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Loano, nuovo Piano urbano del traffico sul modello “Chambéry”

[thumb:240:l]Loano. “Sono pienamente d’accordo con il Comandante della Polizia Municipale di Savona, Igor Aloi sull’adozione nelle nostre città del modello Chambéry per affrontare la questione della viabilità e della sicurezza delle strade”. A dirlo è Giacomo Piccinini, assessore alla polizia urbana, alla sicurezza dei cittadini e alla viabilità del Comune di Loano.

“A Loano è già da tempo che lavoriamo su questa idea. Siamo stati a Chambéry (comune francese della Savoia) ed abbiamo verificato il funzionamento di tale modello. Il nostro nuovo piano del traffico parte proprio da questo esempio. A marzo ospiteremo a Loano, in occasione di un importante convegno, i tecnici e gli esperti che hanno guidato l’adozione del piano del traffico proprio a Chambéry. Sarà interessante ascoltare la loro esperienza e invito fin d’ora i mie colleghi assessori a partecipare a questo momento di approfondimento” prosegue l’assessore del Comune di Loano.

“Il nuovo Piano Urbano del traffico di Loano sarà curato dallo Studio Urbafor. Il Piano Urbano del Traffico rappresenterà la base di partenza di tutti gli interventi di miglioramento della circolazione (strade e incroci) che saranno realizzati nei prossimi anni a Loano. Le linee guida scelte per la redazione del piano si affidano alla metodologia adottata dai Piani Urbani del Traffico della ‘nuova generazione’, che si basa su un approccio innovativo, ovvero la moderazione estensiva del traffico. L’obiettivo primario è quello della sicurezza stradale delle città. Il suo fine, però, è anche di garantire maggiore multifunzionalità della strada, che negli ultimi anni ha finito per essere quasi esclusivamente lo spazio dedicato alle automobili” aggiunge Piccinini.

L’obiettivo è di garantire a tutti (automobilisti, ciclisti e pedoni) un utilizzo sicuro e confortevole dello spazio stradale, conciliando le esigenze di scorrevolezza del traffico, di sicurezza e di qualità ambientale e urbana. Si tratta perciò di organizzare uno spazio in cui sia possibile la convivenza pacifica e amichevole tra utenti “forti” (automobilisti) e “deboli” (pedoni, ciclisti). Al centro del progetto c’è l’idea di riequilibrare lo spazio dedicato alle automobili e lo spazio dedicato ai pedoni. Ma non basta: la strada deve rispondere anche ad altre funzioni, quali quelle tipiche del commercio, dell’interazione sociale e dell’incontro e, nelle aree di maggiore tranquillità, dovrebbe poter ospitare anche le funzioni di gioco dei bambini.

“Inoltre, va considerato anche il fatto che in tutte le nostre città vi sono ampie aree di centro storico interessate da attività di fruizione turistica, dove il traffico motorizzato intenso presenta non pochi motivi di incompatibilità ambientale. Per gestire in modo moderno la viabilità dobbiamo quindi non dimenticare gli spazi ristretti della nostra Liguria e mettere al centro dello spazio pubblico il pedone. La soluzione migliore consiste nella condivisione dello spazio della mobilità, realizzata però in modo tale da tenere nella massima considerazione le esigenze di sicurezza e di comfort del pedone e, in generale, dell’utente più debole, come i bambini, gli anziani e i disabili” spiega ancora l’assessore alla viabilità.

“Il compito è dunque quello di invertire le modalità tradizionali di uso dello spazio stradale, facendo comprendere agli automobilisti che essi non sono i dominatori della strada. Sperimentato da circa trent’anni in numerosi paesi europei, la tecnica della ‘moderazione del traffico’ si è dimostrata efficace per una gestione ‘dolce’ del traffico e per la riqualificazione urbana: il traffico diventa più fluido e scorrevole, migliora la qualità dello spazio urbano, diminuisce notevolmente il numero e la gravità degli incidenti, si ha una importante riduzione delle emissioni inquinanti, diminuisce la rumorosità del traffico, vengono eliminate le barriere architettoniche” ha concluso Piccinini.

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