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Sanità, le critiche degli esponenti del Pdl all’operato di Claudio Burlando

[thumb:4855:l]Regione. “Il direttore generale Murgia aveva avvisato Burlando che la riorganizzazione della rete ospedaliera non aveva portato i risultati previsti”. E quanto affermano Gabriele Saldo e Matteo Rosso, consiglieri regionali del Pdl, a commento della notizia relativa al riparto dei fondi della sanità. “E’ normale che di fronte ad un periodo di crisi vi sia un controllo più attendo della spesa. Vorrà dire che Burlando e Montaldo dovranno razionalizzare i soldi e magari sarà la volta buona affinché smettano di sperperare i soldi dei cittadini”.

Secondo gli esponenti del Pdl, con un taglio di risorse molto inferiore rispetto a quello previsto in partenza, “il Governo ha dato segno di grande attenzione nei confronti della nostra Regione che purtroppo oggi con la pessima politica messa in campo dalla sinistra in questi anni oggi si trova tutto il patrimonio depauperato”.

“Probabilmente – spiegano Gabriele Saldo e Matteo Rosso – se fin dal 2007 avessero attivato lo strumento della centrale di acquisti per la sanità e riorganizzato sul serio le strutture sanitarie della nostra Regione oggi non saremmo la situazione non sarebbe così pesante e si potrebbe contare su maggiori risorse economiche da poter utilizzare. Burlando e Montaldo hanno fatto come la cicala – concludono – hanno speso tutto ed oggi non sanno più dove andare a sbattere la testa. L’unica cosa che gli rimane è lo scarica barile sul Governo, ma oramai i liguri sono abituati anche a questo”.

“Burlando assente al tavolo del riparto dei fondi per la sanità incassa solo la freddezza delle regioni rosse e chi ci rimette sono i liguri – afferma Michele Scandroglio, coordinatore regionale Pdl Liguria -. Nonostante tutto ciò il Governo ha messo più risorse di quanto era previsto”.

“Si ripete costantemente un dato: l’assenza della regione Liguria sui tavoli nazionali – continua Scandroglio -. Una Regione importante strategicamente come la nostra ma con un basso numero di abitanti deve sapere tessere rapporti e relazioni e soprattutto fare comprendere che il nord ovest ha una prospettiva solo se gioca insieme la partita dello sviluppo”.

“Burlando – sottolinea il parlamentare – persegue la rincorsa delle piccole clientele, non ha dimensione nazionale e pare neanche interregionale e i risultati sono sotto gli occhi di tutti: 20 milioni in meno per la sanità ligure. La reazione piccata di Burlando conferma che abbiamo visto giusto”.

“La Liguria esce massacrata dal tavolo della sanità e saranno i più deboli a pagarne le conseguenze. La Regione perde soldi, prospettive e soprattutto la faccia – è il commento del candidato del Pdl alle regionali Sandro Biasotti -. Altro che atto ostile del governo. Altro che aver limitato i danni. A Roma erano tutti i presidenti delle Regioni, che grazie al Governo, pur in questa fase di crisi economica, hanno potuto ripartire fondi sanitari più ampi di quelli previsti solamente qualche giorno fa. Ma Burlando non c’era”.

“Burlando ha preferito stappare bottiglie di spumante per l’inaugurazione del suo point elettorale a Genova e presentare un candidato a Savona – ha aggiunto Biasotti -. Ma purtroppo non é sorprendente. E’ accaduto per la sanità quello che è già successo per le infrastrutture e i trasporti. Burlando non partecipa alle riunioni istituzionali, dove si decide il futuro del nostro territorio, ha isolato la Liguria e tagliato i ponti con tutti”.

“E i risultati si vedono – conclude Biasotti – questa volta ha mandato due assessori a fine corsa al tavolo delle Regioni, dove la Liguria è stata massacrata soprattutto dalle altre Regioni di sinistra. Purtroppo per i liguri chi è assente ha sempre torto. E oggi le amicizie sbandierate con Errani, Bresso, Martini e gli altri presidenti regionali di sinistra, hanno il sapore della presa in giro. Al Governo bisogna dire grazie perché alla fine ha messo a disposizione della sanità più soldi di quelli previsti”.

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