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Rifiuti, Berruti: “Lavoriamo per portare al 50% la differenziata a Savona”

[thumb:14615:l]Savona. Un aumento del 30% negli ultimi dieci anni. E’ questo il dato sulla produzione totale di rifiuti, urbani e speciali assimilati, raccolti dal servizio pubblico sul territorio del comune di Savona. Il che significa che dalle 28.857 tonnellate del 1999 si è passati alle 37.466 tonnellate dell’anno 2008, con un’inversione di tendenza nella raccolta, con una lieve flessione (266 tonnellate in meno), che si è registrata solo recentemente passando dal 2007 al 2008.

L’altro dato, positivo, che emerge è che cresce anche la raccolta differenziata: si passa dalle 3.020 tonnellate del 1999 alle 9.980 del 2008 (le tonnellate di materiale raccolto separatamente sono triplicate negli ultimi 10 anni). Tanto per fornire dei numeri concreti ogni savonese mediamente, nel 2008, ha prodotto circa 604 Kg di rifiuti, di cui 161 destinati alla differenziata.

Una cifra, quella che si riferisce alla raccolta differenziata, che il Comune di Savona intende raddoppiare. “E’ nel nostro potenziale raccogliere il doppio di quello che facciamo oggi, intendiamo arrivarci gradualmente e guardando alla spesa – ha spiegato il sindaco di Savona Federico Berruti -. Per riuscire in questa ‘missione’continueremo a lavorare nella direzione già intrapresa nell’ultimo decennio. Quindi più contenitori dedicati alla raccolta differenziata e sperimentazione della raccolta differenziata di prossimità”. Quindi aumento dei poli ecologici completi, che attualmente sul territorio di Savona ammontano a 140 (per polo ecologico completo si intende la postazione di raccolta in cui è presente il contenitore per carta e cartone, quello per vetro e lattine e quello per gli imballaggi in plastica).

“La raccolta porta a porta, per tutta la città, avrebbe un costo di attivazione che si aggira intorno ai 10 milioni di euro solo per il primo anno. Per questo, inizialmente, sperimenteremo la raccolta differenziata di “prossimità”, cioè una via di mezzo fra la raccolta stradale e quella porta a porta, che verrà svolta nella zona di Mongrifone e coinvolgera, in un primo momento, circa 7000 abitanti con un costo che si avvicina a 500 mila euro. Cifra che serve per l’acquisto di mezzi e attrezzature che godrà di un finanziamento regionale e verrà presentato in giunta tra dieci giorni dall’assessore Costantino. Presumibilmente sarà a regime nel 2010″ aggiunge il primo cittadino savonese.

L’obiettivo di questi sistemi di raccolta è raggiungere almeno il 50% di raccolta differenziata, prestazione che dovrà comunque essere successivamente alzata fino al 65% per il rispetto della vigente normativa. Come ordine di grandezza, si stima che al momento la zona in cui si intende realizzare la raccolta di prossimità produce circa 4000 tonnellate di rifiuti ogni anno. Con il nuovo sistema si riuscirebbe a portare il quantitativo di materiale inviato al recupero ad almeno 2000 tonnellate/anno, con un risparmio equivalente sulla discarica quantificabile in circa 200mila euro/anno. Va sottolineato che al momento i costi da sostenere per il trattamento della frazione umida sono confrontabili con quelli dello smaltimento, per cui almeno per la frazione umida il risparmio della discarica verrebbe “consumato” interamente per processare il materiale raccolto.

“Con la raccolta di prossimità ci saranno dei ‘bidoncini’, dei contenitori più piccoli, che saranno collocati in batterie. Circa uno per condominio. In totale metteremo 200 stazioni di bidoncini con batterie di 5 tipi: carta- plastica – organico – vetro/lattine – indifferenziata” ha precisato Berruti. Non solo poli ecologici, il Comune infatti intende puntare sull’attivazione del servizio di raccolta porta a porta per le utenze commerciali (in un primo momento raccolta limitata ai soli imballaggi in cartone, poi estesa a vetro e lattine), sull’aumento delle categorie di rifiuti per i quali esiste un servizio di raccolta differenziata: verde da sfalci e potature, imballaggi provenienti dai mercati della città, consumabili da stampa, olio esausto sia minerale che vegetale, rifiuti di apparecchiature elettriche ed elettroniche di qualunque raggruppamento (dalle lavatrici ai tubi al neon). Infine si provvederà ad attivare una stazione ecologica mobile in 8 diversi punti della città per la raccolta dei rifiuti ingombranti da destinare al recupero.

