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Chirurgia ginecologica, il San Paolo collabora con l’Università di Lione foto

[thumb:94:l]Savona. Nel 2009, presso la struttura complessa Ostetricia e Ginecologia dell’ospedale San Paolo di Savona, diretta da Salvatore Garzarelli, sono state operate 16 pazienti per tumori dell’ovaia trattate con un protocollo impostato sulla multidisciplinarietà.

Il tumore all’ovaia è di difficile prevenzione e diagnosi precoce. Il trattamento del tumore dell’ovaio è essenzialmente chirurgico e prevede l’asportazione dell’ovaio colpito, della tuba uterina di Falloppio corrispondente o di tutti gli organi riproduttivi, a seconda del tipo e della diffusione del tumore. Dopo l’intervento, viene generalmente prescritta una chemioterapia, per distruggere ogni piccola cellula di tumore residuo.[image:16022:r]

Secondo gli insegnamenti della Scuola di Roma viene effettuata una valutazione da un punto di vista multidisciplinare (anatomo patologo, oncologo, radioterapista, chirurgo generale, chirurgo epatobiliare…), circa l’operabilità chirurgica sulle prospettive future di qualità della vita.

Grazie ad una proficua collaborazione tra la struttura diretta da Garzarelli e la prestigiosa Università di Lione, un tempo diretta dal collega D’Argent, rinsaldata da Stefano Bogliolo che proprio a Lione ha lavorato un anno, quest’oggi l’equipe savonese ha accolto Patrice Mathevet in visita a Savona per un’operazione unica in Italia.

Una paziente, sottoposta a esportazione ovarica, avendo risposto in modo positivo alla chemioterapia successiva è stata sottoposta a intervento per l’asportazione di tutti i linfonodi lombo aortici e questo senza chirurgia invasiva, senza neanche passare attraverso il peritoneo usando la video laparoscopia. Le prospettive di vita della paziente dopo un intervento del genere sono a questo punto favorevoli.

Si tratta di un’assoluta novità in Italia e il ponte tra Savona e Lione sarà in futuro rinsaldato verso una sempre maggiore collaborazione per imparare a conoscere e utilizzare in favore dei pazienti le nuove opportunità che la tecnologia offre nella lotta contro i tumori.

Nell’immagine, Stefano Bogliolo, Patrice Mathevet e Silvia Beccatini.

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