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Sanità, Maurizio Sacconi: “In Liguria c’è molto da fare”

[thumb:4855:l]Regione. “La Liguria in campo sanitario ha avviato un percorso ma deve ancora lavorare per razionalizzare l’assistenza”. Il ministro della salute Maurizio Sacconi ha parlato dei conti della sanità ligure all’inaugurazione del centro internazionale di studi e formazione Germana Gaslini a Villa Quartara e il presidente della Regione, Claudio Burlando, ha colto l’occasione per difendere l’operato della Regione “l’unica fra quelle messe male che ce l’ha fatta e che ha i conti a posto”.

“La popolazione anziana è un parametro importante ma non deve essere tale da confermare vizi e ritardi che si possono verificare nei modi con i quali soddisfare i bisogni degli anziani” ha affermato Sacconi rispondendo ai cronisti per poi confermare lo stesso concetto nel suo intervento alla cerimonia di inaugurazione. “Ci sono modi appropriati – ha precisato Sacconi – che consistono nell’assistenza domiciliare, quando si tratta di cronicità, nelle residenze per anziani o in soluzioni semi residenziali. Ci sono modi inappropriati come per esempio mettere un malato cronico in un ospedale per acuti, che significa spendere molto di più e abbandonarlo a se stesso”.

Parlando del piano di rientro della spesa sanitaria, Sacconi ha sottolineato che “la Liguria ha goduto di fondi aggiuntivi che altre regioni come il Veneto, la Lombardia, la Toscana non hanno avuto”. “Credo – ha proseguito – che occorra una razionalizzazione ancora più significativa, e non solo per la Liguria. Occorre molta più assistenza domiciliare”. Il ministro ha ricordato che sono stati stanziati 400 milioni di euro per la non autosufficienza, “che devono però essere un moltiplicatore di risorse che si ricavano da una razionalizzazione delle strutture, per dare più”.

Le dichiarazioni del ministro sono state contestate da Burlando che, sfogandosi con i giornalisti, ha parlato di “affermazione ingenerosa nei confronti di una regione che ha ridotto i posti letto di mille unità e ha ora l’offerta ospedaliera pattuita con il governo”.

“La Liguria – ha detto Burlando – è stata la prima regione italiana ad istituire il fondo per la non autosufficienza con 7000 famiglie assistite in questo momento e ha aumentato in modo molto significativo di residenze assistite e ricoveri per anziani. Il fenomeno di lungo degenti in ospedaleé un fenomeno superato. Se siamo passati a 300 milioni di disavanzo nel 2004 al pareggio di questi ultimi tre anni è dovuto a questa azione di risanamento”.

Burlando, che oggi non è presente a Roma alla conferenza Stato-Regioni sulla sanità, ha illustrato al ministro, cifre alla mano, i conti della Liguria. La Liguria in sostanza chiede che le venga concesso il 2% in più rispetto all’anno scorso come alle altre regioni. “Se ora il ministero anziché darci il 2 per cento in più ci vuole dare il 4% in meno – ha detto – è una logica punitiva, credo anche politica, assolutamente inaccettabile. Spero che Sacconi conosca meglio i fatti e cambi opinione. Non accettiamo l’idea che, finito il risanamento, ci buttino di nuovo giù”.

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