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Piaggio, cassa integrazione: nessun accordo tra azienda e Rsu

[thumb:2844:l]Finale L. E’ un nulla di fatto che lascia l’amaro in bocca, in particolare a sindacati e lavoratori della Piaggio, quello che ieri ha visto sfumare l’accordo con l’azienda per la cassa integrazione. Dopo ore di discussione, presso l’Unione Industriali di Savona, i sindacati parlavano di “posizioni ancora molto distanti tra loro”.

In particolare, Paola Boetto della Rsu Piaggio di Finale spiega: “Noi riteniamo che la richiesta di cassa integrazione nella quantità non possa permettere di tenere il piano industriale che ci è stato presentato. Comunque andiamo avanti nella trattativa chiedendo, a fronte della cassa integrazione richiesta, dei corsi di formazione seri che dal punto di vista professionale possano rivalutare le persone. A fronte di questi corsi poi chiediamo l’integrazione al reddito perché in questo momento la cassa integrazione non permette di vivere dignitosamente”.

“In questo momento l’azienda è molto distante perché non ritiene di salire oltre l’82% dell’integrazione e per noi questo è ancora poco” aggiunge la Boetto che, a proposito delle loro prossime “mosse” spiega: “Noi abbiamo tempo fino al 25 dicembre per continuare le trattative. L’azienda proseguirà presso gli enti locali e la Regione la verifica per trovare fondi che possano finanziare l’integrazione e la formazione che sono comunque previste dalla legge e anche da un decreto nazionale anticrisi che andrà analizzato”.

“Ci rivedremo non appena ci chiameranno con nuove informazioni e sulla base anche delle nostre richieste perché vogliamo comunque un piano formativo chiaro da poter presentare in assemblea ai lavoratori e in questo momento quello che ci viene offerto non ci basta” aggiungono dalla Rsu aziendale.

Sulla stessa lunghezza d’onda Gino Soraggi della Fim-Cisl: “La proposta dell’azienda di integrazione salariale a suo carico fino ad un massimo dell’82% della retribuzione lorda mensile e la mancanza di un chiaro programma formativo per i lavoratori di Finale e Genova coinvolti nella cassa integrazione a zero ore, sono stati i principali motivi che ci hanno visti costretti a non concludere oggi l’accordo all’Unione Industriali di Savona dopo oltre tre ore di discussione”.

“Ci auspichiamo che, nel prossimo incontro la cui data è da definirsi, l’azienda fornisca tutti gli elementi per trovare un’intesa ed avviarci ad una conclusione sostenibile e dignitosa della trattativa a tutela dei lavoratori” conclude l’esponente Fim-Cisl.

Al momento comunque i sindacati non prevedono, per portare avanti la loro battaglia, di organizzare manifestazioni: “Continueremo tranquillamente la trattativa anche perché crediamo di avere delle posizioni da poter sostenere. La prossima volta poi vedremo cosa l’azienda ci presenterà e, a quel punto, la presenteremo in assemblea ai lavoratori e decideremo”. Nessuna notizia invece dal fronte del trasferimento dello stabilimento a Villanova: “Oggi non si è parlato di questo” conclude Paola Boetto.

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