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Articolo n° 79502 del 25/11/2009 - 13:10

Savona, Comune: ricorso contro l’ampliamento di Tirreno Power

Tirreno Power Vado Ligure
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Savona. Era stata chiesta da più parti e adesso è arrivata. La presa di posizione del Comune di Savona a proposito di Tirreno Power ora è nota. L’amministrazione comunale savonese ha infatti ufficialmente espresso la propria opposizione alla proposta di ampliamento della centrale termoelettrica. Lo ha fatto con determina approvata in Giunta lo scorso 20 ottobre, con cui si “da mandato al legale dell’Ente di procedere con un ricorso ad adiuvandum nei ricorsi presentati da Regione e Comuni interessati avverso il provvedimento statale che autorizza, sotto il profilo Via, l’ampliamento della centrale di Vado Ligure”.

“Il carbone è passato. Il futuro sono le energie da fonti rinnovabili. L’interesse del nostro territorio è che una grande azienda come Tirreno Power investa qui per sviluppare tecnologie, comoscenze e occupazione legati alle energie pulite” ha spiegato Berruti. “In qualità di Comune capoluogo di Provincia – dichiara l’assessore all’Ambiente Jorg Costantino – vogliamo esprimere timore e forte perplessità in merito al progetto e unirci ai pareri negativi che sono stati espressi in maniera bipartisan da tutti i Comuni interessati”.

“Il nostro Consiglio ha approvato due ordini del giorno contro il progetto e la Giunta ha approvato una determina con cui ha inteso dare mandato al proprio legale di far ricorso contro il progetto. Siamo infatti convinti che l’ampliamento della centrale a carbone nuocerebbe alla salute dei nostri cittadini, che è il tema più caro all’amministrazione. Il progetto vanifecherebbe tutte le azioni promosse da questa amministrazione per fare di Savona una città eco-sostenibile, e penso ad esempio al car-sharing e al nuovo piano energetico ambientale comunale con cui si mira a ridurre i consumi energetici, le emissioni di anidride carbonica, e a utilizzare energia prodotta da fonti rinnovabili. Savona ha compiuto e sta compiendo grandi sforzi per avere un’aria meno inquinata, dopo essere uscita da decenni di industrializzazione. Per la tutela della salute pubblica, questi sforzi non devono essere vanificati” ha concluso Costantino.

 

Redazione

13 commenti a “Savona, Comune: ricorso contro l’ampliamento di Tirreno Power”
Paolo ha detto..
il 25 novembre 2009 alle 14:57

Se Savona e dintorni avessero voluto l’aria pulita avrebbero dovuto lasciar costruire la metropolitana leggera, invece questa non si farà e al suo posto arriverà l’Aurelia bis con tutte le devastazioni connesse e il consueto utilizzo di carburanti fossili per le auto ecc. che invece di essere disincentivate troveranno ulteriore impulso: facciamo il contrario di quello che avviene nel resto dell’Europa.

Il carbone è passato? Allora perchè non spegnete del tutto la centrale elettrica?

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r. bazzano ha detto..
il 25 novembre 2009 alle 16:14

Finalmente una decisione buona: bravo il Comune di Savona!

Signor Paolo, mii spiace veramente assistere a questa manifestazione di assoluta mancanza di argomenti in cui cerca di intorbidire le acque con argomenti che nulla c’entrano.
D’altra parte è il chiaro segno che le argomentazini non ci sono e che quindi chi scrive sa di essere in torto.

“Savona e dintorni” non hanno boicottato affatto la metropolitana leggera che non si è costruita per una norma (certo sbagliata, ma esistente) relativa ai finanziamenti e al soggetto ricevente e non per la volontà dei comuni.
L’aurelia bis (se e quando sarà costruita) vedrà la circolaizone di auto con tutti ti tipi di combustibile e potrà funzionare anche quando la tecnologia di propulsione sarà non inquinante, ma anche se ciò non fosse, perchè tentare di spostare l’attenzione da un soggetto inquinante così esagerato come la centrale a carbone verso un’opera pubblica?
Malafede? Incompetenza?
L’europa non va verso il carbone caro signor Paolo, e nemmeno verso il nucleare, ma si sta indirizzando (e di corsa anche) verso le fonti rinnovabili.

