli altri stabilimenti balneari le dune hanno un po’ fermato il mare ma qui, agli Iris e in parte ai Savona sono state spazzate via. L’acqua è entrata dappertutto. I locali a piano terra sono allagati. E’ tutto da buttare. Ogni anno è la stessa storia. Vogliono chiedere lo stato di calamità naturale come nel 2008? Facciano pure, ma noi i soldi per i danni della mareggiata di quell’anno, decine di migliaia di euro, dobbiamo ancora vederli»
Ma se a subire i danni sono solo gli stabilimenti balneari, mi sembra che chi li aveva autorizzati, potrebbe aver sottovalutato il problema. Se poi, come presumo io, la situazione si è aggravata dopo la costruzione della diga del porto di Vado Ligure, allora bisognerebbe prendersela con chi ha fatto gli studi idrodinamici. E’ stata la famosa Università di Padova? Dopo aver visto il Suo progetto dei moletti e gli studi sulla Margonara, nutro qualche riserva; non ho la pretesa di passare per un esperto, ma su quest’ ultimo studio, dopo averlo visionato sono rimasto fulminato. Possibile che non sia stato preso in esame, quanto potrebbe succedere all’ interno del porto, dove ormeggiano le navi da crociera, dopo aver costruito davanti all’ imboccatura un kilometro di diga? Questi miei dubbi li ho segnalati a chi, nell’ Università, aveva effettuato gli studi idrodinamici. Sicuramente, per Loro, le cose vanno bene così!
Sarà che avendo passato 25,5 anni ( effettivi ) della mia vita sopra il mare, rischiando numerose volte la vita, forse sono rimasto condizinato, nel mio modo di ragionare. da questa scritta, sempre ben visibile, su ogni nave: ” SAFETY FIRST “.
La tanto vituperata diga soffolta di Loano ancora una volta ha protetto gli arenili della città e i danni della mareggiata sono stati limitati. Coloro che negli anni hanno criticato ferocemente quest’opera farebbero meglio a dichiare pubblicamente che hanno sbagliato.
La spiaggia è raddoppiata, permettendo la realizzazione di strutture balneari fisse al di sotto della passeggiata, i loanesi ed i turisti possono godersi la vista del mare tutto l’anno perchè sono sparite le “cabine” estive in legno e in caso di mareggiata invernale la città è protetta…
Forse questo è un “intervento strutturale” da prendere ad esempio
Certamente che una diga protegge, il problema è che il mare che batte sulla diga, non viene attenuato, come accade quando frange sulla spiaggia, perdendo vigore, anche, per effetto dell’ attrito sui bassi fondali.
Quando batte su una diga, con alto fondale, la massa d’ acqua respinta, va a rinforzare il mare ai lati della diga stessa ( somma vettoriale delle forze ) , e, a pagarne le conseguenze sono gli altri.
Questo lo si potrebbe capire, da quanto dichiato dal CNR: ……..e inducono spesso l’erosione nei tratti di costa adiacenti. In pratica se la passano bene quelli che sono protetti dalla diga, per gli altri, invece, vale la legge del Menga. La spiaggia delle Fornaci è una di queste. Pochi giorni prima del disastro avevo fatto delle fotografie, le ho messe in video: http://www.youtube.com/watch?v=YjnrL1W3TQ0
@ Antonio – credo che quello che tu dici valga soprattutto per dighe emerse, tipo porti o frangiflutti. La diga a protezione della spiaggia di Loano , che si estende dal porto all’altezza della stazione ferroviaria, e’ soffolta, cioe’ sommersa a circa un metro sotto il livello del mare. Quindi “frange” l’onda a circa 70 metri da riva ma poi l’onda stessa giunge a terra seppur attenuata. In pratica la forza del mare e’ attenuata non deviata.
L’erosione delle nostre coste è un fenomeno che non si è verificato per alcuni milioni di anni e ha continuato ad essere inesistente fino a circa 30-40 anni fa (basta vedere le foto dei primi decenni del 900). Ora in 20 anni il litorale sabbioso sarebbe completamente sparito se non ci fossero i ripascimenti.
In vent’anni è accaduto qualcosa che non si è verificato nel corso di intere ere geologiche.
Perchè? Forse perchè in questi ultimi decenni abbiamo irregimentato tutti i corsi d’acqua per poter costruire fino sulle sponde, riducendo l’apporto di sedimenti che le piene portavano sulle spiaggie, abbiamo fatto un porto ogni 6/7 km di costa, cambiando il moto ondoso, abbiamo distruttocon l’uso delle reti a strascico una prateria di posidonia che correva ininterrotta da ventimiglia a La Spezia e che come è noto è la prima difesa della costa dall’erosione.Adesso, continuando a fare gli apprendisti stregoni, pretendiamo di arginare la furia del mare con pennelli e dighe soffolte. Pecchiamo di presunzione sperando di cambiare la natura per i nostri interessi siano essi edilizi o balneari. Cerchiasmo piuttosto di capire come riparare i danni fatti e umilmente cominciamo a limitare i nostri appetiti tentano, se possibile di invertire la rotta. Ancora una considerazione: se fosse stata rispettata la legge sull’arenile non ci sarebbero state costruzioni da danneggiare, sul demanio marittimo infatti i gestori di stabilimenti balneari, proprio perchè non proprietari ma solo concessionari, non potrebbero creare strutture fisse ma solo edificazioni rimuovibili durante l’inverno. Sembra incredibile, visto cosa c’è sulle nostre spiaggie, ma è così.
