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Finalborgo, successo della mostra dedicata a Giorgio Gallesio

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[thumb:15750:l]Finalborgo. Grande attenzione, da parte del numeroso pubblico presente, sabato 19 dicembre, nella Sala delle Capriate di S. Caterina in Finalborgo, per l’inaugurazione della mostra dedicata a Giorgio Gallesio, avente come tema: “Tra Scienza e Arte”. Alla base di questa importante iniziativa vi è il bicentenario della nascita di Darwin.

“L’anniversario,celebrato in tutto il mondo, a Finale assume un significato particolare – fa sapere Gabriello Castellazzi dei “Verdi” del Finalese – perché il nostro concittadino Gallesio è stato più volte citato negli studi di Darwin per le importanti informazioni che allo scienziato inglese giungevano dalla lontana Liguria”. Gallesio studiava infatti i meccanismi di trasmissione dei caratteri e la variabilità degli esseri viventi – tutti elementi che, in parte, hanno aiutato alla formulazione della teoria dell’evoluzione. Infatti, nei “Quaderni” di Darwin dove troviamo scritto: “Gallesio, who certainly has great experience, ecc.ecc”, in sostanza venivano messe in risalto le scoperte dell’agronomo di Finalborgo inserendo di diritto il Gallesio nella storia della scienza.

La tavola rotonda, tra i valenti esperti che hanno introdotto la mostra delle preziose tavole originali della “Pomona” di Gallesio (esposte al pubblico fino al 10 gennaio), ha dato la possibilità di ricordare l’attualità del messaggio di Gallesio: la varietà – quindi la biodiversità – presente nei prodotti agricoli del Ponente savonese, come patrimonio di qualità e gusto, non può essere disperso ma deve anzi essere valorizzato.
Ricordiamo che anche Carlin Petrini – fondatore di Slow Food – nel suo libro “Buono, Pulito e Giusto” ha messo in risalto l’opera di Gallesio “Melo Finalino”, “Chinotto”, “Trombetta”, ecc.ecc. crescono con il loro gusto particolare solo su questo terreno singolare perchè originato dal substrato di “Pietra di Finale”.

“Ecco perché – continua Castellazzi – i “Verdi” finalesi insistono affinché i terreni agricoli del Finale non vengano lottizzati e cementificati, ma ancora coltivati da cooperative di giovani che, attingendo saggezza dal loro “nonno” Gallesio, sappiano guardare al futuro puntando su risorse di qualità sempre più apprezzate.
Anche per questo i “Verdi” finalesi lotteranno senza stancarsi fino a quando non verrà realizzato il “Parco del Finale” in una terra che rappresenta un “unicum” per varietà botaniche e valenze archeologiche. Peculiarità riconosciute da tutti che hanno diritto ad un “marchio” capace di promuovere sviluppo sostenibile e occupazione sicura nell’agricoltura e nel settore turistico out-door per le future generazioni”.

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