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Savona, incontro su “Sicurezza e povertà”: le riflessioni di Caviglia

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[thumb:9543:l]Savona. Questo pomeriggio, ore 16, la Sala Rossa del Comune di Savona ospiterà un incontro pubblico sul tema “Sicurezza e povertà”. Sull’argomento è intervenuto il vicesindaco e assessore alla sicurezza Paolo Caviglia: “Questo incontro fa seguito a già svolti su Ordine Pubblico, Alcool e Droga, Violenza sulle Donne. Abbiamo iniziato così perchè credo di non andare lontano dal vero se la parola ‘sicurezza’ fa scattare alla mente come prima paura quella di violazioni alla persona o alle proprie cose con la richiesta di maggiore tutela e protezione delle Forze dell’Ordine. Sul punto abbiamo analizzato i fenomeni e, per quanto riguarda l’Ordine Pubblico, abbiamo dimostrato come Savona possa essere considerata una città sicura cercando di evidenziare come l’insicurezza percepita, che ho chiamato ‘derivata’ esiste in modo sproporzionato rispetto a quella effettiva”.

“Oggi apriamo al dibattito il fenomeno dell’insicurezza derivante dalle povertà e dal progressivo impoverimento di una tradizione comunitaria e solidaristica che aveva sempre contraddistinto la vita di questo Paese lasciando via via il campo a uno sfrenato individualismo egoistico. Se vogliamo tradurlo in termini economici, sociali e politici credo che possiamo convenire con chi ha affermato come ‘un’interpretazione capziosa dei principi liberali ha finito con l’indebolire i principi guida dell’eguaglianza, della fraternità, del rispetto e della difesa dei più deboli e dei diversi ha annullato una lunga tradizione (cattolica, socialista e liberale) di confronto politico e sociale dove la regola della difesa della possibilità di esprimere le idee altrui era un elemento di guida consolidato’. Il riferimento è alla povertà dell’informazione dei media tradizionali che si è andata infiltrando alle radici del nostro modo di vivere (internet, per il quale viene avanzata la proposta del Nobel per la Pace non è ancora in grado per le nostre note carenze di supplire oggi in modo efficace)” ha spiegato Caviglia.

“Il tema non è una provocazione ma va letto: più Informazione più Comunità. E’ la prima pietra per una lotta alle povertà e all’impoverimento (quello sostanziale e quello strutturale, come direbbero gli economisti). Per il problema che abbiamo oggi posto alla vostra attenzione c’è, in buona sostanza la necessità di far emergere le diverse povertà, togliendo il silenziatore alla diffusione delle informazioni senza più nasconderle sotto la coltre delle menzogne o delle mezze verità. Solo con una ritrovata e rinnovata coscienza comunitaria si potrà affrontare il degrado e cogliere le opportunità di ripresa che in altri Paesi stanno iniziando a dare i propri frutti. Perchè, vedete, bisogna percepire e capire i dati sempre più preoccupanti non solo di chi vive in povertà ma anche dei quindici milioni di persone che sono a rischio di povertà. Bisogna rendersi conto che non solo per la crisi globale ma ben prima del suo verificarsi il nostro Welfare andava indebolendosi e oggi viene scardinato con tagli ai posti letto negli ospedali, a tutti i servizi verso i deboli, all’assistenza, alla scuola, alla formazione e all’università, alle Forze dell’Ordine e al Sistema Giustizia e così via fino a giungere alla prima delle questioni che riguarda il lavoro e i tagli all’occupazione” ha aggiunto il vicesindaco di Savona.

“E ancor più alta, se vogliamo, c’è la povertà derivata dalla delegittimazione delle Istituzioni che, minando i fondamentali del sistema paese e della democrazia, crea le premesse (o le precondizioni) che allontanano la capacità di reagire e di muoversi verso il rilancio. Questo fa crescere il senso di insicurezza anche nel cittadino medio che teme di essere più povero in un futuro prossimo. E’ il tema dell’insicurezza da temuto impoverimento. E’ un’insicurezza che fa male perchè la prospettiva di povertà di risorse economiche incide negativamente su valori e ideali e impoverisce la forza di sognare. Eleanor Roosevelt disse che ‘il futuro appartiene a coloro che credono alla bellezza dei propri sogni’. Ebbene io credo che nel Paese esista una realtà diffusa che può, come sta facendo, non solo tentare di arginare l’emergenza della povertà ‘sostanziale’ ma contribuire a ridare fiducia e speranza per un grande sogno di cambiamento” ha proseguito Caviglia.

“E’ quella di una “carità nuova e postmoderna, quella del No-Profit, della Banca Etica, del Terzo Settore, del microcredito e del Banco Alimentare, un welfare fai-da-te, privato, spontaneo che ha stretto in un patto virtuoso associazioni laiche e cattoliche, una galassia di associazioni, dal Volontariato agli Enti Locali, dalle Coop alle Misericordie, dalle ACLI alle iniziative spontanee come le cooperative degli inquilini che si tassano di un euro al mese per aiutare i condomini in difficoltà a pagare le utenze. Sigle in gran parte riconducibili al Terzo Settore che riunisce oltre 100 reti associative che raggiungono capillarmente quasi 5 milioni di cittadini. Il dibattito che oggi si svolgerà e quello che cercheremo di attivare come Comune su questi temi ci dirà come potremo meglio essere presenti e attivi per un nuovo welfare”.

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