“In attesa di completare la raccolta porta a porta poi aumenteremo il numero dei poli ecologici stradali con il completamento di 11 punti di raccolta che al momento risultano incompleti e l’allestimento di 50 nuovi poli ecologici completi. Il completamento dei poli è vincolato al fatto che dobbiamo procedere con molta cautela sul territorio. Potremmo completare il tutto anche in un mese, ma significa perdere 50 posti auto, dunque è materia delicata. Per questo procediamo in accordo con polizia municipale e Circoscrizioni e, ragionevolmente, si possono ipotizzare 7-8 mesi per completare il lavoro” ha aggiunto ancora il sindaco di Savona.

“Saranno poi eliminati alcuni contenitori per la raccolta indifferenziata, per invogliare maggiormente i cittadini all’utilizzo dei contenitori per la raccolta differenziata; disincentivare l’abitudine dei commercianti a introdurre nei cassonetti i cartoni interi; compensare gli spazi “persi” per il posizionamento dei nuovi contenitori; aumentare la probabilità per il cittadino di trovare un punto di raccolta differenziata accanto a quello per la raccolta indifferenziata. Sarà un percorso graduale ma ci impegneremo a completarlo” ha concluso Berruti”.

Considerato che in media ogni punto di raccolta completo “rende” circa 18 tonnellate di materiale all’anno, il Comune stima cautelativamente che con la creazione dei nuovi punti di raccolta completi sarà possibile recuperare ulteriori 500 tonnellate di rifiuti/anno con un ulteriore risparmio sulla spesa per la raccolta. Spesa che già nel 2009 farà segnare un risparmio, tra quello sulla raccolta (900mila euro) e quello per la vendita della differenziata (200mila), di circa 1,1 milioni di euro.

Commenti

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  1. lui la plume
    Scritto da lui la plume

    Caro Leofinalese

    esaminare una situazione in modo critico vuole dire che si devono cercare i difetti per correggerli …. i consensi sono improduttivi.

    Riguardo a questo comune ora cerchero’ in internet per vedere se hanno pubblicato i dati che vantano.

    I problemi sono sempre gli stessi bisogna poter conferire l’immondizia “anche” se ci si reca in una localita’ per un solo giorno alla settimana se cio’ non avviene l’amministrazione e’ in difetto (se potessi farlo arresterei il responsabile per attentato alla salute pubblica ……).

    Detto cio’ se esistono “anche” i cassonetti tradizionali …. in numero limitato ma sufficiente ….

    “se” il cittadino ha la possibilita’ di depositare li’ i suoi rifiuti in alternativa ad una raccolta “porta porta” che troppo spesso risulta non praticabile

    allora va’ bene non vi e’ omissione di servizio e si puo’ esaminare i vantaggi e gli svantaggi di una operazione ……. a mio avviso …… insensata e risolvibile in modo meno assurdo.

    Comunque ho dato una occhiata al sito del comune indicato dove la descrizione delle modalita’ di fruizione del servizio parlano di una situazion ein cui figurano piu’ elementi positivi …. innanzitutto si paga in base alla “monnezza” prodotta:

    “”dal 1° gennaio 2004 si passa al SISTEMA DI PAGAMENTO dei rifiuti con TASSA A TARIFFAZIONE, calcolata sulla base delle quantità prodotte di rifiuti.””

    inoltre:

