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Arriva il galateo di buone maniere per seguire la Messa

A quanto pare, nemmeno Lassù tollererebbero più le cattive maniere. In barba al sentimento cristiano del perdono, – magari anche verso chi non si mostra molto educato o “charmant”, per dirla alla francese – arriva da Roma e, precisamente, dalla Basilica dei Santi Ambrogio e Carlo, il primo galateo di buone maniere per seguire la Messa.

Una serie di regole documentate con tanto di cartoncino pieghevole corredato da figure esemplificative a cui il fedele doc dovrebbe assolutamente attenersi. Partiamo dal segno della croce, ad esempio. E’ valido solo se fatto “con l’acqua benedetta”. Anche lo scambio della pace è soggetto a regole, e va fatto senza deambulare troppo per la chiesa ma scambinadolo “con chi ti sta più vicino, senza lasciare il tuo posto”.

Bon ton anche durante la comunione: chi riceve l’ostia consacrata sulla mano, se non la porta subito alla bocca davanti al sacerdote, è bene che la “prenda delicatamente con le dita della mano destra”. Il novello monsignor Della Casa autore del primo dettagliato vademecum del perfetto fedele è monsignor Raffaello Martinelli, pimicerio della basilica di Roma sul Corso e dei suoi collaboratori. Che, per evitare fedeli indisciplinati e poco rispettosi delle regole che dovrebbero accompagnare i fedeli ogni qualvolta si trovano nella casa della comunità cristiana, hanno messo nero su bianco le regole da seguire durante la Messa.

Dall’ingresso all’uscita, niente deve essere affidato al caso. Cosa fare dunque prima di entrare in chiesa? “Smetti di parlare”, prima regola. “Spegni il cellulare”, indicazione contemplata un po’ ovunque. Terza regola: “Verifica che il tuo abbigliamento sia rispettoso del tuo corpo ‘tempio dello Spirito Santo’ e della casa di Dio”. Seguono schizzi esemplificativi e chiarificatori. Una volta entrato, il fedele ha altre regole da rispettare. Il segno della Croce. Visto che “esprime la tua fede in Dio Trinità” è bene che venga fatto “con l’acqua benedetta perché richiama il tuo Battesimo, nel quale sei diventato figlio di Dio”.

A questo punto, sarebbe meglio non ciondolare in mezzo alla navata ma ricercare il tabernacolo dove compiere “un atto di adorazione con la genuflessione o almeno con un profondo inchino nei confronti di Cristo realmente presente”. E qui “sosta in preghiera per qualche istante”. E’ facoltativa la preghiera davanti all’immmagine della Madonna e dei Santi. Accendere le candele in chiesa. Capita molto spesso anche a chi va non tanto per seguire la messa ma semplicemente per rivolgere una preghiera al Signore. Ebbene, a chi accende una candela va ricordato di non farlo così tanto per fare. “Accendere il tuo cuore – si legge nel vademecum – con la fede e con la preghiera”. Osservare sempre il silenzio, ma se c’e’ necessita’ impellente di parlare “farlo sottovoce”.

Queste le regole generali. Ma nel bon ton del fedele si spiega anche come partecipare alla Santa Messa “almeno ogni domenica”. Primo: puntualità. Non è proprio educato interrompere il presule durante l’omelia. Al momento dei canti, anche se non si è intonati, è bene per dimostrare la partecipazione attiva “pregare e cantare, unendo la tua voce a quella degli altri, senza gridare”. Passi se stonati, ma almeno “state a tempo”, è la richiesta del galateo. Seduti, inginocchiati, è l’ora di alzarsi in piedi, quando uscire? Quante volte il fedele a messa avrà sbagliato i tempi di queste azioni. Il vademecum toglie definitivamente anche da questi imbarazzi, spiegando per filo e per segno in quali frangenti rimanere seduto, in quali inchinarsi; in quali ancora, “se possibile” stare in ginocchio e quando è il momento di alzarsi. Evitare le comunioni inflazionate.

“Chiunque in modo indegno mangia il pane o beve il calice del Signore, sara’ reo del Corpo e del Sangue del Signore…mangia e beve la propria condanna”. Dunque, prima di ricevere dal sacerdote l’ostia consacrata “e’ necessario essere in grazia di Dio” e previo “digiuno di almeno un’ora”.

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