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Enpa, allarme botti di Capodanno: “Chi ama animali, non li usi”

[thumb:4893:l]Savona. Chi ama gli animali, a Capodanno non usi i botti. E’ l’appello dell’Enpa che mette in guardia sulle conseguenze che lo scoppio di un petardo ha su cani, gatti e altre specie.

“Lo scoppio di un petardo o di un fuoco artificiale – fa sapere l’Enpa – in piena notte, ma pure di giorno, causa agli animali danni che nemmeno possiamo immaginare. Negli uccelli un botto causa uno spavento tale che li induce a fuggire dai dormitori, volando al buio anche per chilometri, andando a morire sfracellati contro qualche muro, albero o filo elettrico; quelli che riescono ad atterrare o a posarsi spesso muoiono assiderati a causa delle rigide temperature ed alla mancanza di un riparo. Nei gatti, e soprattutto nei cani, un botto crea forte stress e spavento, tale da indurli a fuggire dai propri giardini e recinti per scappare dal rumore per loro insopportabile, finendo spesso vittime del traffico o di ostacoli non visibili al buio. Negli animali di allevamento, con particolare riferimento a mucche e conigli, le conseguenze delle esplosioni possono provocare nelle femmine gravide addirittura l’aborto da paura. Quindi astenetevi dall’uso dei botti”.

La Protezione Animali savonese invita poi i possessori di animali a trascorrere la notte di San Silvestro con loro e, se possibile, portarseli assieme al veglione, in modo da poterli tranquillizzare quando scoppieranno i botti di fine d’anno; viceversa tenerli ben chiusi e sotto controllo, lasciandoli in compagnia di un indumento o un oggetto che riporti l’odore o il ricordo dell’amato proprietario e, per minimizzare l’impatto dei botti, accendere radio o tivù; nei casi più gravi consultarsi col veterinario di fiducia, che potrà prescrivere un blando sedativo o rimedi omeopatici o di erboristeria. Ogni anno, nella provincia di Savona, almeno una cinquantina di cani e gatti fuggono terrorizzati e in qualche caso non vengono più ritrovati; senza contare i volatili che ormai vivono in città (colombi, tortore, passeri, merli, storni, cornacchie, gabbiani, taccole, rapaci notturni), alcuni dei quali vengono trovati morti dai Volontari dell’ENPA il giorno dopo, per spavento o fatica nell’estemporanea fu-ga dal nido.

“Per fortuna – sottolinea l’Enpa – anche quest’anno è in atto un prezioso lavoro di prevenzione da parte degli Organi di Polizia, a cui rivolgiamo un vivo ringraziamento. Nella speranza che anche i Comuni savonesi proibiscano i botti, come avviene altrove, l’associazione invita tassativamente a non spararli in campagna o contro alberi, perché potrebbero provocare pericolosi incendi.Va inoltre ricordato che le Forze di Polizia possono applicare nei confronti degli autori, l’articolo 703 del codice penale, purtroppo spesso dimenticato ma comunque in vigore, che recita: “Chiunque, senza la licenza dell’Autorità, in un luogo abitato o nelle sue adiacenze, o lungo una pubblica via o in direzione di essa (… o-missis …) accende fuochi d’artificio, o lancia razzi (… omissis…), o in genere, fa accensioni o esplosioni pericolose, è punito con l’ammenda fino ad euro 103,00; se il fatto è commesso in un luogo ove sia adunanza o concorso di persone, la pena è dell’arresto fino a un mese.”

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