Come sempre Giannetto è puntuale, preciso, documentato, mai aggressivo. A lui tutta la mia ammirazione e stima.
EROSIONE…..
non si può fare del terrorismo……
le parole vanno documentate
“”"”"”erosione inesistente per milioni di anni!!!!!!!!
ma dove hai letto queste cose????
contraddicono tutti i testi di geologia
a noli ci sono ancora le bitte in pietra ove venivano
legate le barche a pochi metri dalle case
ora la costa è a ottanta metri dalle case
un unico molo ha fatto il futuro di noli
Ottimo e provvidenziale chiarimento del chiarissimo Gianetto. Grazie anche a solfonitrica per l’esaustiva risposta.
Inutile cercare di far capire a chi ha pemesso che i privati come a Loano realizzassero opere di tale impatto come il nauti-mostro del Porto, la loro diga soffolta serve certamente a Loano ma assieme all’anziddetto contribuiscono ad incrementare l’erosione degli arenili a levante….
Naturalmente, dall’alto delle conoscenze scientifiche del suo scranno, l’autorevoe e chiarissimo professor Cepollina ci vorrà certamente dimostrare il contrario. Come diversamente potrebbe essere?
ancora: Solfonitrica: le strutture non-temporanee e non-rimovibili che gli intraprendenti gestori degli arenili PUBBLICI hanno realizzato sul SUOLO DI TUTTI forse…nella loro distorta visione della cosa PUBBLICA dovevano servire proprio a rafforzare la loro delirante e arrogante logica con la quale credevano di poter detenere in maniera “estorsiva” le concessioni, avute con sistemi tutto fuorchè trasparenti, per sempre.
Hanno ottenuto una semplice clientelare proroga ma le cose non andranno sempre come immaginano loro. Anche se non sono abituati, dovranno concorrere con altri a gare con evidenza pubblica per riprendersi le loro spiaggette. Se non accadrà nel governo che regge loro la coda….si verifichrerà cretamente con il prossimo…piu’ democratico!!!! Tanti Auguri.
X Cepollina:
anch’io sono di Loano: la mareggiata quest’anno ha semplicemente colpito più a levante; la diga può aiutare, forse, tant’è che l’anno scorso a Loano almeno una decina di stabilimenti avevano subito ingenti danni (chiedi ai miramare). Inoltre, a Loano, più che la diga è stata criticata la sabbia che è stata aggiunta che è brutta (grigio/nera!!!), tagliente e scottante… semplicemente non è sabbia, ma pietrisco frantumato!
Poi la passeggiata a mare merita un discorso a parte, perchè qui entro nel soggettivo: a me personalmente piacerebbe di più una passeggiata meno impattante (senza cemento armato per intenderci) semplicemente con una pista ciclabile ed una passeggiata pedonale, assolutamente senza auto, ma ripeto, a me, e solo a me, piacciono i lungomare stile Alassio o Laigueglia, non pretendo che tutti la pensino come me :-)
Ti invito però ad immagginare il nostro fronte mare con le palme, la spiaggia a livello della passeggiata ed una pista ciclabile….
@ GBC Noi Italiani, ogni volta che cerchiamo di risolvere un problema, con la nostra impreparazione, finiamo di peggiorare le cose! Ormai sembra certo che il modo, più in uso, sia quello di evitare di intervenire con scogliere e sbarramenti, ma cercare di riportare le coste come erano prima dell’ erosione. Allo stato attuale, sembra che, il modo più utilizzato sia quello del ripascimento con sabbie provenienti da cave marine. Chi ha iniziato con questa tecnica, continua a portarla avanti.
A questo indirizzo può vedere tre foto, di una spiaggia della Florida, prima, dopo e come viene pompata la sabbia sulla spiaggia. Come vede non vengono neppure creati problemi al traffico cittadino: http://en.wikipedia.org/wiki/Beach_nourishment – http://www.csc.noaa.gov/beachnourishment/
Come può ben vedere altrove affrontano il problema in modo molto serio. Come ho segnalato è dal 2002 l’ Emilia Romagna va avanti con questa tecnica, sicuramente, ora, sono molto ben preparati in materia. Ci fu un importante convegno a Genova nell’ ottobre 2007 che perlava dell’ argomento e ci consigliava che cosa dovevamo fare: “”"”Sabbia dal fondo del mare per le spiagge savonesi
La costa della riviera di Ponente potrebbe cambiare faccia già nell’estate del 2009
grazie al ripascimento delle spiagge con sabbia proveniente da giacimenti sottomarini: la notizia è emersa nel convegno internazionale sulla difesa dei litorali in corso al Galata-Museo del mare e che raccoglie gli esperti del progetto europeo BEACHMED-e.
