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Bonifica Acna, il Commissario Romano: “Ora manca solo accordo transattivo con Eni” foto

Savona. “Oggi un percorso iniziato tanto tempo fa, nel 2000, si chiude con la certificazione di avvenuta bonifica. Questo significa che da questo momento in poi tutte le aree sono fruibili e quindi disponibili per eventuali insediamenti di ogni ordine”. Sono state queste, stamattina, le prime parole pronunciate, in collegamento telefonico, nella conferenza di presentazione dei risultati finali dell’opera di bonifica che ha interessato il sito dell’ex stabilimento Acna di Cengio-Saliceto dal Commissario Delegato Giuseppe Romano.

“Quello che manca ancora però – ha proseguito Romano – è la possibilità della scissione delle aree, per cui non ci dovrebbero essere più remore a quella ipotesi di accordo transattivo che dovremmo fare con Eni. Azienda con la quale ho avuto l’occasione di parlare qualche giorno fa, tramite l’amministratore delegato, che mi ha detto che lunedì prossimo presenterà questa sua richiesta al ministero dell’ambiente”.

“La Regione Liguria è d’accordo, l’amministrazione provinciale di Savona anche, il sindaco di Cengio è sulla stessa linea, manca, e non vedo la ragione per la quale non debba fare sistema, la Regione Piemonte che per certi versi fino ad oggi ha fatto qualche resistenza. Questo perché ha qualche preoccupazione su questa ipotesi di accordo transattivo” spiega ancora il Commissario delegato.

“L’ipotesi di accordo transattivo, lo rammento, riguarda la possibilità di ottenere una rinuncia da parte della gestione commissariale del Ministero dell’Ambiente alla richiesta di danno ambientale presentata presso il Tribunale di Genova dietro cessione delle aree. Questo accordo se concluso in tempi brevi, aldilà del fatto che poi bisognerebbe metterlo in istruttoria, potrebbe consentire il rilancio della Valbormida con ricadute che non riguardano solo la Liguria ma anche il Piemonte. Non dobbiamo dimenticare che la contiguità territoriale fa diventare questa un’area unica, senza distinzioni tra territorio Ligure e Piemontese” aggiunge Romano.

Il Prefetto Romano ha risposto anche ad una domanda a proposito della procedura di infrazione aperta dalla Commissione europea per non aver rispettato completamente la normativa ambientale europea nella riabilitazione dell’ex sito industrialea. Bruxelles aveva avviato il provvedimento verso il nostro Paese per mancanza di valutazione d’impatto ambientale rispetto a determinati progetti che rientrano nell’allegato uno del programma di riabilitazione dell’ex sito industriale.

“Su questo argomento siamo al punto che sono state mandate tutte le documentazioni del caso, ma c’è un equivoco di fondo ovvero che la commissione europea ha ritenuto che si trattasse di una discarica ma una discarica non era. Per cui non occorreva anche l’impatto ambientale” osserva il commissario delegato.

“La storia dell’infrazione è una questione che va seguita con attenzione per dare anche tutte le giustificazioni necessarie ma ripeto secondo me c’è un equivoco di fondo in questa procedura di infrazione che è stata avviata dalla commissione europea” conclude Giuseppe Romano.

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