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Legge sul Biologico, Marcenaro (Pdl): “Da bocciare perchè inutile”

[thumb:4361:l]Ieri in Commissione IV è stato discusso il DDL 494 che riguarda la “Disciplina degli interventi per lo sviluppo, la tutela, la qualificazione e la valorizzazione delle produzioni biologiche liguri.” Gino Garibaldi e Matteo Marcenaro, Consiglieri regionali del PDL, presenti durante i lavori dell’assemblea, hanno votato contro questo provvedimento che affermano “sostanzialmente non ha aggiunto nulla di nuovo a quanto già esistente a livello normativo regionale.”

“Un provvedimento che a fronte della pesante riduzione di risorse riservate al comparto, che è tra i settori più penalizzati anche per quanto riguarda il Piano di Sviluppo Rurale – dicono – dimostra una chiara volontà della Regione a non incentivare questa modalità di produzione, visto che la legge verrà finanziata con la cifra di 15.000 euro.”

Secondo i due esponenti del PDL infatti “risulta evidente che si tratta di una manovra di carattere squisitamente “politico”, che sarebbe dovuta servire a recuperare consensi in determinate aree della regione e presso determinate categorie di cittadini particolarmente sensibili a tali argomenti.” Una legge, sottolineano Garibaldi e Marcenaro, che anche sotto l’aspetto della tempistica è sbagliata in quanto “sarebbe stato più opportuno attendere la legge di indirizzo nazionale, il cui iter è già iniziato grazie ad un DDL bipartisan, e successivamente, sulla base di quella, emanare le norme di livello regionale.”

I Consiglieri regionali del centro destra hanno evidenziato durante la discussione in Commissione gli aspetti di criticità che questo provvedimento porterebbe con sé, anche accogliendo le istanze provenienti dagli operatori del settore, rilevando che “l’articolato del DDL proposto si presenta scritto in maniera “affrettata” e non chiarisce invece gli aspetti cardine relativi ai metodi di produzione biologica che, a nostro parere, sono i seguenti: definizione degli obblighi e dei doveri degli Enti preposti alla certificazione, in modo da tutelare le imprese agricole; l’elevato carico amministrativo e gli oneri burocratici a carico delle imprese del settore; le modalità di gestione del marchio “BIO”, in modo da dare la certezza ai consumatori sulla qualità del prodotto e la sua tracciabilità; la totale mancanza di accenni alla filiera corta.”

Garibaldi e Marcenaro inoltre puntano il dito contro la gestione dei “Distretti Biologici” e dei “comprensori biologici” che, a loro parere, il DDL tratta in maniera estremamente lacunosa. Secondo loro “tale tematica non necessita di nessuna norma specifica, essendo i distretti già inquadrati con specifici atti mentre per i comprensori regionali il provvedimento della Giunta rappresenta quanto di più fantasioso possibile: dalla loro lettura parrebbe che l’intero territorio regionale possa esser definito “comprensorio bio”.

“Pertanto – concludono Gino Garibaldi e Matteo Marcenaro – nel condividere l’interesse per la tematica, che presenta sicuramente aspetti particolarmente importanti per le fasce deboli (pensiamo alle mense scolastiche e agli anziani), il PDL ha espresso parere negativo al testo presentato dalla Giunta Burlando.”

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