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Lettere al direttore

Paolo Forzano (Comitato Albamare): “Savona ha bisogno di un Pum”

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Savona, come tutte le città, non riesce più a sostenere i volumi di traffico. È necessario un trasporto pubblico più efficiente, più rispondente alle esigenze di spostamento dei cittadini, ma è anche un problema di salute, di economicità, di tempo, di qualità del vivere urbano.

Un problema che non può trovare la sua soluzione definitiva con rimedi temporanei, come il blocco del traffico nei weekend e la circolazione a targhe alterne, ad interventi “spot” senza un piano organico complessivo. Serve prima di tutto un Pum (Piano Urbano della Mobilità), un piano generale con finalità e politiche di orientamento, che deve comprendere sia l’esistente che anche l’inserimento di nuove infrastrutture e che deve definire l’organizzazione di una nuova mobilità urbana, più vivibile e più sicura.

E’ “lo strumento di pianificazione” introdotto dalla Legge n° 340 del 21/11/2000 in tema di mobilità e trasporti che si prefigge, in un orizzonte temporale di medio-lungo periodo (10 anni), di formulare scenari di previsione; definire misure orientate a migliorare l’efficacia del sistema infrastrutturale e a regolare la domanda di mobilità, attraverso la pianificazione territoriale e urbanistica; sviluppare un “Progetto di sistema” basato su strategie e obiettivi.

Riporto quanto recita la Legge 24 novembre 2000, n. 340 pubblicata nella Gazzetta Ufficiale n. 275 del 24 novembre 200 Art. 22: Pum: Piani urbani di mobilità.

“1. Al fine di soddisfare i fabbisogni di mobilità della popolazione, assicurare l’abbattimento dei livelli di inquinamento atmosferico ed acustico, la riduzione dei consumi energetici, l’aumento dei livelli di sicurezza del trasporto e della circolazione stradale, la minimizzazione dell’uso individuale dell’automobile privata e la moderazione del traffico, l’incremento della capacità di trasporto, l’aumento della percentuale di cittadini trasportati dai sistemi collettivi anche con soluzioni di car pooling e car sharing e la riduzione dei fenomeni di congestione nelle aree urbane, sono istituiti appositi piani urbani di mobilità (Pum) intesi come progetti del sistema della mobilità comprendenti l’insieme organico degli interventi sulle infrastrutture di trasporto pubblico e stradali, sui parcheggi di interscambio, sulle tecnologie, sul parco veicoli, sul governo della domanda di trasporto attraverso la struttura dei mobility manager, i sistemi di controllo e regolazione del traffico, l’informazione all’utenza, la logistica e le tecnologie destinate alla riorganizzazione della distribuzione delle merci nelle città. Le autorizzazioni legislative di spesa, da individuare con il regolamento di cui al comma 4, recanti limiti di impegno decorrenti dall’anno 2002, concernenti fondi finalizzati, da leggi settoriali in vigore, alla costruzione e sviluppo di singole modalità di trasporto e mobilità, a decorrere dall’anno finanziario medesimo sono iscritte in apposito fondo dello stato di previsione del Ministero dei trasporti e della navigazione”.

“2. Sono abilitati a presentare richiesta di cofinanziamento allo Stato in misura non superiore al 60 per cento dei costi complessivi di investimento, per l’attuazione degli interventi previsti dal Pum, i singoli comuni o aggregazioni di comuni limitrofi con popolazione superiore a 100.000 abitanti, le province aggreganti i comuni limitrofi con popolazione complessiva superiore a 100.000 abitanti, d’intesa con i comuni interessati, e le regioni, nel caso delle aree metropolitane di tipo policentrico e diffuso, d’intesa con i comuni interessati”.

Come si vede la legislazione nazionale dà chiare indicazioni su come procedere, e quali sono le priorità. Molte città italiane hanno già redatto il loro Pum. Savona ancora no. Si procede per proposte apparentemente non correlate tra loro. Questo non è un modo razionale di procedere. E’ per questo che bisogna dire no a tutti quei tentativi di introdurre nuovi interventi “spot” che degraderanno ulteriormente la vivibilità della città di Savona, già segnata da anni di scarsa lungimiranza.

No al parcheggio di via Falletti, prima di aver usufruito della strategica via di comunicazione Funivie-Falletti-Torino-Ricci. Realizzazione peraltro in contrasto col Puc che prescrive la necessità di mantenere piena accessibilità alla galleria ex-ferroviaria, nella disponibilità del comune.

Ed allora un invito al sindaco di Savona Dr. Berruti di invitare i sindaci dei 12 comuni limitrofi, che già hanno in lui un referente per quanto riguarda il sostegno al casello Albamare, a realizzare un Pum per il beneficio sia della città di Savona che del suo comprensorio.

Il presidente del Comitato Casello Albamare
Paolo Forzano

Commenti

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  1. Bruno Pirastu
    Scritto da Bruno Pirastu

    PUM , PIC, PAM o come si chiama concordo pienamente. E’ assurdo proseguire con interventi spoot , personali e meteopatici , di questo o quell’assesore. Bisogna avre il coraggio di fermarsi e fare il punto a gioco fermo. Vedere l’insieme in tutte le strutture , creando sinergie e soluzioni anche a lungo termine che , però , devono essere poi proseguite anche a cambio Giunta. Esempio Via Faleltti, si compra la Galleria e poi , due settimane dopo la si tappa con un parcheggio ! Fare uno studio completo , analitico , flussi veicolari, sviluppo urbanistico , analisi dei trasporti e trasportati dai mezzi pubblici, dentro e fuori città, individuazione aree perimetrali di parcheggi con navette, insomma fare le cose un po seriamente e non perchè l’ha fatto il vicino o perchè oggi gira così e al Bar mi hanno dato ragione.