    “”per quanto riguarda il centro urbano mediante il sistema del porta a porta, mentre per quanto riguarda le frazioni la raccolta continua ad essere effettuata mediante i cassonetti stradali””

    ovvio che nei centri ubani la gestione “rotazione sacchi” puo’ funzionare bene se si paga a tariffa

    il maggior disagio e’ sempre legato agli orari di conferimento:
    “ORGANICO:
    Nei mesi da ottobre ad aprile: il lunedì e il venerdì
    Nei mesi da maggio a settembre: il lunedì, il mercoledì e il venerdì
    CARTA e PLASTICA: ogni quindici giorni, a mercoledì alterni
    RSU (rifiuti non differenziabili): ogni venerdì
    ALLUMINIO E BANDA STAGNATA: ogni quindici giorni, il lunedì ”

    probabilmente il paese consente il deposito alla mattina dei sacchi sulla strada in Milano il deposto in strada e’ legato ad orari rigidi nell’arco delle tre ore prima del passaggio del mezzo ….. operazione che porta a costi enormi.

  2. Scritto da Leofinalese

    chi ha un po di tempo faccia un giro nel Comune di Dogliani, qui vicino,basso Piemonte, dove la raccolta “porta a porta” funziona,la differenziata è oltre il 70%. I cittadini che io ho intervistato mi sembrano soddisfatti e certamente pagheranno meno tasse in futuro.

  3. lui la plume
    Scritto da lui la plume

    E’ vantaggioso che le piccole realta’ … quelle che pagano poco grazie al fatto che altri …. pagano di piu’ per un servizio che potrebbero pagare mooolto meno ….. lasciando perdere quei discorsi di solidarieta’ che in definitiva alimentano gli sprechi ed alla fine incrementano i costi che pagano tutti …..

    (la differenza tra incassato e pagato e’ costantemente in disavanzo anche per le amministrazioni …. per quanto riesco a vedere da bilanci che “dovrebbero” essere consultabili da chiunque via internet).

    E allora …. bisognerebbe solo organizzarsi meglio considerando il costo reale per il cittadino e non quello di una amministrazione che ….. deve fornire un servizio efficiente ed orientatato a far pagare il piu’ possibile in base alla quantita’ prodotta ….. unico sistema per invogliare la gente ad evitare l’acquisto di imballi dal costo enorme e che finiscono immediatamente nella spazzatura.

    Ora l’adozione del “porta a porta” rappresenta l’ultimo stadio prima del passaggio ad una gestione privata della raccolta, con i costi al cittadino che genera ….. un privato riesce ad operare guadagnando abbondantemente ed alleggerendo il compito delle amministrazioni pubbliche che arriverebbero anche loro ad una perdita inferiore da ripartire fra “tutti” sia chi usufruisce ancora del servizio che di chi ha l’opportunita’ di spendere meno.

    Ecco le piccole comunita’ dove una gestione privata non e’ economicamente sostenibile potrebbero organizzarsi con dei contenitori esteticamente validi ed in grado di rendere meno onerosa la raccolta, in una piccola comunita’ ci si puo’ dotare di un mezzo di riconoscimento che consente l’apertura e la contabilizzazione del conferito con pesatura dello stesso e compattazione in contenitori di grosse dimensioni interrati ed in grado di avvertire quando sono quasi pieni ….cosi’ il camion arriva e si riempie in breve tempo.

    Negli anni 60′ ero giovane ed andavo spesso in Svizzera nei Grigioni con mia nonna (morta nel 64) gia’ allora vi era qualcosa di simile per la fatturazione della spazzatura ….. possibile che dopo cinquant’anni noi siamo ancora ad una fatturazione a metri quadri? non siamo capaci o …. vi e’ qualche conflitto di interesse che tende a rastrellare denaro in modo scorretto?

    Faccio presente che far pagare …. in base ai metri quadri e non al conferito e’ un sistema che penalizza ingiustamente chi fa’ poca spazzatura a favore di chi non se ne preoccupa minimamente e non e’ giusto operare in questo modo, si penalizzano maggiormente le seconde case … e forse per molti questo e’ un punto di orgoglio ma ….. in italia vi sono 62 milioni di costruzioni ……. case, palazzi con tanti appartamenti, villette …… ma sono in numero ben superiore al numero delle famiglie pertanto …… probabilmente sono una forte maggioranza le famiglie con piu’ di un posto in cui ……. pagano tanto di spazzatura senza produrne.

