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Articolo n° 78629 del 05/11/2009 - 13:21

Savona, il Vescovo Lupi: “I cacciatori sono persone”

Mons. Vittorio Lupi

Savona. “I cacciatori sono persone e credo che per loro si possa celebrare una Messa”. Ecco la replica, quasi immediata, e diretta di Monsignor Vittorio Lupi all’Enpa e ai fedeli che hanno protestato con la Curia per la decisione di celebrare una messa per i cacciatori. “La notizia di uno ‘sciopero’ della messa da parte dei fedeli mi è nuova, ma vorrei precisare che celebrare una Messa non significa che io approvo ciò che fanno i fedeli. Come diceva Papa Giovanni bisogna distinguere il peccato dal peccatore. Anche in questo caso dovrebbe valere questa regola”.

“Ribadisco che i cacciatori sono persone ed è giusto che anche a loro venga offerta la possibilità di confrontarsi con la parola di Dio. Celebreremo una Messa per loro, questo non significa che approviamo quello che fanno” ha aggiunto il Vescovo della Diocesi savonese, che ha concluso osservando: “Io non sono un cacciatore, ma forse questa attività in certi casi è necessaria. Mi hanno spiegato che in certe situazioni i cinghiali fanno grossi danni alle coltivazioni e quindi, forse, occorre accettare che, in questi casi, la caccia sia una delle vie per risolvere il problema”.

 

Olivia Stevanin

4 commenti a “Savona, il Vescovo Lupi: “I cacciatori sono persone””
badarul ha detto..
il 5 novembre 2009 alle 17:01

Ma grande Monsignore,non poteva rispondere meglio!!!!!!!

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hi-tech ha detto..
il 5 novembre 2009 alle 17:24

…Anch’io tagliai molte teste di saracini in Terra Santa.
Ma combattemmo ad armi pari.
Per una causa che ebbe ragioni religiose e fummo costretti a difendere i pellegrini.
Ne sono pur pentito.
Questi dilettanti, invece, operano crudeltà inaudite ad imparità di armi, senza scopo alimentare alcuno di sopravvivenza, verso gli animali che sono creature del Signore e cosa assai grave, per pura attività ludica!
Come potete Voi Vescovo Nostro superiore a cui dobbiamo pur obbedienza, approvare tacitamente, ancorchè l’esercizio della Messa a questi barbari parrebbe una tacita approvazione alle loro malefatte?
Vi chiedo Eccellenza di voler almeno offrire loro durante la Funzione almeno una possibilità con un invito alla redenzione.
Scusandomi per l’ardire nello scritto, che mai ha avuto intenti di disobbedienza, porgo
Deferenti ossequi.

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MOANA RIVOLI ha detto..
il 5 novembre 2009 alle 17:25

D’accordo fino alle ultime tre righe, Eminenza !
Se avesse voglia e tempo di documentari meglio sull’esubero di cinghiali e caprioli, saprebbe che i cacciatori non sono la soluzione ma il problema.

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solfonitrica ha detto..
il 5 novembre 2009 alle 21:59

Mi pare che Mons. Lupi non smentisca la tradizione dei prelati cattolici, veri maestri nell’saper essere sfuggenti e diplomatici, tuttavia la sua risposta non convince, vediamo perchè:
Se si fa una messa , supponiamo, per i pompieri significa che si vuole sottolineare l’importanza del ruolo che questi “uomini” svolgono attraverso la loro attività in qualità appunto di pompieri. Se così non fosse si celebrerebbe una messa “normale”. Per lo stesso motivo non ho mai visto celebrare una funzione , ad esempio, per i clienti delle prostitute, uomini anch’essi ma che hanno una attività, sebbene non illegale, quantomeno discutibile.
Monsignore non meni il can per l’aia, la messa per i cacciatori implica il riconoscimento della positività della loro azione.
Ora questa è una presa di posizione legittima e rispettabile che però la Chiesa deve poi coerentemente difendere.
La domanda è : La chiesa approva o no la caccia? Ci risponda liberamente Monsignore, ma si prepari scendere in una questione che vede due schieramenti contrapposti davvero agguerriti.

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