«Abbiamo trovato un giacimento molto cospicuo di sabbia a cinquanta metri di profondità al largo della costa tra Loano e Albenga – ha spiegato la responsabile di BEACHMED-e per la Regione Liguria, Corinna Artom, stamani a margine del convegno – si tratta di due milioni di metri cubi di sabbia che potrebbero servire per vari interventi di ripascimento nel savonese, ad esempio nel tratto di costa tra
Albenga e Ceriale, a valle della linea ferroviaria, ormai roccioso a causa delle erosioni».
Artom spiega che «trovare i giacimenti ha un costo già di per sé, perché le indagini sono costose, vanno fatte delle campagne geosismiche, tomografie e quindi il carotaggio per il prelevamento dei campioni. Per cui i costi per trovare il giacimento del ponente ligure ad esempio si sono aggirati sui 120 mila euro, ma abbiamo trovato una sabbia davvero fine».
In compenso, una volta trovato il tesoro, «è conveniente dragare una quantità alta di materiale, per cui alla fine i costi potrebbero scendere sotto i 10 euro a metro cubo, quando in altri siti se ne sono spesi anche 30 a metro cubo».
La Liguria non sarebbe la prima regione a sperimentare le draghe che risucchiano la sabbia anche a 100 metri di profondità: lavori simili sono già stati fatti in Emilia-Romagna, Lazio e Veneto. Dopo la costa di Ponente («sarebbe un successo iniziare i lavori la prossima estate per completare le spiagge per il 2009», ha detto Artom), si passerà alla riviera di Levante.
Ambiente: convegno al Galata-Museo del mare a Genova
Oggi e domani al Galata-Museo del mare a Genova si tiene un convegno sugli obiettivi del progetto
europeo Beachmed-e 2005-2008: mappatura dell’erosione della costa a causa dei cambiamenti climatici, tutela del litorale e studio di nuovi strumenti normativi.
Al progetto Beachmed-e, che ha un budget di 7,5 milioni di euro da utilizzare tra il 2005 e il 2008,
partecipano in questa seconda fase le regioni Liguria, Lazio, Emilia-Romagna e Toscana e regioni di
Francia, Spagna e Grecia, oltre a centri di ricerca e università e ancora la regione Veneto, le Marche e il
parco del Delta del Po tra i partner osservatori.
Il progetto si pone al primo posto in Europa in quanto a finanziamenti concessi dall’Unione europea per
studi sistematici relativi alle coste. La conferenza di oggi e domani al Galata-Museo del mare è un
momento di verifica della rete che ha cominciato a costituirsi già nel 2002.
«È una rete regionale e internazionale che ha attirato man mano le regioni più all’avanguardia e quelle
che hanno intenzione di agire con forza presso i loro governi – ha detto il capofila del progetto Paolo
Lupino della Regione Lazio – Gli obiettivi sono prima di tutto trovare strumenti tecnici per le
amministrazioni pubbliche (mappe, dati e studi) al fine di fronteggiare i fenomeni legati ai cambiamenti climatici (erosione o innalzamento delle acque); secondo, proteggere la costa dalle costruzioni abusive e infine aggiornare gli strumenti normativi e legislativi».
L’esperto spiega che «per esempio non esiste ancora in Italia una normativa per il dragaggio delle sabbie sottomarine». Uno dei primi campi di studio sarà quindi la difesa della costa e il monitoraggio
dell’intensificarsi degli eventi marini (mareggiate o innalzamento delle acque) sui quali non esiste ancora un database italiano, anche se fortunatamente, hanno precisato gli esperti, il Mediterraneo sembra non subire fenomeni di innalzamento delle acque preoccupanti. Quindi continueranno i ripascimenti delle spiagge in diverse regioni italiane col dragaggio delle sabbie sottomarine come già sperimentato in Lazio, Emilia-Romagna e Veneto. “”"”"
Dragare 2 milioni di metri cubi di sabbia non produce effetti sull’ambiente sottomarino?
Questo bisognerebbe chiederlo a quelli dell’ Emilia Romagna, loro sono molto ben informati! Oppure a quelli di Dubai che usano questa tecnica per costruire in mare, prelevando miliardi di m3 di sabbia: http://it.wikipedia.org/wiki/Palm_Islands
Vorrei far presente che quando si ampliano le strutture portuali per poter aumentare i volumi di traffico, i soldi finiscono in gran parte nelle casse dello stato, quando poi accertiamo che queste opere arrecano danni alle nostre spiagge, sembrerebbe che, per rimediare, dovremmo essere noi a tirare fuori i soldi , questo, a prescindere da chi è al governo. Anche per Pegli incastato tra 2 porti, si tenta di risolvere col la diga soffolta, ma non tutti sono d’ accordo. Oggi sul secolo XIX web: http://ilsecoloxix.ilsole24ore.com/p/genova/2010/01/04/AMisoFGD-difendere_abbiamo_soldi.shtml
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GIUSTO!
… a proposito: mi si è rotta la marmitta della mia auto. Non è che si potrebbe fare qualcosa anche per me3 anche se non ho partita IVA?