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Articolo n° 78589 del 04/11/2009 - 15:16

“Membro Ku Klux Klan”: Nicolick prende distanze dalla setta e smentisce

Roberto Nicolick
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Savona. Roberto Nicolick sarebbe un simpatizzante, anzi un reclutatore e membro, di una setta italiana del Ku Klux Klan. Questa l’accusa apparsa oggi su un quotidiano nazionale, da cui l’esponente del Pdl, ha preso con decisione le distanze spiegando che si tratta di una notizia assolutamente priva di fondamento. E’ lo stesso Nicolick a spiegare come “attraverso l’uso distorto della verità o meglio solo di alcune verità, disposte ed organizzate, come meglio conviene, si può infilare in testa a chiunque il cappuccio bianco con i buchi per gli occhi e farlo assurgere quasi al grado di gran Dragone del Klan”. “Ricevo ieri pomeriggio una telefonata da una persona – racconta Nicolick -, che si qualifica, anche attraverso una mail, come Federico Mello, giornalista di un nuovo quotidiano a tiratura nazionale, in giro da poche settimane. Mi racconta che sta facendo una inchiesta sul Ku Klux Klan in Italia. Afferma che esiste un sito della suddetta organizzazione in cui vi è un link al mio blog, Nicolickblog”.

“Costui, aggiunge che il sito del KKK è linkato anche sul mio blog, quindi me ne chiede la ragione. Spiego che in occasione di diverse lettere minatorie anonime giuntemi nel corso del mio mandato in Provincia, più di un anno fa, il sito del KKK, che all’epoca aveva un nome un pò fantasioso, qualcosa sul tipo i cavalieri bianchi aveva pubblicato la notizia, con sentimenti di solidarietà, linkando per primo il mio blog. Ad un primo esame, all’epoca, il sito era pittoresco, artigianale, limitatissimo nei contenuti e nella grafica e pareva privo di pericolosità” ha aggiunto ancora l’esponente del Pdl che ha precisato: “Per ricambiare, e non trattandosi di siti che propagandano la pedopornografia o appelli deliranti al terrorismo, ho linkato il blog in oggetto, sull’elenco di quelli cosiddetti amici, in mezzo ad altri 15 blog e, francamente l’ho lasciato nel dimenticatoio, sino alla telefonata di Federico Mello”.

Nicolick spiega che a seguito della telefonata ha immediatamente rivisto il blog della setta e l’ha trovato aggressivo, delirante, razzista, xenofobo e violento, pertanto ha immediatamente deciso di rimuoverlo dall’elenco dei siti amici in quanto non compatibile con i contenuti del suo blog che sono, come lui stesso sottolinea, di informazione, denuncia sociale e civica pur sempre in uno spirito di moderazione e di civiltà.

“Però, sul quotidiano su cui dovrebbe scrivere Federico Mello – racconta ancora Nicolick -, trovo invece un articolo a firma di Giampiero Calapà che in modo disarticolato, disordinato e sciatto, e soprattutto scarsamente professionale, miscela un insieme di verità, banalità e soprattutto inesattezze con lo scopo di farmi apparire per quello che in realtà non sono: un affiliato del KKK, un reclutatore di aspiranti membri, un diabolico infiltrato della setta nella società civile e un razzista che incendia le Croci. A completare il quadro, a destra del ridicolo articolo a firma Calapà, un box in cui in poche righe si accredita ai membri del KKK, di annoverare tra i suoi miti Alessandro Magno e il suo amico Efestione, presentato il tutto in chiave omosessuale. Accostando erroneamente il mondo gay per natura libertario e non violento a quello della setta che ha dimostrato nel corso degli anni una incredibile tendenza alla violenza anche verso gli omosessuali, come peraltro scrive l’articolista poche righe prima”.