Come al solito noi possiamo scegliere se fare quelli che ci arrivano con vent’anni di ritardo (e un po’ di malattie in più) o stare al passo con le tecnologie.
Mi rendo conto che Tirreno Power deve fare i suoi soldi e ne vuol fare sempre di più spendendo sempre di meno, ma per prima cosa deve rispettare i patti pregressi, poi attivare le fonti rinnovabili.
E se costeranno un po’ di più del carbone, pace:daranno comunque lavoro e salute a molte persone. Vorrà dire che invece di lucrare a piene mani, lucreranno un po’ meno (ma sempre tanto, mi creda…).

Altrimenti, come tutti gli ingordi, rischieranno di finire come la scimmia che per ingordigia non apre il pugno dove tiene il riso e così facendo resta intrappolata nella gabbia e fa una brutta fine.

P.S. E non tiriamo fuori la balla dei posti di lavoro: le energie alternative ne danno molte più di un gruppo a carbone e inoltre rispetto a quando la centrale era di ENEL il presonale si è drasticamente ridotto. Inoltre quando ricevo ricatti velati (nemmeno troppo) come quello dei posti di lavoro, mi incazzo ancora di più.

Visto che c’è una bella campagna pubblicitaria (che sta ottenendo l’effetto contrario…) in cui Tirreno Power dice che “possiede la tecnologia” io le rispondo che sarebbe meglio questa tecnologia la adoperasse per le fonti rinnovabili e non per il carbone.

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Pozz ha detto..
il 25 novembre 2009 alle 17:15

Io sono sempre convinto che può coesistere industria e tutela dell’ambiente e della salute. Ok facciamo pure chiudere la centrale invece che investire sull’adeguamento degli impianti. Però ditemi una cosa (principalmente rivolgo la domanda al Sig. BAZZANO) l’alternativa quale è? L’eolico? Ben venga la sperimentazione a Cairo per quanto riguarda l’eolico. Ma a Savona dove lo possiamo fare? (e non ditemi alla Conca Verde come affermato dal consigliere Briano perchè è dimostrabile che non è possibile la sua fattibilità) Fonti alternative? Ok, ma il Comune, invecdi investire in palliativi da farsi sul Priamar, in rotatorie velleitarie, in rifacimenti di strade fatte e relegate alla libera spontaneità, sarà disponibile ad aiutare o a sostenere, chiamiamolo, questo investimento? Anche io sono daccordo che il ricatto occupazionale non può essere l’arma del supino consenso , come è vero che l’energia alternativa produce molti posti di lavoro ma in realtà il cui territorio non rappresenta problemi morfologici come il nosto. Quindi: ben venga l’alternativa però quale e dove?

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Paolo ha detto..
il 25 novembre 2009 alle 17:45

Le alternative al momento non esistono. La propulsione non inquinante non esiste. Volete uscire dal mondo dei sogni? Il finto ambientalismo dei proclami ci porterà alla rovina, esattamente come è successo con il traffico e con i rifiuti.

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antonio gianetto ha detto..
il 25 novembre 2009 alle 20:06

Ma chi sta dicendo che bisogna chiudere la centrale di elettrica di Vado?
Un suo ampliamento che porterà soltanto dei benefici al suo proprietario, a scapito della nostra salute.
Mi sembra che i più attivi oppositori alla centrale, vedi MODA, non vogliono l’ ampliamento, e neppure la chiusura degli impianti, ma dicono questo: La centrale attualmente produce 5 volte di più l’energia consumata in Provincia di Savona e anche se depotenziata e metanizzata ne produrrebbe ancora il triplo.
( http://www.ilponente.com/2009/07/13/gli-ambientalisti-del-moda-ringraziano-greenpeace/ )
Sperare che la Tirreno Power si converta alle fonti rinnovabili è pura utopia, vedere cosa hanno fatto fino ad ora, andare qui e cliccare su ” Gli impianti “: http://www.sorgenia.it/

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r. bazzano ha detto..
il 25 novembre 2009 alle 21:46

al signor Paolo che mischia energia, traffico e rifiuti tentando di fare di tutta un’erba un fascio di qualunquismo e disinformazione non rispondo neppure, invece rispondio a Pozz inziando con un particolare che spesso è trascurato: noi insistiamo sull’alternativa gruppo a carbone/energie ruinnovabili come se di avere più energia prodotta ce lo avesse ordinato il dottore…

Ma mi pare che dal nuovo gruppo – a carbone o ad altro – l’unico ad avere benefici è Tirreno Power.
Partendo da questo assunto (che non è una quisquilia) il messaggio è: con il carbone guadagni 1000 perchè costa poco, ma inquina tanto, per cui i costi ricadono sulla società.
La società civile – un po’ più responsabile dell’azienda – ti consente invece di andare con l’eolico o solare, a scelta. Guadagnerai un po’ meno, diciamo 6/700, ma guadagni un fottio lo stesso e in più fai un’opera meritoria, non accorci la vita a nessuno e ti si lascia lavorare anche meglio e di più.

