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Vado Ligure: a Segno “U bambin de cent’anni fa”

[thumb:15764:l]Vado Ligure. Anche quest’anno cittadini e turisti potranno ammirare il caratteristico presepe di Segno, frazione del comune di Vado Ligure. Nel dicembre del 2003 un “comitato spontaneo di cittadini” decide di rappresentare la sacra natività nel paese di Segno come era all’inizio del ventesimo secolo (precisamente nel 1903) chiamando la manifestazione, appunto, “U bambin de cent’anni fa”.

Sotto la supervisione del parroco, tutte le realtà associative del paese – e tutti i cittadini – si sono attivati per riuscire a realizzare l’ambizioso progetto. La volontà di rappresentare l’evento riportandolo indietro nel tempo è dovuta all’opportunità di poter usufruire della memoria storica degli anziani: ad esempio per quanto riguarda il confezionamento degli abiti e la preparazione di cibi particolari ma, soprattutto per la possibilità di utilizzare attrezzi, mobili, oggetti del vivere quotidiano rigorosamente dell’epoca. Per poter realizzare il progetto si è proceduto ad uno studio che permettesse di ricostruire una borgata di paese di inizio `900 in modo filologicamente corretto.

Questi ambienti ricostruiti, adibiti a diverse funzioni, sono diventati un presepe nel presepe costituendo un percorso completo che emoziona e coinvolge i visitatori. Oltre agli aspetti sopra descritti non dobbiamo dimenticare la volontà di rappresentare, ogni anno, momenti particolari della vita di Segno, come la nascita delle diverse associazioni che ancora esistono oppure fatti storici che in un modo o nell’altro hanno segnato in maniera indelebile la vita di questo paese, dando così la possibilità alle nuove generazioni di venire a conoscenza (direttamente dalla voce dei sempre più anziani protagonisti) episodi della storia del paese che, altrimenti, sarebbero rimesti solo nella memoria dei “vecchi”.
Per tali motivi il presepe vivente sta diventando “tradizione”, come, ad esempio, il “carnevale di segno” documentato come il più antico della Liguria.

Con la realizzazione del presepe si è anche utilizzato una serie di ambienti della casa canonicale precedentemente adibiti a deposito di materiali vari: la pulizia ha permesso di riportare alla luce alcune importanti testimonianze architettoniche, databili dal quattordicesimo al diciottesimo secolo. 27 postazioni, ognuna delle quali ricostruisce un ambiente, un lavoro, una storia, a partire dalla “banca” dove è possibile cambiare l’euro con la “palanca” (1e=1palanca – cambio alla pari…) per arrivare al punto di ristoro, dove sono attive le “stufe a legna” per mantenere calde le specialità ed il paiolo di rame per il vin brulé.

Oltre 200 figuranti che vivono il presepe in una atmosfera quasi irreale dove la luce elettrica è bandita e l’illuminazione – molto suggestiva – è ottenuta solo da lampade a petrolio e da fiaccole che segnano il percorso.
Ogni anno un numero sempre maggiore di spettatori ha visitato il presepe: obiettivo di quest’anno è il raggiungimento delle 10.000 presenze, forse un po’ presuntuoso, ma sicuramente raggiungibile grazie alla sempre maggiore conoscenza dell’evento in ambito non solo più regionale.

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