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Regione, Vesco: “Altri 145 mila euro per servizi mediazione interculturale”

[thumb:7455:l]Regione. Nuove risorse finanziarie sono state assegnate dalla Giunta regionale alle Province liguri per la realizzazione di una “sperimentazione per la fruizione dei servizi di mediazione interculturale”, volta a favorire la messa a sistema dei servizi di mediazione interculturale già attivi nella Regione.

“Siamo partiti nel giugno del 2008, con l’istituzione di un Tavolo di Lavoro Interprovinciale sulla Mediazione Interculturale, che ha definito le Linee generali dell’intervento, e un impegno di spesa di 427.000 euro – dice l’assessore Giovanni Enrico Vesco, titolare dell’iniziativa – e adesso, per consentire alle Province liguri di portare avanti in modo adeguato i progetti di razionalizzazione e diffusione di tali servizi, vogliamo dare ulteriore slancio all’iniziativa con un ri-finanziamento di 145.000 euro”.

“Scopo dell’intervento, infatti, è quello di favorire la messa in rete di un servizio come quello di mediazione interculturale che si rende sempre più indispensabile non solo per i servizi di pubblica utilità, ma anche per il settore privato, con una particolare attenzione al mondo del lavoro, favorendo il ricorso ad esso da parte di quei soggetti pubblici (penso ai piccoli Comuni, ai servizi sanitari e ospedalieri, alle Amministrazioni Penitenziarie..) e privati (aziende, associazioni di categoria..) che hanno un enorme bisogno di questi servizi, ma non riescono ad accedervi innanzitutto per un problema di costi, con un danno per l’organizzazione interna e il rapporto con l’utenza straniera” prosegue l’assessore regionale.

“Il valore politico e culturale di questa scelta è essenzialmente legato alla presa di coscienza dei mutamenti oramai avvenuti nella nostra società e al riconoscimento dell’importanza della mediazione interculturale come servizio pubblico determinante per la tutela dei diritti fondamentali dei cittadini migranti, per la qualità e l’efficacia dei servizi stessi, a cui si lega indissolubilmente la salvaguardia del lavoro e la crescita professionale dei mediatori interculturali stessi” conclude Vesco.

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