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In arrivo l’albo per badanti e baby sitter

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[thumb:15388:l]Arriva l’albo delle badanti e delle baby sitter. Ogni comune dovrà stilare un elenco delle persone che possono svolgere queste attività, con le referenze, che dovranno essere garantite dal comune. I cittadini che ne avranno bisogno potranno quindi rivolgersi agli enti locali e ”uscire dall’attuale ‘far west”’. La novità è contenuta nel pacchetto di misure per la conciliazione presentato dal ministro per le Pari opportunità, Marca Carfagna, e dal ministro del Lavoro, Maurizio Sacconi, nel corso di una conferenza stampa.

Gli interventi, spiega Carfagna, consentiranno alle donne ”di non dover più scegliere tra lavoro e famiglia, vogliono essere un sostegno all’occupazione femminile e ci aiuteranno a recuperare posizioni nelle classifiche che ci vedono purtroppo, da sempre, fanalino di coda”. Le misure, aggiunge Sacconi, consentiranno alle donne ”soprattutto di conciliare il tempo di lavoro e il tempo da dedicare alla famiglia”.

Il piano, spiega Carfagna, si articola in cinque punti e sarà realizzato grazie alle risorse del ministero già disponibili, pari a 40 milioni di euro. Per la sua realizzazione, sottolinea il ministro, ”sarà necessaria una risposta trasversale e integrata che coinvolga tutte le amministrazioni”. Carfagna annuncia quindi la convocazione di un tavolo che punta ad una ”regolamentazione più leggera e invogliante per la diffusione degli asili nidi su tutto territorio nazionale”. Attualmente in alcune regioni ”siamo lontani dalla copertura del 33%” che prevede l’Ue. ”Alcune sono vicine, altre la superano. Ma nel meridione purtroppo siamo ancora molto indietro”.

Le regioni ”saranno coinvolte attraverso un tavolo lavoro per arrivare intesa di massima diffusione omogenea dei nidi familiari”, sottolinea Carfagna. Il pacchetto, spiega Sacconi, prevede anche l’introduzione di agevolazioni fiscali per le donne che lavorano al Sud, che però dovranno prima avere il via libera dall’Ue. Il ministro annuncia quindi l’avvio di una discussione con la Commissione europea sulla ”possibilità di utilizzare contratti di lavoro incentivati per le donne nel mezzogiorno, perché l’Italia ha uno squilibrio territoriale e di genere molto forte e credo abbia le ragioni per chiedere l’autorizzazione a continuare con i contratti di inserimento con la decontribuzione del 50% nel mezzogiorno”. Inoltre si punta a rendere la ”formazione più effettiva nel 2010 sulla base di un tavolo Stato, regioni e parti sociali”. Ci saranno azioni specifiche ”rivolte a servizi in generale, per l’infanzia in modo particolare, come i nidi familiari che saranno incorporati dall’uso dei buoni prepagati”. Degli strumenti, sottolinea Sacconi, che ”sono convenienti tanto per il committente quanto per la mamma”.

Il ministro annuncia quindi la convocazione di un tavolo ”per rimodulare gli orari di lavoro” in base alle tipologie contrattuali e ”più in generale cercando di negoziare, con le parti sociali, un cambiamento nelle regole generali riferite all’orario di lavoro perché si adattino sempre di più alle lavoratrici, ai datori di lavoro e ai lavoratori”.

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