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Albisola Superiore tra i sapori dei Presidi Slow Food

[thumb:247:l]Albisola Superiore. I prodotti che rendono unica la nostra terra tra i Presidi di Slow Food che, il 10 dicembre, nell’ambito dell’iniziativa “Madre Day”, saranno presentati presso il ristorante da Sem diAlbisola Superiore, in abbinamento a vini di eccezione.

Un’occasione per assaporare i gusti unicidella Riviera ponentina. I Presidi sono nati per tutelare i piccoli produttori e per salvare i prodotti artigianali di qualità. Con la mobilitazione di tutta la rete Slow Food di soci, tecnici, ricercatori, giornalisti, cuochi e produttori, la Fondazione vuole contribuire al miglioramento delle tecniche di produzione, alla formazione dei produttori e al potenziamento del mercato dei prodotti. I Presidi sono oltre 300 in tutto il mondo, 177 solo in Italia.

La Liguria ne conta 8: Aglio di Vessalico, Asparago Violetto di Albenga, Carciofo di Perinaldo, Castagna essiccata nei tecci di Calizzano e Murialdo, Chinotto di Savona, Cicciarelli di Noli, Fagioli di Badalucco, Conio e Pigna e le Tome di pecora Brigasca.

Commenti

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  1. Il Golosastro
    Scritto da Il Golosastro

    Carissimi “Golosastri”, ringraziando, come sempre la Redazione di IVG per l’attenzione ai comunicati Slow Food, vorrei aggiungere solo che il 10 di Dicembre sarà una data importantissima in almeno 150 paesi di tutto il Mondo.
    Il primo Terra Madre Day vedrà ribaditi 7 punti cardine e valevoli per tutta l’umanità.
    I festeggiamenti per la Giornata di Terra Madre focalizzeranno l’attenzione sull’importanza di “mangiare locale” e sul diritto di tutte le comunità a rivendicare e assicurarsi:

    Accesso a un cibo buono, pulito e giusto

    L’approccio di Slow Food all’agricoltura, alla produzione alimentare e alla gastronomia si basa su un’idea di qualità del cibo definita da tre princìpi correlati fra loro: buono, pulito e giusto. Buono: una dieta quotidiana fresca e saporita che soddisfi i sensi e faccia parte della nostra cultura locale; pulito: prodotto senza danneggiare l’ambiente o la salute dell’uomo; giusto: che garantisca ai produttori condizioni e guadagni equi e ai consumatori prezzi accessibili. Slow Food lavora per difendere il diritto di tutti a un cibo buono, pulito e giusto e sottolinea che piacere e responsabilità devono andare di pari passo.

    Biodiversità agricola e alimentare

    Nel secolo passato abbiamo perso oltre l’80% della biodiversità alimentare: un terzo delle specie bovine, ovine e suine autoctone sono oggi estinte o in pericolo di estinzione; 300.000 specie vegetali sono estinte e continuiamo a perderne una ogni sei ore. Slow Food è impegnato nella salvaguardia di cibi, metodi di coltivazione e lavorazioni di qualità, sostenibili e tradizionali, nella difesa della biodiversità delle varietà coltivate e selvatiche, nella salvaguardia delle razze animali autoctone.

    Produzione alimentare di piccola scala

    Il sistema iper-produttivo basato sull’agricoltura industriale e sulla globalizzazione ha fallito. Non ha nutrito il pianeta – oggi un miliardo di persone è privo del minimo per sopravvivere -, ha inquinato la terra e l’acqua, ha distrutto l’identità culturale di intere popolazioni e ridotto drasticamente la biodiversità. La produzione alimentare di piccola scala, basata sulle comunità locali, serba saperi capaci di mostrarci la via verso un futuro migliore. L’approccio migliore all’agricoltura e alla pesca, soprattutto nelle regioni più povere del pianeta, rispetta le culture locali e si basa sulla saggezza delle comunità locali.

    Sovranità alimentare

    Tutti i popoli devono essere in condizione di preservare la capacità e la libertà di decidere cosa coltivare, come trasformarlo e di cosa nutrirsi quotidianamente. Specialmente nei paesi in via di sviluppo, mantenere le tradizioni e i saperi agricoli è di vitale importanza per la salute delle comunità e delle culture. I piccoli agricoltori stanno perdendo rapidamente la terra destinata alla produzione locale – riconvertita per i prodotti da esportazione e per la produzione di biocarburante – così come il loro bene più prezioso: i semi. Comprando i semi dalle compagnie che brevettano le varietà più produttive, abbandonano le colture tradizionali a vantaggio di quelle che richiedono un uso massiccio di fertilizzanti e pesticidi, e che sono destinate all’esportazione o alla produzione di foraggio. L’educazione è cruciale per promuovere la sovranità alimentare.

    Conoscenza delle lingue, delle culture e delle tradizioni

    Tutti i popoli devono avere la possibilità di salvaguardare la loro lingua, la loro cultura e i loro saperi tradizionali. Abbiamo coniato l’espressione “comunità del cibo” per descrivere una nuova idea di economia locale basata su cibo, agricoltura, tradizione e cultura. Sottolineando l’importanza delle comunità del cibo e del lavoro fondamentale che svolgono, restituiamo dignità culturale ai piccoli produttori e valorizziamo i loro saperi e le loro competenze. In questo modo aiutiamo anche le comunità indigene a tutelare la loro cultura e il loro stile di vita e a far sì che il loro bagaglio di conoscenze sia tramandato alle nuove generazioni. L’educazione è essenziale per garantire la diversità culturale.

    Produzione alimentare responsabile verso l’ambiente

    L’agricoltura e la pesca sono strettamente legate all’ambiente. Non possono essere trattate come settori dell’economia, soggetti alle leggi della domanda e dell’offerta. Dobbiamo far sì che la produzione alimentare elimini o riduca l’uso di sostanze chimiche, protegga la fertilità della terra e i nostri ecosistemi idrografici, elimini o riduca gli sprechi, promuova le fonti energetiche sostenibili.

    Commercio equo e sostenibile
    La giustizia sociale e il commercio equo si possono realizzare attraverso un sistema produttivo che rispetti i produttori, garantendo loro un giusto guadagno e al tempo stesso prezzi accessibili per i consumatori, rispettando la diversità culturale e le tradizioni. Una filiera alimentare breve è uno degli elementi chiave dell’agricoltura sostenibile. Le reti del cibo locali limitano l’impatto ambientale grazie alla riduzione dei trasporti, valorizzano la produzione locale e contribuiscono a preservare la cultura alimentare di ogni regione. Inoltre, riducendo il numero di passaggi intermedi, è possibile ottenere condizioni economiche eque sia per i produttori sia per i consumatori.

    Se volete vedere chi farà che cosa e dove..entrate in
    http://www.slowfood.com/terramadreday/pagine/ita/mappa.lasso
    Per prenotazioni: 3474682274