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Lettere al direttore

Aggressione a Berlusconi: il pensiero di Roberto Nicolick

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Innanzi tutto voglio esprimere la mia più grande ed intensa solidarietà a Silvio Berlusconi, come cittadino e come militante del movimento politico che egli ha scelto di incarnare sulla sua persona, con tutti i rischi che questo scomodo ruolo comporta. L’ultimo episodio recentissimo lo insegna con crudezza. La campagna di odio alla lunga produce i suoi velenosi frutti.

I risultati si vedono, da un lato con il suo dinamismo, con la sua voglia di fare e di vivere la politica in un modo nuovo e più concreto ha dato una nuova speranza a milioni di Italiani di tutti gli strati sociali ed economici che vedono in Berlusconi un personaggio, onesto, corretto e soprattutto fuori dagli schemi. Vedono in Lui, l’uomo nuovo, e proprio per questo lo hanno premiato, dandogli fiducia e un grandissimo consenso elettorale, che lo ha portato a d amministrare l’Azienda Italia.

Con questo scomodo e rischioso ruolo, Berlusconi, ha attirato su di sé l’odio e il rancore dei perdenti, che spesso per loro natura non hanno la capacità di riconoscere le loro sconfitte e quindi non sono in gradi di comprendere e correggere i loro errori, anzi al contrario, proiettano sui vincitori tutte le loro responsabilità, le loro mediocrità che traducono in invidia e odio e vorrebbero cancellare dalla faccia della terra chi è più bravo di loro.

Non è in caso, che da anni, gruppi variegati ma sempre con il denominatore comune dell’essere stati sconfitti democraticamente da Silvio Berlusconi, lanciano accuse infamanti, non supportate da alcuna prova, contro il Premier e contro le persone che gli stanno accanto. Accuse di natura politica, accuse sulla vita personale e famigliare, accuse professionali. Ogni scusa è buona per tentare di colpire in modo organico e da professionisti Silvio Berlusconi, nonostante i sondaggi più seri ed accreditati lo mostrano come l’uomo politico italiano e forse europeo con il maggiore consenso tra i cittadini.

Come possiamo aiutare Silvio Berlusconi?

Ritengo che noi tutti, militanti del Popolo della Libertà, simpatizzanti, cittadini per bene, democratici veri, dovremmo scendere nelle strade e mostrarci, senza paura per quello che realmente siamo: tantissimi, uomini, donne, ragazzi, di ogni ceto sociale, di vari strati culturali, milioni di persone, che senza timori andiamo nelle piazze, facciamo cortei, volantinaggi, banchetti, fiaccolate, sit in, appelli sui giornali, alle radio, alle televisioni per impedire uno dei più loschi piani della storia della Repubblica, prima o Seconda, rovesciare il responso delle urne con metodi anti democratici.

Il Popolo della Libertà deve mostrare i muscoli, senza violenza, senza trascendere, senza spaccare le vetrine o i bancomat, deve fare capire a tutti i violenti che lo squadrismo politico non porta a risultati buoni e corretti per il Paese. Solo con il nostro ritorno sul territorio, con la presa pacifica delle strade e delle piazza, con l’unica arma della propria consapevolezza, faremo sentire tutto il nostro peso sui disonesti e daremo la nostra tangibile solidarietà a chi come Silvio Berlusconi, rischia la propria salute, la propria vita, i propri averi per noi tutti.

Roberto Nicolick

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