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Val Bormida, Idv contraria alla centrale a biomasse

[thumb:14533:l]Val Bormida. L’Italia dei Valori dice no alla centrale a biomasse prevista a Cairo Montenotte, nell’ambito della riconversione produttiva dell’azienda Ferrania. “Chi parla di centrale a biomasse, a legna quindi, parla di un impianto altamente inquinante,che soprattutto può servire anche per bruciare i rifiuti, ossia agire in tutto e per tutto come un inceneritore”, affermano in una nota congiunta Giovanni Baglietto, presidente coordinamento provinciale Idv e Marco Caviglione, capogruppo Idv in Consiglio provinciale.

“Basta parlare di impianti obsoleti, basta ingannare la gente con termini truffaldini, e basta con imprenditori che vogliono solo prendere dal territorio lasciandoci poi da gestire le emergenze ambientali come scoria della loro ricchezza. In Val Bormida crediamo si sia già pagato un prezzo altissimo in termini ambientali, ed il territorio non può tollerare altri insulti.

L’Italia dei Valori ha assicurato il proprio appoggio politico a tutti i comitati nati in opposizione al progetto delle biomasse. “Saremo presto in Val Bormida per manifestare la nostra vicinanza ed il nostro sostegno alle battaglie ambientali che vi si combattono”.

Commenti

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  1. Scritto da kin

    Caro Bandito, non mi pronuncio ne a favore ne contro alla centrale a biomasse perchè non possiedono le competenze tecniche adeguate, ma il tuo intervento è alquanto scorretto. Innanzitutto si tratta del ciclo biogeochimico del Carbonio e non della C02 ed è molto più complesso di quanto da te banalizzato. Utilizzando il tuo stesso principio non si dovrebbero avere problemi di aumento della concentrazione di C02 atmosferica bruciando anche i combustibili fosssili (carbon fossile, petrolio,etc) poichè derivano da processi che coinvolsero i resti di organismi vissuti parecchie ere geologiche fa, ma che comunque assunsero CO2 dall’atmosfera.

  2. Scritto da Aurelio Bianchi

    A proposito della discarica della Filippa, leggetevi l’articolo di oggi sul Secolo XIX.
    Grande collaborazione con il comune e progetti condivisi.

    Erano quelli che avevano promesso battaglia contro l’impianto !!!!!!!

  3. Scritto da cairesedoc

    Condivi le preoccupazioni di nik nik e di A.Bianchi.
    La storia della centrale a biomasse mi ricorda troppo i no detti alla discarica della Filippa.
    E sappiamo tutti come è andata a finire.

  4. Scritto da Aurelio Bianchi

    x nik nik,
    concordo con quasi tutto quello che dici.

    La centrale a biomasse, secondo me, avrà senso solo se usata come inceneritore.
    Ma è impossibile avere il consenso per un tale impianto, quindi si dichiara una ‘caldaia’ e poi la si convertirà, obbligati dalle circostanze.

    E il punto è proprio questo, ci si mette in condizione di essere obbligati.
    Vedi, penso che la stessa cosa sia avvenuta per la Filippa, la cui vicenda è nata prima dell’era Briano.
    L’attuale amministrazione ha cavalcato la protesta più intransigente per ottenere voti, accattivandosi il favore dei residenti. Se avesse scelto la strada del confronto aperto e pubblico, (cosa che mi pare non sia nel suo dna), forse avrebbe potuto mettere maggiori vincoli all’imprenditore, e magari ottenere qualche vantaggio per il quartiere.
    Ha preferito trascinare il comune in una serie di iniziative giudiziarie costose, e inutili. Che non hanno portato alcun risultato.
    La prova di quanto penso è nella sponsorizzazione che la LPL sta facendo delle iniziative del comune.

  5. nik nik
    Scritto da nik nik

    Non credo che la riconversione di Ferrania possa passare attraverso la centrale a biomasse.
    Certamente non passava neppure attraverso le molte centrali a carbone delle quali si parlava in un recente passato.
    Che si trasformerà in inceneritore è del tutto evidente, perchè Cortesi non ha alcuna intenzione di fornire le garanzie richieste, e non avrebbe alcun motivo di rifiutarle, se fosse in buona fede.
    A proposito della Filippa: ma possibile che tutti facciano finta di non sapere quando è nato il problema ?