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Patto per la Salute, la Fp Cgil ligure esprime forte preoccupazione

[thumb:6284:l]Regione. “Siamo molto preoccupati per le ricadute che il nuovo Patto per la Salute avrà sia sulle condizioni materiali dei dipendenti del Servizio Sanitario Regionale sia sui cittadini liguri. Preoccupazioni aggravate dalle dichiarazioni del presidente della Regione Liguria che ha ipotizzato l’utilizzo delle risorse contrattuali per sopperire al disavanzo”. La Fp Cgil ligure esprime una forte preoccupazione sull’impatto che il nuovo patto sulla salute, stipulato fra Governo e Regioni, avrà sui lavoratori della sanità e sui cittadini liguri. Preoccupazioni accresciute dall’ipotizzato impiego degli accantonamenti fatti dalla Regione per i rinnovi dei contratti di lavoro, a copertura dei 20 milioni di euro in meno destinati alla Liguria.

“Per la prima volta – spiegano gli esponenti di Fp Cgil – nei trasferimenti dallo Stato alle Regioni sono state ricomprese le risorse per pagare l’indennità di vacanza contrattuale per i dipendenti (20 euro lordi, medi!) inserendo la promessa di recuperare qualche soldo in più se sarà necessario. La scelta del Governo è grave ma coerente con le proprie scelte di fondo: presentare i lavoratori pubblici come fannulloni; dividere e contrapporre gli interessi tra chi garantisce i servizi da chi li utilizza”.

“Francamente – proseguono – ci saremmo aspettati qualche reazione almeno vagamente infastidita da parte di Cisl e Uil che invece al momento sembrano ancora attestate sulla linea di ‘piena collaborazione’ tanto invocata dal ministro Sacconi. Sicuramente ci saremmo aspettati che la Regione Liguria almeno ‘fischiasse un fallo’ non prestandosi a questi trucchetti a danno dei lavoratori e che meno che mai riponesse così tanta fiducia in promesse fatte da un esecutivo che ha dato ampie dimostrazioni di abilità nel gioco delle tre carte”.

“Ma le nostre preoccupazioni – spiegano i portavoce dell’organizzazione sindacale – non si limitano esclusivamente agli aspetti contrattuali. Infatti, se è vero che il confronto Stato Regioni ha consentito di recuperare risorse importanti ivi compreso il finanziamento del fondo per la non autosufficienza, è altrettanto vero che resta inalterato l’originario sistema di controlli molto rigido. Le Regioni per ottenere i risultati richiesti dovranno assumere scelte di forte impatto sul sistema dei servizi. In particolare dovranno intervenire per ridefinire i posti letto in base a standards nazionali. Questa operazione per la nostra Regione sarà pesantissima ed esporrà al rischio di un ennesimo taglio alle prestazioni per i cittadini e al contempo produrrà un effetto negativo nel rapporto posti letto/operatori. Esito che sarà ancora peggiore se continuerà l’indisponibilità a misurarsi su concreti processi di riorganizzazione dei servizi finalizzato ad un potenziamento di quelli territoriali, da parte di chi ha precise responsabilità gestionali”.

“Dunque forti e motivate preoccupazioni – aggiungono – che ci fanno dubitare dell’ottimismo che abbiamo percepito nelle prime dichiarazioni della Giunta Regionale. Pensiamo invece che vada contrastato con determinazione anche questa nuova versione del ‘Patto’ perché concorre a costruire un modello di stato sociale nel quale si sostituisce al principio dell’universalità dei servizi pubblici il principio dello Stato Minimo e Caritatevole. Un Patto per la Salute che ancorchè presenti apprezzabili miglioramenti rispetto alle posizioni iniziali continua a considerare i lavoratori del servizio sanitario come una spesa da tagliare e non come un valore e uno strumento per raggiungere più elevati standards di qualità”.

“La Fp Cgil – concludono – continuerà nel suo impegno per contrastare il disegno di società prevista dal ‘Libro bianco’ del ministro Sacconi augurandosi che la Giunta Regionale assuma una posizione di più chiaro e di netto distinguo da tali contenuti. Un contrasto senza sconti per nessuno augurandoci di ritrovare analoga determinazione da parte di Cisl e Uil di categoria”.

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