Detto questo, fosse per me, mi darei da fare da domani per ricollocare immediatamente chi lavora nella centrale di Vado e, raggiunto l’obiettivo, la farei chiudere (anche per come si comporta l’Azienda), ma forse non sarebbe giusto nemmeno quello.

Bisogna anche ricordare che metanizzazione dei gruppi, copertura dei parchi carbone e altre cose simili erano pattuite già da quando era ancora sindaco la buonanima di Peluffo e non sono ancora state portate a compimento… chi riesce a mentire promettendo cose e poi non dandole mente ancora più facilmente su dati, assunzioni future e altre cose. Tanto per male che vada è colpa della crisi…

Questo per Vado.Per Savona credo che la conca verde non sia l’unica zona papabile di un Comune che ha un territorio piuttosto ampio: io vivo a Santuario, dove tira un vento niente male per quasi tutto l’anno e non mi arrabbierei affatto se mettessero delle pale eoliche.
Certo, il paesaggio sarebbe meno bucolico, ma preferisco avere le pale sotto gli occhi e la mia salute intatta piuttosto che la centrale a Vado (che vedo raramente), ma rumenta di ogni tipo in giro per l’aria.

P.S. Inoltre la pala non inquina, una volta che la tecnologia eolica sarà superata, le si smonta e le si fonde e se ne fanno ringhiere, mentre il carbone bruciato ormai è andato per aria e non si recupera più.

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Carlo M. ha detto..
il 25 novembre 2009 alle 22:02

Voilà la demagogia è servita! Abbasso tutto! Abbasso l’inquinamento (e ci mancherebbe altro)! Vogliamo 500 MW fatta con la cacca di mucca (biogas)! Quando crescerete? Lo sapete che per fare i 480 MW aggintivi proposti da Tirreno Power ci vorrebbero pale eoliche ogni 10 metri da Sarzana a Ventimiglia? Qualcuno ve lo ha detto? Qualcuno vi ha spiegato che seconda ASL e IST (e non l’associazione “XZX” del Burkina Faso, quelli che cita di solito il buon Franceschi) l’incidenza più alta di tumori ai polmoni è negli abitanti del centro di Savona (auto vi dice qualcosa?) e non a Vado e Quiliano. Qualcuno ve lo ha spiegato che la provincia di Savona è la 4 per qualità dell’aria in Italia. Ultima domanda: siccome la centrale può andare avanti così per i prossimi 20 anni essendo sotto tutti i limiti di legge nazionali ed europei (come ammette lo stesso coordinatore del PD Lunardon) preferite un 5% di immisisoni in meno e che rimanga così. La risposta, tolta la demagogia e le elezioni regionali (vero sindaco Berruti ?) è davvero semplice….

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antonio gianetto ha detto..
il 26 novembre 2009 alle 03:36

E’ possibile sapere dove, a Savona, hanno misurato la qualità del’ aria?
Che il trasporto su gomma abbia la sua parte di responsabilità nell’ inquinamento, nessuno lo può mettere in dubbio, però i mezzi che sono in circolazione, non circolano per divertimento; quella centrale potrebbe inquinare di meno se producesse solo per il nostro fabbisogno, e non 5 volte di più per dare profitto ad una società privata. Il raggio di inquinamento della centrale non è di 50 KM? Se andiamo a vedere nello spezzino, dove c’ è un’ altra centrale, uno dei punti che sembra essere più inquinato, pare sia Portovenere e non mi sembra che in quel paese circolino tante auto.
Vorrei ricordare che ad aggravare l’ inquinamento del centro di Savona, contribuisce anche questo: http://www.youtube.com/watch?v=c7cf9pLav4o
Il fumo è solo l’ aspetto visibile, di una non perfetta combustione, il danno maggiore lo fanno i gas di scarico che, non si vedono, ma si respiramo.
notizie del nov 2008: http://www.portoediporto.it/DEF/RIVISTE/2008/11_NOVEMBRE/11_crociere_p26.pdf
“”"” in questi giorni all’installazione su Costa Deliziosa dei motori diesel generatori, che forniscono l’energia necessaria alla nave sia per la navigazione che per l’erogazione dei servizi alberghieri di bordo. I motori installati (vedi foto) sono in tutto sei, di cui 4 da 162 tonnellate, 12 cilindri e 12mila Kw, e due motori da 117 tonn, 8 cilindri e 8mila Kw. Complessivamente possono sviluppare una potenza di circa 64 Mw pari al consumo di una città di oltre 40mila abitanti.”"”"
Logicamente, quando le navi sono ormeggiate, non hanno tutti i generatori in esercizio, considerate però, cosa viene scaricato nell’ aria, quando in porto, nello stesso giorno, ci troviamo con 3 (o 4 ) navi da crociera.
Stando a quanto viene segnalato sopra, se 64 Mw potrebbero alimentare una città di 40.000 abitanti, 480 Mw dovrebbero alimentarne una da 300.000 ( 480*40.000/64 ), o mi sbaglio? E, con i 1400 Mw attuali, si parlerebbe di 875.000 ( 1400*40000/64).