    E dove finiscono questi soldi pagati in piu’ rispetto al giusto che si otterrebbe con una gestione economicamente valida e sopratutto efficiente?

    Nello spreco ……..

    Faccio il solito esempio di spreco …. a Milano un tal “……” che era responsabile della “monnezza” un giorno scrive un papiro a tutti i milanesi (che spreco poco ecologico dei soldi pubblici) dicendo che i “sacchi” il comune non li passa piu per “risparmiare”.

    Quanti milioni di sacchi acquistava questo personaggio? se mi fossi trovato al suo posto avrei cercato un fornitore …. dettando io il prezzo che intendevo pagare ….. e non avrei speso piu’ di dieci/venti centesimi a sacco (venti o quaranta lire di allora) ma non e’ stato cosi’ ed ora i 1350 sacchi acquistati per un condominio di venti famiglie li paghiamo piu’ di 350 euro …. sono 0,260 centesimi oltre cinquecento lire a sacco.

    Ho organizzato fiere per la mia azienda e per le pulizie mi chiedevano 4000 lire a metro quadro …. con stand piccoli pagavo senza problemi ma quando mi trovavo con stand di 1000-1300 mq …. mi recavo dal proprietario dell’azienda di pulizie e …. ne offrivo … ottenendo sempre il servizio 2500 con una presenza costante sullo stand …. di personale “efficiente” ….. (che veniva assunto solo per noi) …

    Insomma si puo’ amministrare in modo corretto una situazione che ….. permette a tutti un buon guadagno facendo risparmiare.

  4. lui la plume
    Scritto da lui la plume

    Caro Riverbero

    Succede talvolta che per migliorare le cose si creano dei disagi e dei malfunzionamenti che andrebbero analizzati meglio con un metodo critico ….. difficilmente riscontrabile in una amministrazione che fa’ fatica a raggiungere un risultato …. e tenta di raggiungerlo come puo’ talvolta dimenticando che il primo obiettivo da raggiungere e’ la realizzazione degli interessi della popolazione e non assurde imposizioni da raggiungere ad ogni costo.

    In zone dove la popolazione e’ “tanta e concentrata” la raccolta pur costosissima porta a risultati ecologicamente buoni …. certo che un supercondominio che tocca un migliaio di appartamenti (come ce ne sono tantissimi in giro) paga per un pessimo e fastidiosissimo servizio circa mezzo milione di euro ogni anno ….. offrendo il presupposto economicamente valido di una gestione privata del servizio di raccolta e consegna alla ricicleria o alla discarica pagando a quantita’ corrisposta e non in base ad assurdi conteggi di tipo patrimoniale …. casa grande paga di piu’ anche se produce di meno …. seconda casa paga anche se non produce nulla …. con questi presupposti nessuno tende ad impegnarsi a ridurre lo spreco.

    Come salta fuori il mezzo milione di euro che spendono i condomini (o affittuari) di un supercondominio di un migliaio di appartamenti? …. per una settantina di metri quadri io pago 180 euro al comune ed altri 278 per pagare l’azienda che sostituisce i sacchi pieni, li conserva in cantina e li porta in strada nei punti di raccolta negli orari capestro stabiliti da chi ha il “monopolio” della raccolta …… operazione che fa’ durante il giorno …… negli orari di massimo traffico (parlo di Milano e non di Savona dove la raccolta viene fatta opportunamente durante la nottata).

    Ecco 180 piu’ 278 fanno 458, ma su un migliaio di appartamenti il mio e’ fra i piccoli quindi e’ probabile che il mezzo milione di euro venga abbondantemente superato nella realta’.

    Di certo se superando la logica del comune con il monopolio di questa raccolta ….. si puo’ ottenere un servizio migliore pagando molto meno riciclando molto di piu’.

    Le piccole realta’ oggi godono del vantaggio di un costo pagato da altri …. e’ giusto?

  5. Scritto da Riverbero

    Belin che sforzo..