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Asl2, assenteismo: parla il Direttore Flavio Neirotti

Savona. Al momento nessuna inchiesta interna da parte dell’Asl2 savonese in merito alla vicenda dei fenomeni di assenteismo all’ospedale San Paolo di Savona.

Dopo l’inchiesta aperta dalla Procura della Repubblica, che vede al momento una trentina di persone indagate, tra medici, infermieri e dirigenti, il Direttore generale dell’Azienda Sanitaria Savonese, Flavio Neirotti, ha così commentato: “Al momento preferiamo aspettare prima di accertare internamente all’azienda come sono andate effettivamente le cose. Attendiamo quindi di conoscere nel dettaglio gli atti della Procura e di conoscere con maggiore cognizione di causa gli elementi dell’indagine in corso”.

“Certamente – continua Neirotti – questa vicenda non offre una bella immagine della sanità savonese. Tuttavia posso affermare con certezza che, se noi fossimo stati a conoscenza di questi fenomeni, saremmo stati i primi a denunciare i fatti alle autorità competenti”.

“Qualche mese fa la Procura – conclude il direttore generale – ci ha chiesto dei dati che abbiamo fornito senza alcun problema. Siamo stati davvero colti di sorpresa. Mi auguro che si faccia piena chiarezza e che emergano le responsabilità affinchè anche noi come Azienda sanitaria possiamo prendere i provvedimenti necessari”.

L’immagine “sbiadita” della sanità savonese cui ha fatto cenno Neirotti ha risentito, nei mesi scorsi, anche del caso tangenti che ha coinvolto due funzionari dell’Asl2 Savonese, Franco Caruso e Corrado Benini, accusati di concussione.

Commenti

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  1. Scritto da Aurelio Bianchi

    Caro r.bazzano,
    non è il controllo sui minuti che conta.
    Un dipendente può timbrare in anticipo e poi va al bar del San Paolo per un’ora.
    Il problema non è controllare il consumo delle matite, ma avere dei responsabili che siano tali e rispondano dell’operato loro e dei loro collaboratori.
    In fondo questo tipo di persone prende stipendi dagli 80.000 euro in su, e non sto parlando solo di sanità, ma anche di segretari comunali, presidi, ecc. ecc.
    Fa comodo a tutti concentrare l’attenzione su chi ruba una biro o un cacciavite, ma non è quello il problema.
    Serve ad andare sui giornali alla Brunetta.

  2. Scritto da osservatore pietrese

    non serve il controllo del “timbro al volo”, l’importante è che il responsabile del servizio abbia il collega dipendente al suo posto di lavoro in orario.

  3. Scritto da r. bazzano

    basterebbe uno che controlla se qualcuno timbra al volo, poi v a a parcheggiare con comodo e poi torna… già questo non sarebbe male anche senza andare sugli assenteisti gravi…
    15 minuti al giorno fanno un’ora e mezza la settimana di lavoro in meno a testa…

  4. Bandito
    Scritto da Bandito

    Tralasciando la “leggerezza” di non annullare i badge smarriti, che quantomeno mi sembra un po’ sospetta, che fine faranno i dipendenti beccati? Spero che vengano licenziati, è comunque gente che “ruba” i soldi dei contribuenti. E spero che la stessa sorte sia riservata anche ai dirigenti.

  5. Scritto da Aurelio Bianchi

    Rilasciare un secondo badge identico al primo è una cavolata tanto grande da sembrare impossibile.
    In altro post ho rimarcato l’incapacità dei cosiddetti dirigenti pubblici, specialmente di medio-basso livello. Spesso sono assolutamente privi di capacità gestionale e organizzativa, si danno da soli gli obiettivi e al massimo rispondono a commissioni di colleghi.
    In genere si scambiano il favore del ‘controllo’.
    E’ assurdo che si condanni un operaio che lascia in macchina un caccivite, e si premia uno pseudo-dirigente incapace, ma pronto a incassare 80-100.000 euro.