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Bruno Pirastu ha detto..
il 26 novembre 2009 alle 10:40

Si racconta che in Valbormida ci fosse uno stabilimento che , a detta di chi ci abitava vicino vicino , inquinasse parecchio. Furno messe delle centraline e si vide che l’inquinamento c’era. Fu “alzata” la ciminiera di una decina di metri …. l’inquinamento sparì e tutti vissero felici e contenti.

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r. bazzano ha detto..
il 26 novembre 2009 alle 10:57

Gentile signor Carlo M. ha mai fatto caso che quando si vuol fare colpo si usano le percentuali? e che le percentuali non vogliono dire nulla?
Se auamento del 30% la produzione e la percentuale è calcolata sul totale della rpoduzione, un 5% in meno vuol dire che in

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r. bazzano ha detto..
il 26 novembre 2009 alle 11:09

Il mio post precedente è da cancellare: ho schiacciato “invio” senza averlo terminato.
ricominciamo:
Gentile signor Carlo M. ha mai fatto caso che quando si vuol fare colpo “a puffo” si usano le percentuali? e che le percentuali di per sè stesse non vogliono dire nulla?

Se, ad esempio, aumento del 30% la produzione e la percentuale delle immissioni è calcolata sul totale della produzione stessa, un 5% in meno vuol dire che inquino di più in senso assoluto anche se ho abbattuto percentualmente le emissioni in atmosfera. Non ci vuole uno scienziato a capirlo.
Inoltre non è detto che se siamo sotto il massimo dobbiamo per forza spingerci a livello, “tanto abbiamo del lasco”.
Questo è il ragionamento dell’azienda che vuole fare più soldi, ma i cittadini la vedono diversa.

Per quanto eriguarda i dati dell’IST c’è stata una ampia discussione in merito ed altri studi altrettanto prestigosi dimostrano l’incidenza dei fumi di Tirreno Power su una serie di malattie riscontrabili proprio nel nostro territorio tra cui l’ictus che passa stranamente inosservato.

Certo anche le auto hanno il loro peso e personalmente cerco di usarla meno che posso: ci sono tante cose da migliorare, ma non vedo perchè con questa scusa dobvbiamo lasciare fare ciò che vuole a Tirreno Power o a chiunque altro “tanto inquinano già le auto”.
Con lo stesso ragionamento la maggior parte delle persone potrbbe anche scegliere di suicidarsi “tanto alla fine dobbiamo morire tutti”. Complimenti: un ragionamento davvero fino!

Poi, intendiamoci, ognuno è libero di pensare che la demogogia sia in qualunque posto come io sono libero di pensare quello che voglio di chi cerca di attentare alla mia e altrui salute che di certo farò tutto il possibile per difendere.

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Leofinalese ha detto..
il 26 novembre 2009 alle 13:44

Ridurre l’inquinamento è il minimo per chi ha cara la pelle…e quella dei suoi figli oggi e domani.
Ma il problema più grosso riguarda il consumo pro capite di energia. Miliardi di esseri umani guardano al nostro stile di vita e vogliono fare come noi….continuiamo facendo finta di niente? o dovremo dare l’esempio sperimentando tecnologie nuove e proponendo un modo di vivere e consumare diverso?
Aspetto una risposta da chi ha delle idee.

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Riverbero ha detto..
il 26 novembre 2009 alle 18:56

Sig Carlo M.
le ricordo che i limiti imposti dalla Comunità europea son diversi e molto più ristrettivi rispetto a quelli vigenti in Italia.

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