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Provincia, Bracco: “La Carta Ittica può anche rilanciare il turismo” foto

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[thumb:15396:l]Savona. La Terza Carta Ittica della Provincia non mira solo ad esprimere la valutazione dello stato delle popolazioni ittiche e degli ecosistemi fluviali presenti nel territorio provinciale, ma vuole anche sviluppare anche nuove sinergie turistiche. A presentarla, nella Sala Giunta della Provincia, è stato l’assessore provinciale Livio Bracco unitamente ai rappresentanti delle associazioni dei pescatori (Arcipesca, Enal e Fipsas).

Il documento, che nasce dall’analisi e il controllo di oltre 50 corsi d’acqua della Provincia, ha lo scopo di arrivare ad una corretta gestione dell’esercizio della pesca e dell’ittiofauna con particolare riferimento alla tutela degli habitat e delle specie comprese nella Direttiva 92/43/CEE. Il documento ha una durata di cinque anni e può essere aggiornato se nell’arco di tale perido intervengano notevoli modificazioni nel regime e nello stato biofisico e biologico di un corpo idrico.

La Carta indica la composizione quali-quantitativa delle popolazioni ittiche presenti, le loro tendenze evolutive e fornisce indicazioni tecnico-scientifiche e proposte finalizzate: alla razionale gestione e allo sviluppo dell’ittiofauna; alla tutela delle specie in particolare nei tratti di frega e riproduzione; alla tutela della biodiversità e dell’equilibrio ecologico; al corretto svolgimento delle attività di pesca in relazione, in particolare, a divieti, limitazioni e periodi di pesca; alle più idonee modalità di immissione di materiale ittico; alle limitazioni e ai divieti generali di captazione e derivazione delle acque, nonché alle prescrizioni per impedire o contenere i danni all’ecosistema acquatico provocabili dagli interventi in alveo, nei corsi d’acqua e nei bacini di preminente interesse faunistico, compresi i tratti dichiarati letti di frega.

Il documento contiene inoltre una classificazione di qualità dei corsi d’acqua o invasi, sulla base di criteri biologici ed ittiologici, nonché l’indicazione delle zone di ripopolamento, cattura e protezione e dei tratti o invasi destinabili ad attività di riserva turistica, a campo di gara o di allenamento e le zone a regolamentazione particolare di pesca. [image:15395:r]

L’ indagine ittiologica sulla qualità delle acque e sulla funzionalità fluviale è stata effettuata, nel periodo compreso tra i mesi di settembre 2008 e ottobre 2009 su appunto cinquanta corsi d’acqua, compresi i sedici indagati ed inseriti nelle precedenti Carte Ittiche Provinciali. L’indagine è stata condotta a cura del personale dell’Ufficio Risorse Ittiche del Servizio Controllo Territoriale del Settore Difesa del Suolo e Tutela Ambientale della Provincia di Savona, coadiuvato da volontari appartenenti alle associazioni di pesca sportivi rappresentate nella Commissione tecnico consultiva per la pesca e con il supporto scientifico del personale dell’Ufficio Parchi ed Aree Protette del Servizio Educazione Ambientale del Settore Difesa del Suolo e Tutela Ambientale della Provincia di Savona.

“Grazie al lavoro dei nostri collaboratori e delle associazioni di pesca abbiamo risparmiato circa 75mila euro – spiega l’assessore alla caccia e alla pesca Livio Bracco -. Infatti per analizzare sedici corsi d’acqua, affidando all’esterno il servizio, precisamente all’Università, le precedenti amministrazioni avevano speso circa 25 mila euro. Se l’avessimo dato all’esterno avremo speso il triplo”.

“La terza Carta Ittica della Provincia di Savona, comprendendo i 50 principali corsi d’acqua ed i loro affluenti più significativi, costituisce uno strumento insostituibile di tutela e di gestione ambientale degli ambienti acquatici, contemperando ed equilibrando le esigenze ludiche dei pescatori sportivi (rappresentate principalmente, ma non solo, dalla costituzione delle 22 riserve turistiche di pesca) e le istanze delle associazioni ambientaliste ed animaliste attraverso il pieno rispetto delle norme e delle procedure a tutela della biodiversità e l’istituzione delle zone ‘No kill’ nelle quali la soppressione dei pesci catturati non è consentita” ha aggiunto l’assessore provinciale.

“Sono soddisfatto del lavoro che abbiamo portato avanti. Credo che però non ci si debba fermare qui ma che, tramite le associazioni di pesca, si debba promuovere di più il turismo legato a questa attività. La pesca può e deve servire a rilanciare il territorio” ha proseguito Bracco che ha concluso: “Programmerò una serie di incontri con gli amministratori dei Comuni che nel loro territorio hanno riserve turistiche. Cercheremo di coinvolgerli rispeto a possibili iniziative da sviluppare insieme”.

“Finalmente abbiamo concluso questo lavoro. Noi associazioni dobbiamo impegnarci a portare avanti un lavoro di sorveglianza e controllo delle acque e soprattutto a promuovere anche dal punto di vista del turismo i nostri corsi d’acqua. Vorrei sottolineare che noi con il Coni organizziamo anche importanti manifestazioni sportive di livello nazionale quindi credo che con un pò di impegni ci siano i presupposti per promuovere, attraverso la pesca sportiva, il nostro territorio” ha commentato Paolo Ghiso della Fipsas Savona.

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