Quella che l’esponente del Pdl ha denominato “farsa” tira in ballo anche il Presidente della Provincia di Savona, Angelo Vaccarezza, anche lui intervistato per telefono e a cui viene chiesto un commento su questo “risvolto” di Nicolick. “A seguito di questo tristissimo articolo – precisa Nicolick – in molti mi hanno telefonato per assicurarmi la loro solidarietà sapendo che sono una persona moderata e corretta, quindi questo ‘piccolo’ quotidiano ha ottenuto l’effetto opposto, quello di fare avvicinare ancora di più la gente alla mia persona. Fino a poche ore fa non sapevo neppure come si scrivesse o pronunciasse il nome di qella famigerata setta e uno dei miti della mia giovinezza è stato Martin Luther King”. Roberto Nicolick conclude facendo una riflessione sulla tempistica sospetta dell’articolo: “Il link era presente da più di un anno, perché solo ora viene portato all’onore della cronaca? Forse perché il mio libro che va a tangere la mitologia resistenziale sta vendendo alla grande? Perché i miei editoriali sulla guerra civile vengono pubblicati da un quotidiano nazionale? Perché oggettivamente sono una persona per bene che da fastidio? Forse esiste una volontà di delegittimare le voci fuori dal coro. Ma gli è andata male non hanno raggiunto lo scopo di tacitarmi”.

 

10 commenti a ““Membro Ku Klux Klan”: Nicolick prende distanze dalla setta e smentisce”
solfonitrica ha detto..
il 5 novembre 2009 alle 00:33

Vabbè. non avrà il cappuccio bianco e la croce fiammeggiante ma io non metterei mai un link del KKK tra gli amici del mio blog. Solo il pensarlo mette i brividi. Se poi ne ricevessi manifestazioni di solidarietà mi chiuderei in cantina per un mese a pensare dove ho sbagliato.
La prossima cosa sarà, una laurea Honoris Causa dal partito neonazista??

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joeblack ha detto..
il 5 novembre 2009 alle 08:41

SANTO SUBITO.

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Aurelio Bianchi ha detto..
il 5 novembre 2009 alle 09:15

Nessuno sano di mente può pensare che esista un legame fra Nicolick e il KKK.

Mentre tutti sanno, ma non dicono, che esistono legami ben più stretti fra la lobby dei costruttori e i vari sindaci, anche e soprattutto del centronistra savonese.
Ma questo non fa notizia, solo grandi danni e ‘buoni’ affari.

In ogni caso, bisogna affrontare la rete con meno dilettantismo e più attenzione.
Quindi occhio a chi linkate sui vostri siti!

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Bandito ha detto..
il 5 novembre 2009 alle 10:38

Le campagne diffamatorie dei sinistri sono sempre pittoresche e naturalmente prive di attendibilità, ed in genere ottengono l’effetto opposto, quindi consolati, Roberto, tutto questo va a tuo vantaggio.

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Alessandro Parino ha detto..
il 5 novembre 2009 alle 11:29

Chi conosce Roberto Nicolick ne conosce anche, in ordine sparso: l’onestà, la gentilezza, la correttezza.
Campagne diffamatorie come questa possono rovinare la rispettabilita’ di una persona.
Repubblica e co. come al solito vergognosi…
Solidarietà totale a Roberto.

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arianna ha detto..
il 5 novembre 2009 alle 14:39

Alessandro, non conoscere una persona non è un reato, per nessuno.

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antonio gianetto ha detto..
il 5 novembre 2009 alle 15:09

Vorrei ricordare che la notizia è stata riportata dal secolo XIX web del 3.11.09: http://ilsecoloxix.ilsole24ore.com/p/savona/2009/11/03/AMIpcb4C-comunale_italia_consigliere.shtml
Non mi risulta ch, questo giornale, faccia parte di Repubblica & Co

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Andrea81 ha detto..
il 5 novembre 2009 alle 15:54

Il signor Nicolick afferma che uno dei miti della sua giovinezza (insieme a molti altri credo..) sia Martin Luther King…poi si definisce anche persona “moderata” e magari anche rispettosa??? Non ho avuto la fortuna di conoscer di persona quest’uomo, ma sfogliando il suo blog qualche mi sorge qualche dubbio..

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Alessandro Parino ha detto..
il 5 novembre 2009 alle 17:01

Arianna, certamente.
Nemmeno rovinare la reputazione di una persona, purtroppo, molto spesso, non è reato.

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lui la plume ha detto..
il 6 novembre 2009 alle 01:13
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