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Caso pedofilia, parla una giovane moglie: “Non ci credo…però quegli SMS”

[thumb:15878:l]Alassio. Incredulità e stupore, ma anche qualche persona che, preoccupata per la notizia letta, ha il coraggio di dire che, forse, qualche segnale che don Luciano non fosse il prete perfetto c’era già stato.

La telefonata ricevuta ieri sera in redazione era di una giovane donna sposata che chiedeva più informazioni, voleva sapere se “sapevamo qualcosa di più” di quello che aveva appena letto sul nostro sito. La risposta era ovviamente negativa: “Siamo giornalisti, se abbiamo delle notizie le scriviamo subito”.

Allora Marta – nome di fantasia per garantire la privacy – incomincia a raccontarci il “suo” rapporto con don Luciano, iniziato parecchi anni fa quando lei e il suo attuale marito hanno frequentato il corso prematrimoniale dal prelato al centro della terribile vicenda.

“Lo abbiamo conosciuto in occasione del corso prematrimoniale, e siamo diventati molto amici. Il corso si è concluso bene e dopo abbiamo mantenuto i contatti con Don Luciano, ci siamo anche frequentati per un certo periodo partecipando anche a suoi piccoli incontri ed eventi”.

Una frequentazione che, col passare del tempo, diventa sempre più assidua. “E’ venuto molte volte a casa nostra, – prosegue Marta – parlavamo dei nostri problemi di giovane coppia alle prese con le difficoltà della casa, del mutuo del lavoro. Questo nonostante mio marito sia allergico alla chiesa e ai preti, lo consideravamo un amico e poi un prete, tanto che se non fosse stato impegnato avremmo voluto che celebrasse il nostro matrimonio. Poi però sono successe cose strane, che mi hanno fatto fare qualche passo indietro. Niente di esplicito o grave, ma semplici sensazioni che mi hanno fatto essere più cauta”.

E poi la precisazione tipica di una persona che non vuole muovere accuse, ma che è comunque assalita dai dubbi: “Guardi, io credo che non sia possibile che abbia fatto quello di cui è accusato, non è la persona, mi scusi, non è il prete che ho conosciuto. Però abbiamo troncato il rapporto poco dopo il nostro matrimonio, perchè mentre prima gli sms che ricevevamo parlavano al plurale, poi sono diventati al singolare e sempre sul mio cellulare”.

“All’inizio non ci feci caso – prosegue Marta – ma poi parlandone anche con mio marito, quei messaggini che parlavano di feeling eccezionale, di un rapporto speciale tra lui e me, di voglia di una maggiore intesa mi insospettirono e quindi decidemmo di troncare, sfruttando il fatto che stavamo per trasferirci lontano dall’albenganese. Però, nonostante questo, non credo assolutamene che possa aver fatto una cosa così terribile, non è lui, o almeno non è il prete che ho conosciuto io”.

Commenti

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  1. Ninoa145
    Scritto da Ninoa145

    Si prega di considerare e pubblicare solo questo commento. Grazie

    Albenga, 30/12/2009
    Si può essere sacerdoti cattolici e uomini sposati! Chi dice il contrario afferma inesattezze. Solo i sacerdoti cattolici appartenenti ai riti “Latino e Ambrosiano” non si possono sposare.
    Sono convinto che essere preti celibi è cosa buona, giusta, stupenda e fonte di ricchezza per la Chiesa è l’umanità per la maggiore disponibilità e capacità di donazione.
    Sacerdoti anglicani, divenuti cattolici, sono sposati e appartenenti a Cattolici di altri riti per es. uniati Ortodossi lo sono.
    Pregherei tutti, di non voler continuare a voler imporre al Vicario di Cristo i propri “desideri”; se i tempi e i costumi cambiano, immutabile è la parola di Dio.
    In quanto a don Luciano, oso chiedere, di non giudicare nessuno prima di una sentenza.
    Antonino Maccarrone – Albenga

  2. Scritto da Leofinalese

    I tempi sono cambiati…solo Papa Benedetto e gli anziani Cardinali non se ne rendono conto,non c’è altro rimedio:
    LASCIATE CHE QUESTI GIOVANI PRETI SI SPOSINO!!!!!!